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Mercato libero energia: prezzi troppo elevati secondo l'aeeg

Autore: andrea manfredi (collaboratore di idealista news)

Secondo l’autorità per l’energia elettrica e il gas (aeeg), i prezzi dell’energia del mercato libero sono spesso più elevati di quelli del mercato di maggior tutela. La situazione è alquanto preoccupante e necessita l’avvio di un’indagine conoscitiva per fare maggiore chiarezza sull’argomento. Ciò che sorprende di più è che il mercato libero era nato per consentire agli utenti di poter scegliere liberamente il fornitore al quale rivolgersi e risparmiare così sul costo della bolletta di luce e gas

L’analisi dell’aeeg rivela che le tariffe di luce e gas applicate ai clienti domestici del mercato libero sono più care rispetto a quelle del mercato tutelato. In particolare, come si legge nel rapporto dell’autorità, “i prezzi unitari applicati dai venditori al mercato libero sono, in diversi casi, più alti di quelli del mercato tutelato e, quindi, dei livelli che altrimenti si avrebbero trasferendo sul cliente il prezzo di un paniere ragionevole acquistato nel mercato all’ingrosso”

A incidere sulla differenza fra i prezzi del mercato libero e quelli del mercato tutelato è soprattutto la componente dei costi di approvvigionamento, cioè i costi che il sistema paese deve sostenere per importare energia dall’estero. Per ridare competitività al mercato libero e incoraggiare la concorrenza fra i diversi operatori, l’aeeg ritiene sia necessario creare offerte più convenienti

Per fare chiarezza sulla differenza di prezzo esistente fra il mercato libero e quello di tutela, l’aeeg ha, inoltre, annunciato l’intenzione di aprire un’indagine conoscitiva, da estendere anche alle tariffe gas. Come affermato dallo stesso presidente dell’authority, guido bortoni, l'indagine sarà rivolta a comprendere meglio le barriere che oggi rallentano la maturazione del mercato retail. In particolare, si dovrà riflettere per individuare gli elementi sui quali potrà operare la concorrenza nel mercato retail. Ad oggi i venditori non paiono, infatti, voler privilegiare il confronto di prezzo”

 

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(idealista.it/news)