Attenzione alla cosiddetta residenza di comodo. Fatta eccezione per gli orari nei quali il richiedente ha comunicato e dimostrato che non ci sarà, il Comune indicato come luogo di stabile dimora può effettuare controlli a sorpresa. E se dopo più verifiche non si riesce mai a rintracciare il soggetto in questione, è possibile procedere alla cancellazione del nominativo del cittadino dall’anagrafe locale anche senza la comunicazione al diretto interessato. A sottolinearlo la Cassazione.
Secondo quanto sottolineato dai giudici, come riportato dal Sole 24 Ore, i giudici sottolineano l’importanza di individuare la residenza reale e non di comodo. A tal proposito, si ricorda cha la residenza fissa è “rivelata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle normali relazioni sociali”.
Nel dettaglio, i giudici hanno evidenziato che non c’è alcuna “limitazione dell’esigenza di ogni cittadino di attendere quotidianamente alle proprie occupazioni, ma la libertà di movimento non può tradursi nell’impossibilità per il comune di svolgere i suoi controlli nel modo più idoneo per prevenire possibili abusi”.
Residenza abituale, qual è la definizione
Con residenza abituale o reale si fa riferimento al luogo in cui la persona ha la sua fissa dimora e dove ha stabilito il centro della sua vita familiare e dei suoi interessi.
Cosa si intente per residenza fittizia?
Secondo quanto stabilito dal diritto italiano, è vietata la residenza di comodo o fittizia, ossia quella fissata dove non si vive, magari con il solo scopo di ottenere delle agevolazioni fiscali.
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