La Ue ha bocciato la manovra finanziaria 2019. Cosa succederà dopo, a dispetto della sicurezza dei politici su una prossima normalizzazione dello spread e di tutto ciò che concerne i mercati, è oggetto di congetture da parte degli esperti. La prima cosa che il mercato teme è l’insicurezza: ecco i commenti degli analisti.
Manovra 2019, l'azzardo del governo
"La nostra analisi di oggi suggerisce che il criterio del debito deve essere considerato non rispettato - scrive la Commissione Ue nel suo rapporto sul debito italiano - Concludiamo che l'apertura di una procedura per deficit eccessivo basata sul debito è quindi giustificata". Dal governo nessun dietro-front, ma solo l'intenzione di fornire una dettagliata spiegazione tecnica alle scelte fatte.
“Il governo sta giocando una partita pericolosa,- afferma Maurizio Mazziero, diffondendo le stime di Mazziero Research che vedono un debito pubblico in aumento in ottobre a 2340 miliardi (il dato ufficiale verrà pubblicato a dicembre). - La manovra espansiva per 38 miliardi si poggia su un maggiore debito per 22 miliardi. La scommessa è che riesca a spingere la crescita all’1,5% nel 2019, dopo un terzo trimestre di quest’anno piatto e un progresso annuale che potrebbe a malapena segnare l’1,0%. Il rischio è che alla fine resti solamente il debito. Per di più, - aggiunge,- resta la partita con Bruxelles: la Commissione Europea non può trascurare la possibilità che altri Paesi seguano la condotta sfidante dell’Italia. Il Governo rischia di trovarsi in un vicolo cieco e l’isolamento, in caso di procedura di infrazione”.
Bocciatura Ue, i prossimi passi
La Commissione Europea non si pronuncia solo sulla manovra italiana, ma anche sui dati relativi al Pil 2019-2020 dell’Italia e sulle leggi di Bilancio degli altri Paesi europei. Data la richiesta di cambiamenti avanzata da Bruxelles alla fine di ottobre, la decisione di confermare i rapporto deficit/Pil al 2,4% non ha potuto che condurre ad una bocciatura della manovra di bilancio italiana 2019. Probabile quindi che si avvii una procedura di infrazione contro l’Italia.
I successivi passaggi vedranno quindi un pronunciamento, tra due settimane, del Comitato economico e finanziario del Consiglio Europeo relativamente al da farsi. Le eventuali sanzioni saranno applicate solo come misura estrema: prima di quel momento è probabile che vengano suggeriti dei correttivi. Se nulla cambierà, nel marzo 2019 entrerà in vigore la procedura di infrazione.
Cosa succederà all'Italia dopo la bocciatura dell'Ue? I commenti degli esperti
“Il mercato ha anticipato la risposta al bilancio da parte della Commissione europea – commenta Mohammed Kazmi, Portfolio Manager, Macro Strategist di Union Bancaire Privée. - Con lo spread stabile intorno ai 300 punti base nell'ultimo mese, il governo è a suo agio con la situazione attuale, dato il continuo aumento del consenso della Lega. Solo se gli spread si allargassero notevolmente - gli stessi membri del governo hanno menzionato i 400 punti base - vedremmo una reazione e forse qualche concessione a livello della legge di bilancio da parte del governo. Anche il contesto di liquidità che continua a deteriorarsi – aggiunge, - poiché la Banca Centrale Europea non offre più così tanto supporto al mercato come una volta, mentre l'emissione di BTP è destinata ad aumentare l'anno prossimo a causa del più ampio deficit. L’Europa comunque non avrà fretta di diventare più aggressiva, data anche la situazione della Brexit”.
“La decisione della Commissione non passerà inosservata – commenta Vincent-Frédéric Mivelaz, analista di Swissquote, - e il mercato non è affatto immunizzato dai pericoli che ne potrebbero scaturire. Quanto ad un ulteriore peggioramento dello spread, il verificarsi dello scenario peggiore sarà indissolubilmente legato all’ eventuale decisione di applicare sanzioni nella misura dello 0,2% del Pil nonché di escludere l’Italia dall’accesso ai fondi europei”.
“La posizione di Bruxelles è resa meno forte dal cambiamento dei membri a seguito delle elezioni del Parlamento del prossimo maggio, da cui potrebbe emergere la diffusione un cambiamento delle forze in essere verso partiti con vocazione “populista” – è il parere degli analisti di Wings Partners Sim. - D’altro canto la Commissione è sotto pressione per dimostrare di essere in grado di mettere in atto in maniera appropriata le regole fondamentali dell’Unione, che includono quelle di bilancio degli Stati membri a tutela della stabilità del sistema finanziario e della moneta unica. In una procedura di infrazione il Governo rischia una multa fino allo 0,2% del PIL di 1.700 miliardi di euro, che può salire allo 0,7% in caso della mancata implementazione di norme volte a riportarsi in linea con i parametri richiesti da Bruxelles”.
“Alla fine, è probabile che entrambe le parti facciano delle concessioni per evitare una situazione di stallo totale, - prevede Esty Dwek, Senior Market Strategist, Natixis Investment Managers. - Questo comporterà ulteriori notizie e volatilità nei giorni e nelle settimane a venire. I mercati europei rimarranno probabilmente ostaggio di queste trattative, in quanto le preoccupazioni sull'Italia hanno pesato sui titoli europei negli ultimi mesi. Le preoccupazioni sull’Italia, così come le turbolenze della Brexit, sono tali da mantenere l'euro al limite massimo. Qualsiasi segnale di miglioramento o compromesso sarebbe visto come un elemento positivo per le attività europee in corso nel 2019”.





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