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Banche italiane, "guerra al cash" per gli stipendi

Il re in Italia è il denaro contante, ma l'abi non se ne fa una ragione e ha lanciato una vera guerra contro il contante in un paese come il nostro in cui le carte di credito sono usate dalla metà della media degli utilizzatori europei. Secondo l'associazione bancaria italiana, i costi che le banche e le aziende hanno dovuto sostenere per pagamenti cash nel 2010 ammontano a 10 milioni di euro

L'abi inizia per questo una campagna di sensibilizzazione per la promozione dei pagamenti elettronici, sia nel settore pubblico che privato

Ma c'è un rischio: gli italiani, abituati così poco a pagamenti con la carta di credito, sono anche i meno indebitati d'europa, secondo i dati eurostat

A beneficiare, invece, dei pagamenti dei salari con addebito e non in contante, saranno le casse dello stato. È evidente, infatti, che in questo modo si eviteranno i pagamenti in nero

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3 Commenti:

immobiliaristatobe
4 Gennaio 2011, 10:51

La maggior parte degli stipendi in contanti è data a chi lavora in nero o a chi fa degli straordinari "fuori busta".
Si cominciasse a parlare dei diritti di chi lavora e poi si parli di spese per il contante.

Ma quand'è che parleranno anche del signoraggio, le signore banche dell'abi? ;)

5 Gennaio 2011, 19:31

Le banche vogliono che per pagare tutti usino il rettangolino di plastica, perché è provato (dall'uso delle fiches nei casino per esempio) che chi paga con la plastica si rende meno conto di quello che spende, perciò spende di più e poi si indebita (andando in rosso, con godimento delle banche).

20 Febbraio 2012, 22:54

Il problema sono coloro che si sono apropriati del diritto di stampare i soldi e prestarlo come un debito infinito e non del lavoro o lavoratori. Cualsiasi buon padre di famiglia sa aministrare meglio la richezza prodotta dalla stessa. Evidentemente non siete ne padri ne aministratori. Avidi e ladri dell altrui lavoro questo si! vergognatevi!!!!!!! anche se non sono sicuro che sapiate riconosere e neanche comprendere la parola vergogna.

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