Le case, ad Alberobello, nacquero per sparire. La leggenda più nota della Valle d'Itria racconta che i conti di Conversano, per evitare le tasse del Regno di Napoli sugli insediamenti stabili, imponessero ai contadini di costruire le loro abitazioni senza malta così da poterle smontare in fretta quando il delegato del re si avvicinava. Nonostante si trattasse di una “truffa architettonica”, i trulli sono diventati parte del paesaggio di alcune zone della Puglia, tanto che nel 1996 l'UNESCO li ha dichiarati Patrimonio dell'Umanità.
Tra i più di 1.500 trulli che punteggiano il paesaggio di Alberobello, c'è un complesso che reinventa un borgo di trulli come residenza contemporanea. Si trova in Via Cavalerizza, è composto da sei unità abitative indipendenti: il "borgo di trulli" è in vendita a 1.400.000 € su idealista.
Come sono i fatti i trulli e dove si trova la proprietà
Costruiti interamente in pietra calcarea locale hanno muri spessi fino a un metro che garantiscono un isolamento termico naturale: freschi nei mesi di luglio e agosto, mentre sono tiepidi d'inverno. I tetti conici, formati da lastre sovrapposte a secco come squame, le cosiddette chiancarelle, sono coronati da pinnacoli decorativi su cui i costruttori dipingevano a calce bianca simboli propiziatori: croci, cuori, soli, segni zodiacali.
La proprietà di Via Cavalerizza sorge nella campagna appena fuori Alberobello, nei pressi della frazione di Coreggia. La distanza dal centro del borgo è di circa 3,6 chilometri, che si può coprire sia in auto che con i bus pubblici che partono dalla frazione Coreggia.
Un borgo privato in sei unità indipendenti
Il complesso si sviluppa come un piccolo borgo privato su 305 m2 complessivi, articolato in sei unità abitative autonome, ciascuna con il proprio ingresso e la piena privacy di una casa indipendente. Quattro dimore offrono una distribuzione funzionale con zona living e angolo cottura, una camera da letto e un bagno: ambienti essenziali ma curati, tutti affacciati sul verde circostante. A queste si affiancano due suite di carattere diverso.
La prima è ricavata all'interno dei trulli originali: una soluzione rara, che conserva intatto il fascino dei volumi conici e della pietra a vista reinterpretandoli con un linguaggio contemporaneo, con spazi dedicati al soggiorno, alla cucina, alla camera e al bagno. La seconda nasce dal recupero di un'antica struttura rurale e gioca sull'equilibrio tra materia grezza e linee pulite. Otto bagni complessivi, uno per ogni locale, risolvono un problema che nel mercato delle proprietà storiche resta spesso irrisolto.
La piscina nella roccia e il giardino d'ulivi
Il tratto più distintivo della proprietà non è dentro le mura: è nel modo in cui il complesso si inserisce nella campagna. La piscina con idromassaggio è stata scavata direttamente nella roccia e integrata nei muretti in pietra esistenti.
Il giardino privato che circonda le sei unità segue la grammatica del paesaggio pugliese: ulivi secolari, macchia mediterranea, muretti a secco che disegnano confini morbidi tra gli spazi. Ogni dimora ha il proprio affaccio sul verde, e la riservatezza tra le unità è garantita dalla disposizione del borgo, non da recinzioni.
Una proprietà a doppia vocazione
Questa residenza privata può essere sia un luogo in cui ospitare famiglia, amici, collaboratori, ciascuno nel proprio spazio indipendente, con il giardino e la piscina come punto d'incontro.
Ma è anche un asset immobiliare con una vocazione ricettiva: sei unità autonome in uno dei territori più riconoscibili e richiesti d'Italia, Patrimonio UNESCO, nel cuore di una valle che ogni anno attira viaggiatori da tutto il mondo alla ricerca dell'autenticità che le città hanno smesso di offrire. L'edificio risale al 1800, ma il recupero lo ha portato a uno stato di buona conservazione, con riscaldamento autonomo e aria condizionata.








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