La vita in condominio, a volte, può essere molto dura. Può succedere di dover fare i conti con vicini molesti, che non si curano di disattivare gli impianti antifurto o che magari mettono radio e tv a tutto volume o che ancora spostano i mobili della propria abitazione ad ogni ora del giorno e della notte. Ma niente paura. È possibile, infatti, ricorrere alla legge per far valere i propri diritti. Vediamo quali sono gli strumenti per difendersi
Ad illustrarli è pier Paolo bosso di confedilizia che sulla stampa ha spiegato: "in sede civile l'art. 844 del codice civile consente di tutelarsi verso immissioni di rumori, scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se superano la normale tollaribilità, avuto riguardo alla condizione dei luoghi". È quindi possibile agire per far cessare determinati comportamenti e chiedere i danni. Bisogna, però, provare i comportamenti scorretti e il superamento della normale tollerabilità
Ma, oltre che in sede civile, è possibile intervenire anche in sede penale. Si possono, infatti, denunciare i vicini per disturbo della quiete pubblica - così come previsto dall'art. 659 del codice penale. È però necessario che "i rumori non superino solo la normale tollerabilità, ma si diffondano anche in modo da disturbare una pluralità indeterminata di persone e quindi, in ambito condominiale, per la responsabilità penale occorre vi sia il disturbo non solo di chi abita nell'appartamento inferiore o superiore o di fianco, ma della totalità o di un gran numero di occupanti del medesimo edificio, oppure degli edifici prossimi". A dirlo la cassazione penale, con la sentenza 19-03-2014, n. 12939
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