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Cosa dice la Cassazione sul costo del riscaldamento autonomo in condominio

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Autore: Redazione

Non può essere il condominio a dover sopportare i maggiori costi che eventualmente si rendessero necessari a causa dell’avvenuta realizzazione dell’impianto autonomo. Ad affermarlo la Corte di cassazione con la sentenza n.8724/2015. Ma andiamo a vedere nel dettaglio cosa hanno stabilito i supremi giudici.

Le questioni in esame

Le questioni risolutive della controversia oggetto della sentenza n.8724/2015 della Corte di cassazione, seconda sezione civile, riguardano: la validità o meno della delibera con la quale l’assemblea condominiale adotta il sistema di contabilizzazione dei consumi del riscaldamento centralizzato, ai sensi della legge n. 10/1991, o se sia legittima l’opposizione dei condomini i quali, essendosi dotati in precedenza di un impianto autonomo collegato a quello centralizzato, lamentano gli inconvenienti tecnici di tale sistema che comporta la sovrapposizione dei consumi; se sia a carico del condominio o degli attori l’eventuale maggior costo di quelle opere di adeguamento del sistema approvato dal condominio che si rendessero necessarie per la preesistenza dell’impianto autonomo realizzato dagli attori. 

Le decisioni della Cassazione

La Cassazione ha accertato la preesistenza, rispetto alla delibera impugnata, della realizzazione da parte degli attori dell’impianto autonomo collegato a quello condominiale e la legittimità di tale opera. E’ stato poi accertato il rischio di sovrapposizione di consumi denunciato dagli attori, derivante dal sistema di contabilizzatori approvato dal condominio. Secondo la Suprema Corte, poiché nella gestione del servizio di riscaldamento l’assemblea ha (con la delibera del 1998) legittimamente approvato nell’interesse comune con le prescritte maggioranze il sistema di termoregolazione dei consumi secondo le vigenti (all’epoca) disposizioni di cui alla legge n. 10/1991 (che è conforme a quanto previsto dal successivo Dpr n. 59/2009), non può essere il condominio a dover sopportare i maggiori costi che eventualmente si rendessero necessari a causa dell’avvenuta realizzazione dell’impianto autonomo.