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Acquisto della casa, nullo il preliminare di vendita senza il prezzo

I chiarimenti della Cassazione

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Autore: Redazione

Attenzione al preliminare di vendita senza prezzo d'acquisto dell'immobile. Vediamo cosa dice in merito la sentenza 17932/2020 della Cassazione.

La Cassazione ha affermato che è nullo il preliminare di vendita privo di uno degli elementi essenziali, ovvero il prezzo. Ma ha anche stabilito che l'acquirente non ha sempre diritto alla restituzione delle somme versate a titolo di acconto.

Il caso in esame ha visto protagonisti un acquirente di un immobile da costruire e un'impresa. Il primo aveva versato alla seconda 20.000 euro a titolo di acconto dopo aver stipulato il preliminare di vendita. 

Come riportato da Edil portale, che ha trattato la questione, l'acquirente si è poi rivolto al Tribunale ordinario per chiedere la dichiarazione di nullità del contratto in quanto "la società non aveva prestato la dovuta fideiussione ai sensi dell'articolo 2 del D.lgs. 122/2005" o la pronuncia della "risoluzione per inadempimento, con diritto alla restituzione delle somme corrisposte". L'impresa ha invece chiesto il pagamento di altri 22.000 euro, "come saldo del corrispettivo della progettazione e dell'esecuzione di lavori commissionati a terzi".

Il Tribunale ordinario ha dichiarato la nullità del contratto e la restituzione delle somme versate a titolo di corrispettivo; in Appello è stato stabilito che il contratto non era stato perfezionato per iscritto, "ma ha respinto la domanda di restituzione delle somme versate"; in Cassazione è stata ribadita la nullità del contratto preliminare in quanto manacava uno degli elementi essenziali, il prezzo. Nei fatti, come sottolineato da Edil portale, "l'acquirente e l'impresa avevano stipulato due atti: il primo era stato sottoscritto dalle parti, ma non indicava il prezzo, il secondo indicava il prezzo, ma non era stato sottoscritto". I giudici hanno tuttavia evidenziato che "nulla poteva dimostrare che i due atti fossero tra loro collegati".

La Cassazione però ha respinto la richiesta dell'acquirente di ottenere la restituzione delle somme versate, in quanto non sono stati rinvenuti elementi in grado di dimostrare che il pagamento era avvenuto "a titolo di acconto, quindi sulla base del contratto, poi dichiarato nullo, e non durante la trattativa". Secondo quanto sottolineato dalla Cassazione, "la fattura rilasciata dall'impresa, che nella causale riportava la dicitura 'primo acconto per la vendita dell'appartamento', non dimostrava la presenza di un contratto scritto". L'acquirente avrebbe potuto richiedere la restituzione della somma versata, dimostrando di aver perso il contratto correttamente stipulato.