La patrimoniale sulla casa, ecco alcuni esempi di come funziona all'estero

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In un momento storico in cui il dibattito relativo alle imposte sulla casa è più che mai acceso, può essere utile guardare oltreconfine per capire meglio in che modo si regolano gli altri paesi. Dal regno unito agli stati uniti, ecco come funziona la tassazione sulle abitazioni

A tal proposito, Italia oggi offre un quadro interessante. In gran bretagna dal 1993 è in vigore la "council tax", un'imposta che opera a livello comunale e che serve a finanziare la parte dei servizi forniti dalle amministrazioni locali, come ad esempio la raccolta dei rifiuti, la cura del verde e la manutenzione di strade. Si tratta di una sorta di imu, che interessa chi abita nell'immobile residenziale (quindi, se si tratta di locazione, l'inquilino) in proporzione alla dimensione, alla qualità dell'abitazione e all'ubicazione. In ogni zona è possibile trovare un "local council" che stabilisce a quale classe appartiene l'immobile e la relativa imposta, fissata su base annua e pagata in rate mensili. Il calcolo dell'ammontare è basato sui metri quadri e sulla presenza di servizi pubblici nell'area. Per single, studenti e pensionati sono previste delle detrazioni

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Negli stati uniti si registrano pesanti imposte di successione e sul fronte immobiliare c'è la "real estate tax", ovvero un tipo di tassazione che colpisce la proprietà degli immobili, con un'aliquota che in media si aggira intorno al 2% del valore di mercato. L'aliquota viene fissata ogni anno considerando l'ampiezza della casa, lo stato di conservazione e la sua ubicazione all'interno della città. È possibile ususfruire di un abbattimento decennale delle tasse nel caso di nuove costruzioni o palazzi totalmente ristrutturati. C'è poi il "foreign investment real property tax act" (foirpta), che fa riferimento agli acquisti effettuati da stranieri che non risiedono negli stati uniti. In questo caso nel momento in cui si effettua la vendita di una proprietà viene prelevato un 10% circa del valore, con trattenuta dell'avvocato che cura la transazione

In francia c'è la "impot de solidarieté sul la fortune". Si tratta della patrimoniale più severa al mondo, almeno così viene considerata. Adottata nel 1982 dall'allora presidente francois mitterand, l'imposta punta a sostenere la redistribuzione dei redditi. Ogni anno garantisce un gettito di circa 4,5 miliardi di euro. Oggi presenta aliquote progressive con un minimo dello 0,55% a un massimo dell'1,5% sull'intero patrimonio, compresi gli asset detenuti all'estero. Questo tipo di imposta viene criticata soprattutto perché, si sostiene, va a colpire il patrimonio fiscalmente visibile, finendo quindi per penalizzare il ceto medio. Ma non finisce qui. Perché poi c'è anche la "taxe d'habitation", una tassa applicata ai beni immobiliari e che incide anche sulla prima casa, con una serie tuttavia di deduzioni rispetto agli immobili acquistati con finalità d'investimento

C'è poi la svizzera, dove la legislazione è fissata a livello di cantoni e quasi tutti affiancano all'imposizione sul reddito quella sui patrimoni delle persone e delle imprese ed ecco la spagna, qui si applicano aliquote variabili tra lo 0,5% e l'1% del valore catastale. Il gettito derivante dall'imposta sugli immobili finisce direttamente ai comuni. Lo stato, invece, risulta beneficiario della "impuesto sobre el patrimonio", un'imposta basata sul patrimonio individuale complessivo con aliquote che variano dallo 0,20 al 2,5% e che è resa meno pesante grazie a tutta una serie di deduzioni

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