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Istat, nel I trimestre del 2017 compravendite in aumento dell’1,8%

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Autore: Redazione

Nel I trimestre 2017 le convenzioni notarili di compravendite per unità immobiliari (169.527) sono cresciute dell’1,8% su base congiunturale (+1,6% il settore dell’abitativo e +4,5% il comparto economico). Sono i dati resi noti dall’Istat.

In particolare, gli incrementi congiunturali più significativi hanno interessato il Nord-est sia per il complesso delle compravendite di immobili (+3,1%) che per il comparto abitativo (+3,0%), il Nord-ovest e il Sud per l’economico (+5,2% entrambe). Una lieve flessione è stata evidenziata, invece, al Centro sia per il complesso delle transazioni (-0,1%) che per il settore abitativo (-0,2%).

In termini tendenziali le convenzioni notarili di compravendite per unità immobiliari sono aumentate del 6,5% (settore abitativo +6,5% e comparto economico +5,5%) in un contesto di rallentamento della crescita.

L’aumento su base annua ha interessato tutte le ripartizioni geografiche, con incrementi più significativi nel Nord-est e nel Nord-ovest per il settore dell’abitativo (rispettivamente +8,8% e +8,2%) e nelle Isole e nel Nord-est per quello economico (+9,5% e +8,1%).

La crescita tendenziale ha riguardato sia le città metropolitane sia i piccoli centri: per l’abitativo rispettivamente +7,0% e +6,1%, per il comparto economico +4,6% e +6,2%.

Il 93,8% delle convenzioni stipulate ha riguardato trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo ed accessori (159.024), il 5,6% quelli ad uso economico (9.534) e lo 0,6% quelli ad uso speciale e multiproprietà (969).

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (97.199) hanno registrato un incremento del 2,5% rispetto al trimestre precedente e del 10,7% su base annua. La ripresa ha interessato tutto il territorio nazionale.

La crescita tendenziale ha riguardato tutte le ripartizioni geografiche – con variazioni più consistenti nel Nord-ovest (+12,2%) e nel Centro (+10,8%) - ed è stata più marcata nelle città metropolitane (+11,9%) rispetto ai piccoli centri (+9,8%).