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Lo strappo si è consumato. Con 136 voti favorevoli, 16 contrari e 2 astenuti, la direzione del partito democratico ha sfiduciato il presidente del consiglio Enrico letta. All'approvazione del documento del segretario del pd Matteo renzi è seguita l'amara decisione del premier: "mi dimetto". La crisi prosegue al colle

E oggi letta salirà al quirinale per rassegnare le dimissioni al presidente della repubblica Giorgio napolitano. Dopo questo passo, molto probabilmente, il capo dello stato avvierà subito le consultazioni per il nuovo governo e nel pomeriggio potrebbe già ricevere le delegazioni dei partiti e delle coalizioni, con silvio berlusconi che guiderà forza Italia. All'orizzonte c'è un nuovo esecutivo, ma con la vecchia maggioranza. Ed è proprio questo punto, insieme al fatto che si tratta del terzo governo non legittimato dalle elezioni, a suscitare perplessità e malumori

In questo quadro, come è facile immaginare, è partito il cosiddetto "toto-ministri". Sembra che renzi voglia un governo snello, costituito da 12-13 ministri, ma la lista al momento è molto più lunga. Si parla, ad esempio, di angelino alfano confermato vicepremier; di lucrezia reichlin all'economia, ma circolano anche i nomi di tito boeri, pier carlo padoan, fabrizio barca e Lorenzo bini smaghi; di guglielmo epifani e di marianna madia al lavoro; di Michele vietti e di Giovanni Maria flick alla giustizia; di Maria Elena boschi alle riforme. Ma per conoscere effettivamente quale sarà la squadra di governo bisogna attendere fino all'ultimo istante: probabilmente tra sette giorni

Intervenendo su canale 5, il renziano Matteo richetti ha detto: "il governo renzi è l'ultima chance per il nostro paese. Se non riuscirà a raggiungere gli obiettivi si dovrà tornare alle urne. Nei prossimi due mesi renzi dovrà adottare provvedimenti shock per l'Italia, per il lavoro e per il rilancio dell'economia. Bisogna togliere le ganasce al paese, lasciare le briglie per farlo ripartire"

Nel suo discorso alla direzione del pd, Matteo renzi ha affermato: "inizi a diventare grande solo quando smetti di fare solo le cose che ti piacciono. È arrivato il momento di dire che tipo di proposta vogliamo fare al paese. È arrivato il momento di uscire dalla palude". E a proposito del mancato passaggio elettorale ha spiegato: "ora non ci sono le condizioni per tornare alle urne perché non c'è una legge elettorale in grado di garantire maggioranze e perché il percorso delle riforme ancora non è stato avviato"

Dopo aver seguito i diversi interventi e la direzione da palazzo chigi, Enrico letta ha fatto sapere: "a seguito delle decisioni assunte oggi dalla direzione nazionale del partito democratico, ho informato il presidente della repubblica, Giorgio napolitano, della mia volontà di recarmi domani al quirinale per rassegnare le dimissioni da presidente del consiglio dei ministri"
 

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1 Commenti:

16 Febbraio 2014, 16:02

Mettere le ganasce al capitalismo italiano...
Redistribuire la ricchezza per far ripartire l'Italia.

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