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Agenti immobiliari, quali strategie contro il coronavirus?

Le interviste agli operatori del settore per capire come stanno gestendo la situazione

Gtres
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Autore: floriana liuni

Come si stanno attrezzando in questo momento di stasi gli agenti immobiliari del nord Italia? idealista/news ha provato a chiederlo ad alcuni di loro per capire quale sentiment abbiano e quali strategie stiano mettendo in campo in vista della ripresa.

Come vive il fermo forzato dalle attività a causa della clausura da coronavirus? In che modo state organizzando il lavoro?

Marco Speretta, Gruppo Gabetti

Nonostante la nostra categoria non fosse espressamente citata nel Decreto Ministeriale del'11 marzo, quindi non rientrando tra le attività con obbligo di chiusura, abbiamo da subito provveduto a richiedere lo smartworking presso le nostre agenzie evitando, per senso civico, a limitare o a evitare spostamenti e contatti con le persone. Abbiamo invitato tutti i nostri affiliati a lavorare da casa, a impegnare questo tempo per la formazione, la riorganizzazione dell’ufficio, facendosi sentire presenti, anche se in modo diverso, dai clienti. Abbiamo inoltre realizzato dei cartelli da stampare e mettere in vetrina nelle nostre agenzie per dire a tutti che anche noi ci siamo, resistiamo e non ci fermiamo. Inoltre Gabetti ha reso disponibile un canale Telegram Gabetti, Grimaldi e Professionecasa, chiamato proprio "Insieme ce la faremo!” all'interno del quale vengono pubblicati costantemente suggerimenti su come portare avanti l'attività commerciale, consigli di carattere legale su come gestire le trattative con i clienti, la sicurezza sul luogo di lavoro e il coordinamento dei collaboratori e dipendenti, nonché idee e suggerimenti per gestire al meglio le diverse forme di comunicazione con i clienti. È stato infine istituito anche un indirizzo mail (insiemecelafaremo@treere.it), un canale diretto a cui gli affiliati possono scrivere per fare domande e esprimere dubbi.

Marco Pennati, Abitare co. (Milano)

Tutta l’azienda si è organizzata in modalità smart working. A esclusione delle attività subordinate a un indispensabile contatto fisico, direi che tutti i dipartimenti stanno ponendo in essere la propria attività. Ci siamo organizzati fissando degli obiettivi giornalieri, calendarizzati con una buona dose di puntualità in modo da ottimizzare il tempo e far fronte ai normali disagi che questa modalità ti restituisce. Fissiamo delle call conference giornaliere per monitore l’andamento delle attività e delle video conference settimanali per fare il punto della situazione.

Paride Romanelli, House&Loft (Milano)

Intanto lavoriamo, per modo di dire, da casa; riceviamo mail dai clienti, generate principalmente dai portali come il vostro. Si guardano le richieste e quelle dirette ad un certo immobile specifico ottengono una nostra risposta via mail che non può essere altro che interlocutoria. Non possiamo fare altro; l'ufficio è chiuso perciò non possiamo nemmeno fare visionare gli immobili in quanto il lavoro da agente immobiliare non è considerato tra i servizi essenziali.

Filippo Cartareggia, Residenze Porta Nuova (Milano)

Indubbiamente una grande parte della nostra attività viene svolta sul campo e a contatto con i nostri clienti, di conseguenza si è ridotta drasticamente la parte dinamica della nostra giornata. Tutte le nostre assistenti operano da casa in smart working con i telefoni collegati e in contatto continuo per eventuali mail di richiesta specifica o di informazione. Personalmente ho un contatto telefonico quotidiano con tutto il mio team e una o due  volte alla settimana organizziamo delle call collegati in video. Ritengo molto importante questo;  anche se non dovessero esserci argomenti di lavoro è importante, parlarci, vederci, confrontarci ed abbracciarci virtualmente.

Alessandro Bonichi, Ipi Intermediazione (Torino, Milano, Padova, Bologna, Roma)

Il momento che stiamo vivendo è complicato e complesso, in primis dal punto di vista umano oltre che professionale. La nostra società, da subito, ha risposto all’emergenza sanitaria assicurandosi che la salute e la sicurezza delle persone fosse al primo posto, attivando e adottando procedure di smart working e meeting virtuali in video conference tra tutte le differenti divisioni della società. Le attività dell’ufficio Marketing & Comunicazione, hanno proseguito e stanno proseguendo con continuità e con un impulso ancora maggiore per riuscire a supportare tutte le attività in un momento in cui le “relazioni” con i nostri Stakeholder, Clienti e Partner sono complesse. Tutte le iniziative vengono gestite da casa utilizzando differenti strumenti a supporto: video conference, call conference e file sharing generando un coinvolgimento e un “senso di appartenenza” che sono certo rappresenteranno un valore per il futuro.

Quali strategie di marketing immobiliare è possibile mettere in atto in questo momento?

