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Agenti immobiliari, strategie anti virus nell'immobiliare di lusso

Intervista a Luca Licciardi, Ad di Casa & Lusso

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Autore: floriana liuni

Come stanno affrontando gli agenti immobiliari il periodo presente? Quali strategie stanno mettendo in atto e come pensano che si evolverà il mercato post-pandemia? idealista/news lo ha chiesto a Luca Licciardi, Ad di Casa&Lusso.

A che punto era prima dell’emergenza il suo segmento immobiliare di riferimento, e come crede potrà evolversi dopo la pandemia?

Il secondo semestre 2019 è stato molto positivo, con un aumento di valori in ripresa rispetto alla crisi finanziaria precedente. Nei primi mesi del 2020 si riscontrava una grande domanda di qualità ma scarsa offerta, con difficoltà nell’acquisire soluzioni importanti per soddisfare l’offerta. Ora la situazione è ribaltata. Il nostro mercato di riferimento è quello commerciale e residenziale di lusso nell’ambito di Milano. Per quanto riguarda l’area residenziale non prevediamo grosse problematiche, stiamo continuando a ricevere richieste di contatto, ovviamente da mettere in lista fino a quando si potranno visionare gli immobili direttamente. Probabilmente quando l’operatività potrà riprendere si verificherà una maggiore offerta di immobili sul mercato, tenendo conto anche del fatto che in molti casi si tratterà di proprietà ereditate da persone decedute durante la pandemia. Questo probabilmente comporterà un certo sconto sui prezzi dovute non tanto ad una diminuzione di disponibilità economica da parte dei compratori - che nella fascia del lusso sono meno colpiti - ma per un sovraccarico di offerta o per volontà speculativa.

Come sta gestendo al momento le richieste dei suoi clienti?

Al momento possiamo avere due tipi di domanda. In caso di richieste sulle nuove costruzioni, abbiamo un format che inviamo via mail e che il cliente ci restituisce compilato e completo di documenti scansionati, avendo ovviamente la possibilità di effettuare i pagamenti all’impresario on line. Si tratta infatti di acquisti in ogni caso sulla carta di progetti che verranno realizzati in futuro, che il cliente valuta sulla base di render che aiutano a visualizzare come sarà il progetto una volta finito. Per questo tipo di domande quindi il lavoro si svolge normalmente e senza cali di attività, poiché proceduralmente in realtà non è cambiato nulla. Per quanto riguarda l’usato il discorso è diverso: siamo riusciti ad esempio a dare in affitto delle soluzioni abitative senza una visita di persona, ma per l’acquisto è difficile che ci siano persone disposte a spendere senza vedere un appartamento di persona. Da questo punto di vista bisogna dire che sul fronte degli affitti iniziamo ad avere molte offerte di appartamenti prima dati in locazione breve e ora proposti anche con il contratto tradizionale 4+4 a causa delle problematiche legate alla pandemia.

In che modo state organizzando il lavoro a livello organizzativo e tecnico? Quali tecnologie state utilizzando?

Il nostro lavoro è impostato da sempre in modo da poter essere svolto ovunque, con un gestionale in cloud, che rende possibile svolgere il lavoro di back office allo stesso modo da casa come dall’ufficio. Per quanto riguarda la presa di contatti vedersi di persona era fondamentale: non potendo, ora, puntiamo sulla commercializzazione virtuale dell’immobile facendoci inviare documenti, consultando il catasto, facendo stime anche senza vedere l’immobile, acquisendo dal cliente le immagini. Per quanto riguarda le riunioni con i collaboratori, stiamo utilizzando Zoom tramite cui si riesce a tenere traccia anche delle chiamate ai clienti e degli appuntamenti dei vari agenti.

Come state utilizzando questo momento di stallo e quali strategie pensate di mettere in atto in futuro?

In questo momento è possibile dedicarsi alla formazione, oppure al completamento di quelle operazioni di company profile che in piena operatività non si ha il tempo di svolgere. Un domani sarebbe perfetto avere i collaboratori completamente in smart working con una sede nella quale ritrovarsi solo per le riunioni, anche se occorre non perdere la dimensione del lavoro d’ufficio. È probabile che si abbia una evoluzione futura in questo senso, ormai la vetrina su strada è un concetto superato quando esistono i social che consentono di raggiungere un altro pubblico in maniera molto più veloce. Ovviamente occorrono investimenti di tempo e di risorse per potersi aggiornare. L’utilizzo della visita virtuale, ad esempio, sarebbe d’aiuto: non può sostituire completamente la visita di persona ma può aiutare a fare una prima scrematura sulle soluzioni che possono essere di reale interesse, per poter individuare con più precisione quelle che poi si andranno a visionare non appena possibile. E anche dal punto di vista dell’agente una simile procedura consente di effettuare magari meno appuntamenti ma maggiormente finalizzati alla transazione.