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Mutui, quattro ragioni per cui le banche non diminuiranno gli spread

Autore: Redazione

Se gli spread applicati dalle banche fino a qualche mese seguivano di pari passo l'andamento del differenziale tra btp e bund, adesso la situazione sembra essere cambiata. Se il secondo si è stabilizzato sotto i 300 punti base, le banche sembrano non voler rivedere al ribasso, ad eccezione di alcuni casi puntali, i tassi applicati ai mutui. Ecco le quattro ragioni

1) il basso valore degli euribor. Sebbene sembri esattamente il contrario, l'euribor ormai vicino a zero spinge le banche a caricare gli spread. Questo perché quando il livello dei primi è così basso, gli istituti di credito non riescono a realizzare utili importanti (i cosiddetti "mark down") sui depositi in conto corrente, che rappresentano oltre la metà dei depositi

2) i conti deposito. Molti risparmiatori hanno investito negli ultimi 18 mesi nei conti depositi ad alto rendimento. Questo però ha fatto lievitare i costi della raccolta delle banche, spingendole a rifarsi con gli spread applicati ai mutui

3) i mutui troppo favorevoli stipulati in passato. Solo pochi anni fa, le banche hanno erogato mutui molto favorevoli con spread anche inferiori allo zero, spinte anche dal desiderio di farsi concorrenza. Ma adesso questi mutui si sono trasformati in una pesante eredità perché in alcuni casi producono addirittura un margine di interesse negativo

4) il rischio paese. Nonostante lo spread paese si sia in qualche modo stabilizzato, il rischio paese rimane elevato considerando che siamo ormai nel quinto anno di una crisi di cui è difficile vedere la fine. Il merito di credito delle famiglie è notevolmente peggiorato, aumentando in questo modo il rischio delle banche e di conseguenza il valore degli spread