Marco Pennati, Abitare co. (Milano)

Il digital marketing è relativamente influenzato dalla situazione contingente, l’attività tramite web o in remoto garantisce un elevato grado di continuità. Registriamo al massimo un leggero rallentamento dei processi decisionali o di realizzazione degli output derivante dall’affollamento della rete. Altro scenario riguarda l’offline dove, il blocco generalizzato di molte attività non garantisce il passaggio alla fase attuativa come da esempio l’out of home o la cartellonistica on site. Lato consumer analizziamo purtroppo un significativo calo dell’interesse da parte dell’audience che risulta essere molto meno ricettivo e scarsamente incline a manifestare oggi l’interesse per l’acquisto di una casa.

Paride Romanelli, House&Loft (Milano)

La società che segue il nostro marketing ha iniziato a postare messaggi più soft e rassicuranti, per tenere brand e morale alto. Promuovere immobili ora non avrebbe senso.

Filippo Cartareggia, Residenze Porta Nuova (Milano)

Siamo presenti su tutti i portali e non abbiamo diminuito la nostra presenza in nessun portale. Certo mancando nuove acquisizioni non carichiamo nulla di nuovo, ma siamo presenti. Una cosa importante che abbiamo fatto è stato il rifacimento totale del nostro sito e una DEM a tutto il nostro data base per mantenere il contatto ed invitarli a visitare il nostro nuovo sito.

Alessandro Bonichi, Ipi Intermediazione (Torino, Milano, Padova, Bologna, Roma)

La necessità di continuare a promuovere i propri prodotti, unita a quella di riuscire a far conoscere e visualizzare le differenti proposte immobiliari, è possibile ridisegnando l’intero processo di domanda/offerta e soprattutto accelerando il percorso di innovazione del processo di vendita che nel marketing immobiliare risulta più lento che in altri settori. Le azioni nell’ambito del real estate marketing, possono sicuramente avere un primo punto di partenza proprio dagli annunci sui differenti portali immobiliari: qualità dei contenuti, qualità dei visual proposti e utilizzo di strumenti innovativi in termini di presentazione degli immobili, sono sicuramente la strada da percorrere in un momento come quello attuale, oltre a rappresentare il punto di partenza per il futuro. Per questo, ritengo si debba vivere questa situazione come un’opportunità per ridisegnare il business, ridefinire le strategie e utilizzare in modalità integrata, le nuove tecnologie quali ad esempio la VR non solo per la promozione e visione a distanza degli immobili, ma anche per la condivisione delle informazioni e il contatto diretto con i clienti.

Qual è il suo sentiment sul marketing immobiliare post coronavirus?

Marco Pennati, Abitare co. (Milano)

In generale il marketing è sia influenzato che influenzatore. Penso che questa situazione straordinaria possa incidere così come è successo con la crisi del decennio scorso. La precedente circostanza è stata un potente acceleratore nel passaggio dal marketing tradizionale a quello digitale, vantaggio che i portali immobiliari hanno per altro colto con straordinaria capacità previsionale. Questa fase di “reclusione” accelererà invece, il processo di conoscenza e utilizzo di strumenti digitali, che oggi sono già in uso ma non ancora dal mass market. Mi riferisco a opportunità come la realtà aumentata o la virtual reality. La navigazione virtuale all’interno dell’alloggio stando comodamente seduto sul divano in video call con il professionista di settore diventerà una abitudine. La “l’evoluzione digitale sociale” già ampiamente in atto nei più giovani, si allargherà alla fascia di media/alta età.

Paride Romanelli, House&Loft (Milano)

Credo che appena "liberi" si debba puntare sulla voglia di rinnovamento della gente. Approccio quindi aggressivo ma tenendo alto comunque il livello "morale" del messaggio. Unire maggiori servizi accessori alla tradizionale vendita dell'appartamento. Sicuramente se offriremo pacchetto mutuo più casa ad esempio potremo raccogliere anche interesse di quei clienti che hanno subito una riduzione di potere di acquisto. Vivo la realtà del mondo immobiliare di Milano. Sicuramente, nonostante la Lombardia sia molto colpita da questa emergenza, saremo i primi a ripartire.

Filippo Cartareggia, Residenze Porta Nuova (Milano)

Il marketing immobiliare, a mio avviso , vedrà un incremento importante della pubblicità sui portali, attrezzandosi con tutti quegli strumenti che ci permetteranno di far visionare gli appartamenti da remoto e con altri supporti innovativi che ognuno di noi ricercherà con creatività 

Alessandro Bonichi, Ipi Intermediazione (Torino, Milano, Padova, Bologna, Roma)

La situazione che tutti i mercati e le imprese stanno vivendo deve necessariamente rappresentare un’occasione di riflessione importante, per poter sfruttare, con una vision positiva, un contesto che oggi ci viene imposto, ma che domani può (e forse deve), diventare un’opportunità. Il marketing immobiliare, ha di fronte a sé un’importante occasione di cambiamento e modernizzazione: un nuovo approccio alla vendita, una differente relazione con i clienti abbinate all’utilizzo di strumenti più evoluti ed avanzati, rappresentano solamente alcuni degli strumenti che possono rivestire il ruolo di protagonisti nel prossimo futuro.