Detrazione dell’assicurazione sulla vita nel 730/2026: come funziona

La detrazione dell'assicurazione sulla vita permette di recuperare il 19% sull'IRPEF, con tetti massimi a seconda della polizza.
Assicurazione sulla vita e detrazioni
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Anche per l’anno in corso, i contribuenti possono fruire di diverse agevolazioni fiscali che aiutano a ridurre l’IRPEF in sede di dichiarazione dei redditi. Una delle più interessanti è certamente la detrazione nel 730/2026 dell’assicurazione sulla vita, che prevede un beneficio fiscale del 19%, per un massimo di 530 euro in dichiarazione, sulle polizze temporanee caso morte o di invalidità permanente. In altre parole, il rimborso massimo ottenibile è pari a 101 euro, tuttavia è necessario che il pagamento sia tracciabile e che la polizza non consenta il recesso unilaterale della compagnia assicurativa.

Quali polizze sono detraibili del 730

In base a quanto previsto dall’articolo 15 del TUIR, ovvero il Testo Unico delle Imposte sul Reddito, la detrazione fiscale sulle assicurazioni è garantita solo per alcune tipologie di contratto, in particolare quelle che tutelano contro eventi di particolare gravità. In linea generale, rientrano nel beneficio al 19% sull’IRPEF le coperture:

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  • sul rischio di morte;
  • sul rischio di invalidità permanente non inferiore al 5%, per qualsiasi causa, nei contratti stipulati o rinnovati dall’1 gennaio 2001;
  • sulla non autosufficienza nelle attività quotidiane.

È però necessario che l’impresa assicuratrice non abbia facoltà di recedere unilateralmente dal contratto. Inoltre, per i contratti stipulati e rinnovati entro il 31 dicembre 2000, valgono delle condizioni aggiuntive: la durata minima di cinque anni e il divieto di concessione di prestiti nel periodo iniziale. Inoltre, bisogna considerare alcuni casi particolari, ad esempio:

  • le polizze miste, che possono includere componenti di risparmio o rendimento, sono detraibili solo sulla quota di premio imputabile al rischio di morte o invalidità;
  • le polizze collettive, ad esempio stipulate dal datore di lavoro o dall’istituto di credito per il mutuo, sono detraibili solo in misura della quota individuale indicata nella Certificazione Unica.
Calcolo delle detrazioni sull'assicurazione
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Non rientra invece in questa categoria la detrazione della polizza per eventi calamitosi, introdotta con la Legge di Bilancio 2019, che tuttavia gode comunque di un’agevolazione apposita, sempre del 19% sull’IRPEF. Discorso analogo anche per le polizze deducibili dal reddito, come ad esempio i fondi pensione complementari: si rifanno all’articolo 10 del TUIR, con un limite di 5.164,57 euro l’anno.

Quanto è detraibile dell’assicurazione sulla vita

La detrazione sulle assicurazioni non è illimitata: è previsto un beneficio fiscale del 19%, con dei tetti massimi che si riferiscono alla somma dei premi versati dal contribuente durante l’anno, anche riferiti a più polizze:

  • fino a 530 euro per le coperture su morte o invalidità permanente;
  • fino a 750 euro per le polizze a tutela di persone con disabilità grave, in base alla Legge 104/1992;
  • fino a 1.291,14 euro per il rischio di non autosufficienza, al netto delle quote già conteggiate nei limiti precedenti. 

Bisogna però considerare anche la presenza di un limite di reddito per la detrazione sull’assicurazione sulla vita: l’agevolazione spetta per intero se il reddito complessivo non supera i 120.000 euro, mentre decresce linearmente fino ad azzerarsi a 240.000 euro. A partire dal 2025, per i redditi superiori a 75.000 euro sono inoltre previsti tetti generali sugli oneri detraibili al 19%, che possono quindi riguardare anche le polizze vita.

Ancora, vale anche il  premio unico per la detrazione della polizza vita, nell’anno in cui il pagamento è stato effettuato. Eventuali rateizzazioni successive, invece, non duplicano il beneficio.

La detrazione vale anche per i familiari a carico?

In linea generale, l’agevolazione si estende anche ai familiari. Ad esempio, il contribuente può portare in detrazione la polizza vita del coniuge a carico, se il premio è versato dal dichiarante. Lo stesso vale per figli, genitori o altri familiari indicati nel prospetto della propria dichiarazione dei redditi.

Non meno importante, rimane anche possibile la detrazione della polizza vita con contraente diverso dall’assicurato: la coincidenza fra i due ruoli non è obbligatoria, purché la persona che porta l’importo in detrazione sia il soggetto che materialmente corrisponde il premio.

Anche in questi casi, è indispensabile che il contratto sottoscritto non preveda la possibilità di recesso unilaterale da parte della compagnia assicurativa: per questa ragione, è utile prestare attenzione nella scelta della giusta polizza vita.

Quanto si recupera dal 730 sull’assicurazione sulla vita

Ma quanto si recupera nel 730, o nel Modulo Persone Fisiche, sull’assicurazione sulla vita? Il beneficio è sempre calcolato al 19% dell’importo ammesso, rispettando i tetti massimi previsti per legge.

Calcolo del risparmio per la detrazione sull'assicurazione
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Per facilitare la comprensione, si può ricorrere a un esempio di detrazione della polizza vita: si suppone un premio annuo di 600 euro per una polizza caso morte standard. In questo caso, il tetto massimo è di 530 euro, di conseguenza si potranno recuperare circa 101 euro di detrazione. Se il premio è di 400, invece la detrazione è piena, pari a 76 euro. Allo stesso modo, per una polizza da non autosufficienza, con premio da 1.500 euro, il recupero massimo arriva a 245 euro, rispettando i limiti combinati.

È importante sapere che eventuali eccedenze di premio non detraibili non possono essere riportate negli anni successivi.

Come inserire la polizza vita nel 730

Infine, è utile sapere come inserire la detrazione per l’assicurazione vita all’interno del 730/2026 o, ancora, dal Modello Persone Fisiche.

Partendo proprio dal modello 730/2026, la detrazione va inserita nel Quadro E, nella sezione degli Oneri Detraibili, all’interno dei righi E8/E10, relativi ad altre spese. Si indica l’importo arrotondato e il codice onere:

  • 36 per rischio di morte o invalidità standard;
  • 38 per disabilità grave;
  • 39 per non autosufficienza.

Nel Modello Redditi Persone Fisiche, si procede invece nella sezione Oneri Detraibili, indicativamente ai righi RP8 e RP12. Si utilizzano i medesimi codici del 730 per identificare le tipologie di polizza.

È inoltre utile sapere che a volte la liquidazione della polizza vita va dichiarata nel 730 o nel Modello Persone Fisiche, in caso di riscatto, scadenza o sinistro. Tuttavia, l’eventuale tassazione sui rendimenti finanziari viene solitamente applicata dalla compagnia assicurativa, come imposta sostitutiva, quindi nella maggior parte dei casi il contribuente non deve materialmente dichiarare le somme percepite nel Modello 730 o Redditi Persone Fisiche. Al contempo, il capitale liquidato in caso di morte dell’assicurato è esente da IRPEF e, di conseguenza, non deve essere indicato.

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