Si avvicina la scadenza di dicembre del saldo IMU 2025 che quest'anno è fissata per martedí 16. Una data analoga a quanto stabilito negli scorsi anni. La principale novità di quest'anno riguarda le aliquote, con l'introduzione del prospetto obbligatorio del Ministero dell'economia. Se tutti sanno quando si paga, più confuso e disordinato è l'importo da versare, considerando che, secondo un rapporto del servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, l'Imu è "una lotteria fiscale iniqua" e il prelievo varia sensibilmente da un Comune all'altro e tra diverse categorie catastali. Lo studio ha calcolato in media il saldo IMU 2025 nelle città capoluogo per la prima casa di lusso, la seconda casa e le pertinenze
Quando si paga l'IMU per il saldo di dicembre?
La scadenza del saldo Imu è fissata per martedí 16 dicembre 2025. Nella seconda rata i proprietari di prime case di lusso e di immobili diversi dall'abitazione principale dovranno versare l'imposta totale dovuta per l'anno in corso meno quanto corrisposto per la prima rata o acconto di giugno.
Aliquote del saldo di dicembre
La novità principale di quest'anno riguarda le aliquote IMU. La seconda rata infatti deve essere corrisposta sulla base dei prospetti delle aliquote dell'IMU pubblicati sul sito del Dipartimento Politiche fiscali del Mef entro la data del 28 ottobre 2028. In caso di mancata pubblicazione la seconda rata deve essere versata con le aliquote standard,
Secondo il rapporto UIL, nella maggior parte dei capoluoghi l'aliquota sulla prima casa di lusso è generalmente quella standard dello 0,6%, mentre per le seconde case l'aliquota parte dal 1,06% fino ad arrivare all'1,14%.
Imu prima casa immobili di lusso
L'Imu è dovuta sulla prima casa solo se considerata di lusso ovvero se appartiene alle categorie catastali A/1, A/8 o A/9). Sono equiparate alle prime case anche altre categorie specifiche come le case popolari, gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa e adibiti ad abitazione principale dei soci assegnatari e i fabbricati utilizzati come alloggi sociali. Stando ai dati dell’Agenzia delle Entrate del 2020, sono oltre 26,1 milioni i proprietari che versano l’Imu: per il 41% sono lavoratrici e lavoratori dipendenti e pensionati. Il gettito complessivo annuo è di 19,4 miliardi di euro.
Secondo lo studio della UIL la città più cara per il pagamento dell'IMU sulla prima casa di lusso è Venezia (1501 di euro in media per la rata di dicembre) seguita da Roma (1444 euro) e Milano (1338 euro). Le città meno care sono Agrigento (139 euro di media), seguita da Caltanisetta e Cosenza (193 euro).
Seconda casa, quanto si paga per il saldo IMU
Per calcolare il saldo medio nelle diverse città, lo studio ha fatto riferimento agli estimi catastali di ogni provincia per calcolare la rendita media degli immobili per cui è dovuta l’Imu. Fatta questa elaborazione, come previsto dalla normativa vigente, tale rendita media è stata rivalutata del 5% e moltiplicata per il coefficiente di riferimento. A questo valore, poi, sono state applicate le aliquote estrapolate dalle delibere comunali pubblicate, entro e non oltre il 28 ottobre, sul sito del Dipartimento delle Finanze.
Secondo lo studio la città più cara per l'IMU di dicembre è Roma (1749 per la seconda rata) seguida da Milano (1479 euro) e Venezia (1168 euro). Le città meno care sono Palermo (195 euro) seguita da Pesaro (197 euro) e Cosenza (197 euro).
Necessaria una riforma del catasto
“I dati restituiscono il quadro iniquo di una vera e propria “lotteria fiscale”, derivante da valori obsoleti, e un mosaico di aliquote locali che alimentano ingiustizie e disuguaglianze. Servono valori che rispecchino il mercato, con verifiche periodiche e criteri omogenei su tutto il territorio nazionale. La revisione, poi – ha spiegato Biondo - dovrebbe essere a gettito complessivo invariato: si aggiornano le basi imponibili, si abbassa l’aliquota di riferimento e si correggono le storture, senza gravare su chi già paga il giusto"
"Pertanto – ha aggiunto Biondo - proponiamo l’istituzione di una banca dati unificata (catasto, anagrafe, utenze e locazioni) come strumento essenziale per stanare le false pertinenze e gli immobili fittiziamente “inutilizzati”. Recuperare la base imponibile significa alleggerire chi oggi paga per tutti. Inoltre, occorre una strategia unitaria che deve comprendere IMU, canone concordato, rigenerazione urbana e social housing per garantire meno penalità sugli affitti calmierati e più incentivi per chi ristruttura e rimette sul mercato l’invenduto e lo sfitto. La riforma del catasto — ha concluso Biondo — è il punto di partenza di un nuovo patto di fiducia tra Stato e cittadini che fornisca basi imponibili giuste, aliquote trasparenti e servizi misurabili. Solo così, si può chiedere a tutte e tutti di fare la propria parte senza sentirsi esattori di ingiustizie. La vera riforma fiscale inizia dal catasto: se non misuri bene, non puoi tassare bene. È una scelta di giustizia, equità e modernizzazione che il Paese deve avere il coraggio di fare, adesso”
Scarica il Rapporto UIL sul saldo di dicembre 2025 dell'IMU
Qui è possibile scaricare il rapporto UIL sul saldo dicembre 2025 dell'Imposta municipale unica
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