Nel 2025 in Italia sono state 216.558 le donazioni di beni immobili. Il mercato ha mantenuto un andamento consolidato, ricalcando quasi perfettamente i volumi del 2024 (217.749). È quanto emerso dall’ultimo Rapporto Dati Statistici Notarili (Dsn) 2025 relativo alle donazioni a cura del Consiglio Nazionale del Notariato. Si tratta di numeri lontani dal picco storico del 2021 (221.642), ma superiori ai minimi del 2020 (174.754) e del 2023 (203.888).
Dati Statistici Notarili 2025 sulle donazioni
Il Rapporto Dati Statistici Notarili 2025 del Consiglio Nazionale del Notariato ha evidenziato che lo scorso anno il mercato delle donazioni in Italia si è attestato su livelli di stabilità rispetto al 2024, confermando come la donazione resti uno strumento utile alle famiglie italiane per pianificare in vita il passaggio di proprietà di immobili e capitali alle nuove generazioni.
Nel dettaglio, nel 2025 in Italia sono state 216.558 le donazioni di beni immobili (217.749 nel 2024), mentre le donazioni di beni mobili sono state 46.864 (47.085 nel 2024).
Quante donazioni immobiliari nel 2025
Nel 2025 le donazioni immobiliari hanno mantenuto un andamento consolidato (216.558), ricalcando quasi perfettamente i volumi del 2024 (217.749). In questo quadro, i fabbricati costituiscono il 56,62% delle donazioni (122.618). La donazione della nuda proprietà di fabbricato rappresenta il 16,32% (35.343). Le donazioni di terreni agricoli coprono il 13,18% (28.552), superando nettamente quelle dei terreni edificabili (1,32%, pari a 2.848).
Confronto con 2024, 2023 e picco 2021
Come evidenziato dal report, le 216.558 donazioni immobiliari del 2025 rappresentano un dato lontano dal picco storico del 2021 (221.642), ma superiore ai minimi del 2020 (174.754) e del 2023 (203.888).
Distribuzione territoriale delle donazioni immobiliari
Il Rapporto Dati Statistici Notarili 2025 del Consiglio Nazionale del Notariato ha analizzato anche la distribuzione territoriale delle donazioni immobiliari, dalla quale è emerso che la quota maggiore si concentra nel Sud.
Le regioni con più donazioni in valore assoluto
Secondo quanto emerso, al Sud si concentra la quota maggiore delle donazioni (77.419 pari al 35,7% del totale), seguito da Nord Est (40.337 pari al 18,6%), Nord Ovest (39.849 pari al 18,4%), Centro (31.438 pari al 14,5%) e Isole (27.515 pari al 12,7%).
Nel dettaglio, la Campania è prima per volumi assoluti con 27.909 donazioni (12,89% nazionale), seguita da Lombardia (10,69%) e Sicilia (10,53%).
Ma il rapporto donazioni/abitanti vede in testa il Trentino-Alto Adige con 961 donazioni ogni 100k abitanti, seguito da Calabria (799) e Basilicata (764).
Età di donanti e donatari nel 2025
Per quanto riguarda le fasce di età, il 23,32% dei donatari di beni immobili ha tra i 18 e 35 anni, la percentuale scende al 20,98% tra i 36 e i 45 anni, per toccare il picco massimo nella fascia 46-55 anni con il 25,06%.
I donanti si concentrano nelle fasce di età più alte. In particolare, il picco è nella fascia oltre i 76 anni, che nel 2025 rappresenta il 35,14% dei casi. Nel 2025 sono state registrate 78.893 donazioni con il beneficio prima casa (stabili rispetto ai 78.913 del 2024).
La riforma delle donazioni immobiliari
La pubblicazione del Rapporto Dati Statistici Notarili 2025 è stata l’occasione per ricordare che dal 18 giugno 2026 è entrata pienamente a regime la riforma delle donazioni (art. 44 del DDL n. 182/2025), fortemente sostenuta dal Consiglio Nazionale del Notariato ed entrata in vigore il 18 dicembre 2025 con un periodo transitorio di sei mesi.
Come ricordato dal Consiglio Nazionale del Notariato, prima di questa riforma, se un acquirente comprava un immobile di provenienza donativa poteva correre il rischio che, dopo anni e pur avendo pagato tutto regolarmente, gli eredi del donante originario nell’ipotesi in cui la donazione avesse violato la loro legittima potessero chiedergli di restituire la casa o parte di essa.
Secondo le vecchie regole, infatti, gli eredi esclusi dalla donazione e lesi dalla nella loro quota di legittima, potevano agire (esercitando l’azione di riduzione) anche e direttamente contro i terzi acquirenti, chiedendo la restituzione del bene. Con la riforma non è più possibile far valere i propri diritti sul bene, ma per gli eredi legittimari (coniuge, figli e - nei casi previsti - i genitori) lesi dalla donazione è previsto un diritto di credito nei confronti del donatario, come già avviene in altri paesi europei.
Le nuove regole si sono applicate subito alle successioni aperte dopo il 18 dicembre 2025. Per le successioni già aperte prima di questa data, sono rimaste in vigore le vecchie norme solo se l’azione di riduzione o l’atto di opposizione alla donazione siano stati notificati e trascritti entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della norma.
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