Hai dei dubbi immobiliari? entra nel nostro servizio di consulenze e chiedi aiuto agli utenti di idealista. E se conosci la risposta ai quesiti degli altri, metti a disposizione di tutti le tue conoscenze. Questa settimana una lettrice ci chiede: mio padre vuole intestarmi un immobile, è più conveniente fare una donazione o una compravendita?
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2 Commenti:
La donazione va bene soltanto se pensi di non rivendere l'immobile che ricevi, perchè in quel caso potresti trovare veramente tante difficoltà...l'acquirente infatti non otterrebbe un mutuo ipotecario per l'acquisto.
La donazione infatti può essere contestata da qualunque ne abbia titolo (fratelli, sorelle e altri parenti fino a un certo grado) perchè si sente escluso o contesta quella donazione esercitando un'azione contro tuo padre (se ancora vivo) e poi rivalersi su di te...quindi molta attenzione e cautela.
Io per non correre rischi ti consiglierei di fare una compravendita.
Anche se paghi le imposte di legge, dormi tranquilla!!!
E' più conveniente la donazione INdiretta; le donazioni indirette sono gli atti che producono gli effetti economici propri della donazione, pur non essendo donazioni sotto l'aspetto tecnico giuridico; non si applicano, dunque, le norme che regolano la forma della donazione (che richiedono la stipula per atto pubblico alla presenza dei testimoni); l'esempio più frequente di donazione indiretta è sicuramente l’acquisto di un immobile a favore del figlio utilizzando denaro dei genitori; secondo la giurisprudenza l’intestazione in nome del figlio di un bene immobile acquistato dai genitori configura una donazione indiretta dell’immobile, sia nel caso di acquisto da parte del figlio con il denaro appositamente fornito dai genitori, sia nel caso di pagamento contestuale da parte dei genitori, sia nel caso di conclusione del contratto da parte dei genitori a favore del figlio; in questo caso, avviene spesso che il figlio non abbia un reddito sufficiente a giustificare l’investimento effettuato, quindi è meglio far risultare espressamente, di fronte al fisco, che i soldi vengono dai genitori; menzionare la provenienza del denaro può essere opportuno anche sotto il profilo successorio, per evitare di creare tra i figli disparità non desiderate (a meno che il beneficiario non sia figlio unico); la legge prevede che le donazioni indirette siano tassate allo stesso modo delle donazioni vere e proprie, fornire il denaro necessario all'acquisto di un bene equivale dunque a donare la stessa somma di denaro; c'è però un'eccezione importante: e' tornata infatti applicabile anche la norma che prevede l'esenzione dall'imposta di donazione per le liberalità collegate al trasferimento di immobili o aziende (o costituzione di diritti reali sugli stessi beni), quando all'atto si applica l'imposta di registro proporzionale oppure l'Iva; questa esenzione è particolarmente importante perché ci consente di far risultare espressamente negli atti pubblici la provenienza dai genitori (o da altri soggetti) del denaro impiegato per l’acquisto di beni da parte dei figli, senza dover sopportare costi aggiuntivi; come abbiamo visto, ciò risulta opportuno sia sotto il profilo successorio, quando l’acquirente non è figlio unico (perché viene fatto risultare chiaramente che il figlio beneficiato dovrà imputare il bene acquistato alla propria quota ereditaria), sia sotto il profilo delle imposte dirette, quando il figlio, come spesso avviene, non è dotato di redditi propri sufficienti a giustificare l’investimento effettuato; per fare risultare la donazione indiretta è sufficiente che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari che il pagamento del corrispettivo è avvenuto a cura di un altro soggetto, senza bisogno che questo intervenga all'atto notarile; ricordiamo però che, secondo la giurisprudenza, se il figlio dichiara nell’atto di acquisto che il prezzo è stato pagato dai genitori, l’oggetto della donazione indiretta non è il denaro ma l’immobile acquistato.
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