idealista/news intervista il presidente dell'AIEF (Associazione Italiana Educatori Finanziari)
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Educatore finanziario
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C’è chi ha le mani bucate e spende denaro più di quanto ne guadagna e c’è chi invece non so cosa fare con l’eredità ricevuta dai genitori. C’è chi vorrebbe costruirsi una pensione aggiuntiva rispetto a quella pubblica ma non sa a chi deve rivolgersi e c’è chi invece vorrebbe sapere se con il proprio stipendio può permettersi di chiedere un mutuo. Quando si parla di soldi è molto difficile non avere dubbi o insicurezze. Per questo, a prescindere dall’età, non è mai troppo presto, o troppo tardi, per parlare di educazione finanziaria. 

L’Associazione Italiana Educatori Finanziari (Aief), nata nel 2014 si è data come obiettivo quello di aiutare le persone a prendere decisioni finanziarie, lungo tutto l’arco della vita, attraverso momenti di formazione gratuiti, eventi, e iniziative distribuite lungo tutta la Penisola e organizzate in collaborazione con il mondo della scuola, enti pubblici e associazioni. Ma attenzione a non confondere la figura dell’educatore finanziario con quella del consulente finanziario, come spiega a idealista/news Nunzio Lella, presidente dell’Aief.

Perché in Italia è ancora così difficile parlare di soldi? E' un retaggio culturale? 

Sì, senza dubbio si tratta anche di un retaggio culturale. In Italia parlare di denaro è ancora visto da molti come un tabù. 

C’è una forma di pudore, quasi di vergogna, nel condividere aspetti legati ai guadagni personali o al proprio patrimonio, alle difficoltà economiche, o anche semplicemente alle scelte finanziarie quotidiane. 

Questo silenzio, però, ha un costo: ci impedisce di confrontarci, di imparare dagli errori o dai successi altrui, e soprattutto di acquisire consapevolezza.

L’educazione finanziaria nasce proprio per superare questo blocco culturale. Aiuta le persone, i genitori, le famiglie, i cittadini di oggi e del domani a sviluppare un rapporto più sano, trasparente e informato con il denaro. Non si tratta solo di numeri, ma di valori, scelte di vita, serenità personale e familiare.

Come iniziare a prendersi cura del proprio denaro? 

Il primo passo è proprio l’educazione finanziaria: imparare a gestire un bilancio personale o familiare, comprendere il significato del risparmio, della pianificazione e anche del rischio. 

L'educazione finanziaria fornisce strumenti concreti per affrontare le scelte quotidiane – dalla spesa al risparmio, alla protezione, fino alla previdenza – con conoscenza, lucidità e serenità. 

Chi si informa, chi si educa, è anche più libero: può scegliere in modo consapevole e responsabile, senza farsi guidare solo dall’emotività o dalla pubblicità.

A chi si rivolge l’educatore finanziario?

L’educazione finanziaria riguarda tutti. È una competenza trasversale, che dovrebbe accompagnarci lungo tutto l’arco della vita. Parliamo e divulghiamo buone prassi a giovani studenti, a famiglie, lavoratori, pensionati, imprenditori, enti pubblici e privati.

Ogni fase della vita presenta sfide economiche diverse: dai primi risparmi da adolescenti, alla gestione del reddito durante la vita lavorativa, dall’acquisto di una casa fino alla pianificazione della pensione; dalla protezione dei rischi, agli investimenti di varia natura.

Il nostro compito come educatori finanziari è proprio questo: fornire strumenti e conoscenze adeguate a ciascuno, nel momento giusto. Per questo promuoviamo progetti nelle scuole, nelle aziende, nei comuni, con le associazioni, ovunque ci sia bisogno di consapevolezza economica.

Qual è la differenza tra educatore finanziario e consulente finanziaria? 

È una distinzione fondamentale. L’educatore finanziario ha un ruolo esclusivamente educativo: il suo compito è quello di informare, creare consapevolezza, sensibilizzare e divulgare le buone pratiche per una corretta gestione del denaro. Non vende prodotti, non orienta verso soluzioni specifiche, non fa consulenze personalizzate ma informa, forma, istruisce, educa.

Il consulente finanziario, invece, lavora con una finalità diversa: offre consulenza su investimenti, assicurazioni o altri strumenti finanziari, e propone soluzioni commerciali in base ai bisogni dell’interlocutore.

Ovviamente ci sono professionisti che svolgono entrambe le attività, ma è importante sapere in che veste si stanno rivolgendo all’utente. Quando operiamo come educatori, il nostro unico obiettivo è divulgare cultura economica finanziaria in “specifici ambiti”. Educare significa mettere le persone nelle condizioni di capire e scegliere meglio.

Oggi si parla molto di educazione finanziaria: non vi è il rischio che vi siano operatori improvvisati? Come si fa a riconoscere l'interlocutore giusto? 

Sì, il rischio c’è. Come spesso accade quando un tema diventa di moda, si moltiplicano anche figure poco qualificate, che magari si improvvisano educatori senza avere una preparazione adeguata.

Per questo Aief ha istituito il “Registro Unico degli Educatori Finanziari”: è pubblico e consultabile da chiunque. Essere iscritti a questo registro significa aver seguito un percorso formativo riconosciuto, avere titolarità, rispettare un codice etico e aggiornarsi continuamente. È uno strumento importante per tutelare i cittadini e valorizzare i professionisti seri, quelli che lavorano davvero per la crescita della cultura finanziaria del Paese.

 

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