Il corretto smaltimento dei rifiuti genera spesso incertezza, in particolare quando si tratta di oggetti che non trovano una collocazione immediata: il telecomando rientra proprio in questa categoria, trattandosi di un dispositivo di uso quotidiano che, una volta danneggiato o non più funzionante, richiede un trattamento specifico. Chiedersi dove si butta il telecomando rappresenta dunque il passo di partenza; una volta chiarito questo aspetto, la procedura da seguire risulta piuttosto immediata.
Che tipo di rifiuto è il telecomando e perché non va nell'indifferenziata
Un telecomando non funzionante rientra nella categoria dei RAEE, ovvero Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, e non va inserito nel bidone dell'indifferenziata dove si buttano altri rifiuti perché racchiude circuiti, schede e componenti elettronici incompatibili col normale ciclo dei rifiuti domestici.
In poche parole, diventa un rifiuto pericoloso, per la presenza di sostanze tossiche per l’ambiente e la non biodegradabilità. Per questo motivo e per permettere il recupero dei componenti, va smaltito attraverso i canali specifici per i rifiuti elettronici; inoltre, le batterie (removibili o integrate) necessitano di uno smaltimento a parte.
Cosa sono i RAEE e perché includono anche il telecomando
I RAEE sono l'insieme dei dispositivi elettrici ed elettronici arrivati a fine vita; in particolare, nella categoria RAEE 4 rientrano apparecchi di dimensioni ridotte come il telecomando, i caricabatterie, gli auricolari e tutti i piccoli elettrodomestici come phon, spazzolini elettrici, TV di piccole dimensioni da buttare, frullatori, aspirapolvere e altro ancora.
Il corretto smaltimento di questi materiali innesca un circolo virtuoso che consente di recuperare materiali preziosi come rame e alluminio e i metalli contenuti nei circuiti, reimmettendoli nei processi produttivi.
Dove buttare il telecomando vecchio o rotto
Una volta compresa la particolarità di un rifiuto come il telecomando inutilizzabile, esistono varie possibilità per gettarlo e riciclarlo nella maniera più giusta; la destinazione più indicata è il centro di raccolta comunale per i RAEE dove il dispositivo entra nel circuito di trattamento e riciclo previsto per questo tipo di rifiuti.
Si possono anche usare i negozi specializzati che per favorire il corretto smaltimento del telecomando e degli altri RAEE presentano due formule:
- il meccanismo "uno contro zero": permette di consegnare gratuitamente piccoli apparecchi elettronici fino a 25 cm, anche senza dover acquistare nulla in cambio, nei negozi di grandi dimensioni;
- il meccanismo "uno contro uno": se si acquista un nuovo dispositivo elettrico o elettronico, il negozio è obbligato per legge a ritirare quello vecchio senza costi aggiuntivi, indipendentemente dalle dimensioni del RAEE.
Per buttare il telecomando esistono poi le isole ecologiche urbane e i punti di raccolta diffusi in numerose città italiane, che invogliano i cittadini a una partecipazione più ampia e regolare alla raccolta differenziata dei piccoli elettrodomestici.
Infine, nel caso assieme al telecomando rotto ci siano altri piccoli elettrodomestici da buttare, si può smaltire tutto durante le giornate di raccolta straordinaria organizzate dal proprio Comune, in luoghi e orari stabiliti e con cadenza periodica.
Cosa fare prima di smaltire il telecomando
Prima di gettare il telecomando, occorre seguire delle procedure specifiche, alcune delle quali molto importanti. Ecco cosa fare, in sintesi:
- rimuovere le pile: si estraggono dal vano posteriore del telecomando, dato che pile e accumulatori seguono un percorso di riciclo autonomo rispetto ai piccoli apparecchi elettronici;
- gettare le pile nei contenitori dedicati: si trovano solitamente nei supermercati o nei punti vendita di elettronica, appositamente destinati alla raccolta delle pile esauste;
- destinare il telecomando al circuito RAEE: si seguono i percorsi previsti, scegliendo quelli più adatti alla proprie esigenze.








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