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L'ape non è obbligatorio per le case vendute nelle aste giudiziarie

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Autore: Redazione

Non è necessario allegare l'attestato di prestazione energetica (ape) nelle procedure di vendita forzata fatte tramite tribunale. Lo ha precisato il consiglio nazionale del notariato con lo studio 263-2014/c, che ha analizzato la disciplina da seguire nel caso di vendita forzata

Il consiglio nazionale del notariato ha sottolineato il fatto che non si possono applicare sanzioni perché la vendita non è conclusa dalle parti in modo consenziente. Nello studio, il consiglio nazionale del notariato ha evidenziato: "la disciplina contenuta nel d.lgs. 192 del 2005 origina dalla necessità di dare attuazione a quanto prescritto dalla normativa europea che, nel perseguimento di una maggiore efficienza energetica degli edifici sul territorio degli stati membro, è certamente rivolta a disciplinare la sola attività negoziale/contrattuale di circolazione dei beni immobili, lasciando al diritto interno dei singoli stati membro la regolamentazione della materia in termini di procedimenti giudiziari

Nel nostro sistema interno nazionale, la vendita coattiva per l'attuazione (forzata e giudiziale) del diritto di credito insoddisfatto è tradizionalmente regolata da una disciplina speciale: quanto al contenuto, alla forma, ai mezzi di impugnazione e alla stabilità del provvedimento giudiziale che la attua; pertanto, una disciplina destinata a regolare una vendita negoziale e a sanzionare una sola o entrambe le parti di una compravendita consensuale non può considerarsi automaticamente applicabile ad essa e, in assenza di espressi ed inequivocabili indici normativi, l'indagine interpretativa deve tenere conto della delicata e particolare materia processuale/giudiziale che coinvolge interessi pubblici il cui bilanciamento non a caso è riservato in esclusiva al legislatore nazionale"

Il consiglio nazionale del notariato ha quindi sottolineato: "né nell'originaria formulazione dell'art. 6 del d.lgs. 192 del 2005 né nelle riformulazioni che si sono succedute fino a quella attualmente vigente (dal 22 febbraio 2014) sono, a nostro parere, rinvenibili sicuri indici della volontà del legislatore nazionale (unico legittimato a regolare la materia processuale) di attrarre ed includere nella disciplina prevista (e adeguatamente sanzionata) anche le vendite forzate attuate a mezzo di decreto di trasferimento in ambito giudiziale"

E ancora: "la espressa estensione (da ultimo) dell'obbligo di allegazione dell'attestato di prestazione energetica agli 'atti di trasferimento a titolo oneroso' ben può essere interpretata come semplicemente intesa a ricomprendere tutta una serie di atti (sempre contrattuali) che nel linguaggio interno nazionale potevano non ritenersi ricompresi nel termine precedentemente utilizzato di 'vendita'

Sembrano piuttosto rinvenibili diversi indizi sia sul piano letterale che su quello sistematico nel senso della non estensione alle vendite forzate giudiziali degli obblighi e delle sanzioni ivi previsti: il riferimento espresso ad una 'clausola' contenente una certa dichiarazione dell'acquirente; il riferimento espresso al 'contratto' a proposito dell'obbligo di allegazione; il principio di legalità e tipicità delle sanzioni amministrative in generale e, quindi, la loro non estensibilità a soggetti diversi da quelli indicati nella norma di legge (le parti della vendita) che, però, nel caso di vendita forzata, non possono ritenersi in alcun modo responsabili del contenuto del provvedimento del giudice con cui viene effettuato il trasferimento (in forma di decreto); la complessiva disciplina della vendita forzata che si caratterizza, tra l'altro, per essere coattiva e funzionale all'attuazione del diritto di credito, secondo uno statuto che tiene conto di interessi di ordine pubblico di grado almeno pari a quelli perseguiti dalla normativa in ambito energetico"