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Agenzie immobiliari e Covid: come cambierà il mercato secondo i professionisti?

Una survey di Re/Max Italia svela il sentiment degli agenti su domanda e offerta dopo l'emergenza

Gtres
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Autore: floriana liuni

La riapertura delle agenzie immobiliari a partire dal 4 maggio segna l’inizio di una nuova fase per il settore immobiliare Re/Max ha interpellato i professionisti per capire in quale direzione si muoverà la domanda e l’offerta di immobili e la stessa professione di agente.

“Fare previsioni in questo momento è alquanto complesso, perché molte delle variabili in campo sono senza precedenti”, dichiara Dario Castiglia, CEO & Founder di Re/Max Italia. Per questo il Gruppo immobiliare ha chiamato a raccolta gli oltre 4.000 affiliati del proprio network,coinvolgendoli in un’indagine condotta proprio nei giorni antecedenti la riapertura. Obiettivo: delineare il profilo di uno scenario, non affidandosi alle sensazioni del singolo, ma evidenziando l’opinione di un panel rappresentativo del comparto, attivo peraltro in tutta Italia”.

Se il 2019 è stato un anno positivo per il real estate, così come i primi due mesi del 2020, il sentiment degli operatori prevede una riduzione della domanda di acquisto per il 63% degli intervistati. In compenso oltre il 48% degli agenti prevede un aumento della domanda per locazioni.

Come era la domanda immobiliare prima dell’emergenza e come sarà dopo il Covid?

Per quanto riguarda l’offerta di immobili, secondo la gran parte degli agenti aumenterà per varie ragioni: per aumentati problemi economici (66,6%), perché le persone cercheranno case più grandi (34,25%), perché le persone vorranno cambiare zona (27%).

Come si modificherà l ‘offerta di case in vendita?

Ragioni simili, anche se su percentuali diverse, si trovano per l’aumento della offerta di case in affitto, che anche in questo caso, secondo gli agenti Re/Max, sarà in aumento.

Come si modificherà l ‘offerta di case in affitto?Per quanto riguarda invece gli investimenti in immobili da mettere a reddito, anche a causa del momento che favorisce gli acquisti speculativi, secondo la survey aumenterà per il 46,5%  dei rispondenti.

I clienti attualmente attivi cercano ancora, in oltre l’87% dei casi, l’abitazione principale e tra quelli che stanno acquistando, oltre il 30% desiderano un immobile da mettere a reddito. Ma come dovranno essere le case dopo l’emergenza? Secondo il sondaggio i clienti vorranno sempre più appartamenti con spazi esterni (balconi, terrazze, giardini privati e condominiali) secondo l’87% degli intervistati; case indipendenti o semi-indipendenti; metrature più grandi (41%) con una migliore suddivisione degli spazi per gestire da casa il lavoro o sopperire alla mancanza di privacy emersa durante la quarantena (53%). Si prevede dunque un’utenza interessata ad acquistare nuove case con queste caratteristiche, in alcuni casi solo a condizione di poter vendere l’attuale abitazione.

Quali caratteristiche dovranno avere gli appartamenti dopo l’emergenza?

Dall’indagine, l’attuale offerta di case risulta per più della metà degli intervistati (56,48%) conforme alla domanda, anche se Dario Castiglia specifica: “Sicuramente ci sarà un equo bilanciamento tra domanda e offerta in termini quantitativi, meno in termini qualitativi, considerando che chi possiede immobili con spazi esterni sicuramente sarà poco propenso alla vendita, se non costretto da contingenze economiche”. Sul fronte dei prezzi, certamente,le case dotate di spazi esterni acquisteranno valore registrando un aumento, mentre si prevede una diminuzione per quelle che non hanno sfoghi all’aperto, così come per i piani intermedi di condomini senza balconi. Tendenze che valgono sia per la compravendita, sia per la locazione.

Dove si collocherà la nuova casa dei sogni? Anche qui si delineano nuove esigenze, con un 45,2% che prevede lo spostamento della domanda verso aree più periferiche, in prossimità di esercizi e servizi quali supermercati, farmacie e scuole (55,92%) e adiacenti a parchi e/o giardini pubblici (54,98%). Tutto nell’ottica di prediligere al centro città una migliore qualità della vita.

Dove dovranno collocarsi le abitazioni dopo l’emergenza?

Sul fronte prezzi, se nel 78% dei casi si prevede un calo dei prezzi immobiliari dopo l’emergenza, caso a sé i capoluoghi come Milano e Roma, le città d’arte come Venezia e Firenze e le città universitarie come Bologna e Pavia. Qui il 52,86% prevede una flessione dei prezzi più contenuta e una ripresa più veloce (39,5%), a fronte di un cambiamento sostanziale nelle locazioni dove agli affitti brevi (B&B), che hanno subìto la quasi totale cancellazione delle prenotazioni, si prediligeranno locazioni abitative tradizionali sul medio-lungo periodo che garantiscono maggiore stabilità, anche se a fronte di minori introiti. Per quanto riguarda le località turistiche, la flessione dei prezzi è attesa da circa la metà dei rispondenti.

Passando alla professione di agente, quale sarà il ruolo dell’intermediario immobiliare in questo nuovo scenario? “In questi due mesi non siamo mai stati fermi”, spiega Dario Castiglia. “Il nostro network ha continuato ad operare da remoto, nel totale rispetto delle normative, soprattutto sfruttando queste settimane per training formativi e per una riorganizzazione interna così da essere pronti alla riapertura con una rimodulazione del servizio fortemente orientato all’utilizzo di nuove tecnologie”.

Nuove tecnologie che saranno considerate parte integrante del lavoro di agente da ora in poi praticamente dalla totalità dei rispondenti.

Quale importanza avranno gli strumenti tecnologici dopo l’emergenza?

“Certamente ci troviamo di fronte a un nuovo capitolo dell’intermediazione immobiliare: cambierà il rapporto tra agenti e consumatori, puntando su una consulenza sempre più mirata. Inoltre, il fai da te sarà penalizzato perché, per minimizzare e gestire al meglio i contatti tra persone, sarà sempre più necessario l’intervento professionale dell’agente immobiliare che avrà sempre più il ruolo di property finder”, aggiunge Castiglia. “In prima battuta saranno i nostri agenti a visitare le case con le dovute dotazioni, per poter poi presentare agli acquirenti solo una selezione mirata, laddove possibile sfruttando l’utilizzo di tecnologie come virtual tour, realtà aumentata, formulari editabili online e firma a distanza”. E aggiunge: “In generale riteniamo che saranno la professionalità, la competenza e il servizio di qualità a fare la differenza. E noi di RE/MAX siamo pronti ad affrontare compatti questa nuova sfida”.