La corretta gestione di tutti gli oneri di un funerale rappresenta uno dei momenti più complessi che le famiglie si trovano a dover affrontare. E, tra necessità burocratiche e altre fiscali, vi sono anche pesi economici da non sottovalutare. Proprio per questo, è utile conoscere il funzionamento della detrazione delle spese funebri: un beneficio concesso al 19% sull’IRPEF, per un importo non superiore ai 1.550 euro per ciascun decesso. È però utile sapere che il limite massimo è da intendersi indipendentemente dal numero di soggetti che concorrono alle spese.
Quali spese funebri si possono detrarre
In base all’articolo 15 del TUIR, ovvero del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, sono previste specifiche agevolazioni per coloro che si trovano ad affrontare il decesso di un familiare. Più nel dettaglio, è prevista anche per il 2026 la detrazione delle spese funebri, con la possibilità di recuperare:
- fino al 19% sull’IRPEF dei costi sostenuti;
- per un massimo di 1.550 euro.
Tra le voci di spesa ammesse per la detrazione, solitamente vengono considerate:
- il trasporto della salma, la fornitura della bara e gli addobbi funebri;
- i servizi resi dall’agenzia di pompe funebri, inclusa l’organizzazione della cerimonia;
- i diritti cimiteriali e le concessioni comunali per la sepoltura o la cremazione;
- gli annunci e i necrologi pubblicati in occasione delle esequie.
Sono inoltre considerate detraibili le spese funebri per la lapide, purché l’insegna sia collegata al funerale, quindi non realizzata negli anni successivi, e risulti documentata nella fattura dell’agenzia o del marmista. Non sono invece detraibili le spese per l’acquisto preventivo di loculi o tombe, le transazioni di salma effettuate dopo anni, i fiori o gli annunci per anniversari o ricorrenze in anni successivi.
È inoltre necessario sottolineare che, così come più volte specificato dall’Agenzia delle Entrate, le spese devono essere strettamente connesse al decesso e rispondano a criteri di attualità rispetto alle esequie immediate.
Chi può portare in detrazione le spese del funerale
Quando ci si trova a gestire un funerale, non è sempre facile comprendere quali siano i soggetti che possano avvalersi delle agevolazioni, anche perché spesso vi sono più parenti a sostenere i costi. Di conseguenza, a chi spettano le detrazioni per le spese funebri?
Così come previsto a partire dalla Legge di Stabilità 2016, le detrazioni sono accessibili a chiunque abbia materialmente provveduto al pagamento, senza vincoli di parentela con il defunto. In altre parole, vi possono rientrare:
- i coniugi, i figli, i genitori o altri parenti;
- i conviventi more uxorio;
- gli amici o i terzi estranei al nucleo familiare.
Quando vi è un legame di successione con il defunto, il rimborso delle spese funerarie per gli eredi prevede inoltre che la detrazione sia garantita:
- ai soggetti che hanno anticipato le somme;
- a coloro che hanno rimborsato le somme pro-quota alla persona che ha inizialmente sostenuto l’onere.
Quali sono i limiti di detrazione per le spese funebri
È però necessario considerare che esistono dei limiti per la detrazione delle spese funebri, fissati a 1.550 euro complessivi per ogni singolo decesso. Tale importo non è legato né al periodo d’imposta né al numero di contribuenti, bensì solo all’evento luttuoso.
Per questa ragione, la detrazione delle spese funebri fra più persone non moltiplica il massimale: la somma complessiva rimane sempre di 1.550 euro, da suddividere in quote proporzionali tra i soggetti che hanno contribuito.
Inoltre, affinché l’agevolazione sia valida, il pagamento deve avvenire esclusivamente con sistemi tracciabili. In altre parole, si accede alle detrazioni per le spese funebri con bonifico, carta di credito o assegno. Serve inoltre conservare la fattura dell’agenzia di pompe funebri e la prova del pagamento tracciabile, come previsto dall’elenco dei documenti per il 730/2026.
Quanto si recupera dal 730 per un funerale
Proprio poiché esistono dei tetti massimi d’importo detraibile, è facile comprendere quanto si possa recuperare nel 730, o dal Modello Persone Fisiche, con le agevolazioni sui funerali.
Ipotizzando infatti che si raggiunga la soglia di 1.550 euro detraibili al 19%, la detrazione massima sarà di 294,50 euro. In caso la spesa sia suddivisa fra più persone, si procede per quota: ad esempio, se hanno contribuito due individui in egual misura, spetterà a entrambi una detrazione massima di 147,25 euro.
Come funziona la detrazione per il necrologio
Un caso particolare è rappresentato da necrologi e annunci funebri, che possono risultare detraibili in alcune specifiche situazioni. Sono infatti ammessi nel computo se emessi e fatturati:
- dall’agenzia di pompe funebri;
- dal fornitore del servizio pubblicitario collegato alle esequie.
L’onere del necrologio deve essere sostenuto nell’immediatezza del funerale e, fatto non meno importante, deve essere documentato in modo chiaro, con pagamenti con sistemi tracciabili. Non possono invece essere portati in detrazione:
- i necrologi pubblicati in occasione di anniversari o ricorrenze, perché non avvengono nell’immediatezza delle celebrazioni funebri;
- gli annunci acquistati autonomamente, senza collegamento diretto con i costi del funerale. È il caso, ad esempio, di messaggi di saluto o commiato, fatti pubblicare in autonomia dai conoscenti del defunto sui quotidiani.
Come si inseriscono le spese funebri in dichiarazione
Infine, è utile sapere come avvenga l’inserimento delle spese nel Modello 730 o nel Modello Redditi Persone Fisiche, affinché la detrazione sia efficacemente riconosciuta. Partendo proprio dal Modello 730, si compila il Quadro E, nella sezione “Oneri e spese detraibili”:
- utilizzano i righi da E8 a E10;
- inserendo in colonna 1 il codice 14 e in colonna 2 l’importo, nel limite massimo di 1.550 euro.
In caso di più decessi, si deve compilare un rigo distinto per ogni evento, sempre specificando il codice 14. Per il Modello Persone Fisiche, si procede con il Quadro RP, nella sezione “Oneri e Spese”:
- compilando i righi da RP8 a RP13;
- riportando il codice 14 e l’importo, sempre nei limiti di 1.550 euro;
- scegliendo più righi in presenza di più eventi luttuosi.
È infine utile sapere che la detrazione delle spese funebri con fattura intestata al defunto è possibile, purché il pagamento rimanga tracciabile e riconducibile al dichiarante che approfitta dell’agevolazione. Per situazioni complesse, si consiglia di rivolgersi al proprio commercialista di fiducia o, ancora, al CAF territorialmente competente.
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