Non c’è spazio per l’alta pressione, né quella azzorriana né tantomeno quella nordafricana. Tutti i varchi sono occupati dalle perturbazioni atlantiche, le quali hanno tutte le intenzioni di attraversare il Mediterraneo ancora per diverse settimane. Ed ecco che nubi, piogge e temporali saranno indiscussi protagonisti in questa seconda parte dell’inverno, relegando i momenti di Sole e tepore a piccole comparse tra una perturbazione e l’altra. Oltre alla pioggia, per alcuni territori ci sarà, tra poche ore, anche la possibilità di neve a bassa quota.
Pausa già finita, ecco la neve a bassa quota
Le condizioni meteo sono momentaneamente migliorate su gran parte del Nord Italia, poiché la perturbazione dello scorso weekend si è velocemente diretta sulle regioni del sud e poi sulla Grecia. Questa pausa dal maltempo, però, sarà davvero molto breve, perché da ovest si sta avvicinando un’altra intensa perturbazione di stampo atlantico, pronta a gettare di nuovo l'Italia in un contesto di forte instabilità.
Tra questo martedì 27 e la mattina di mercoledì 28 gennaio le piogge bagneranno buona parte d’Italia da nord a sud, sebbene gli accumuli più sostanziosi siano attesi sulle regioni tirreniche e lungo l’Appennino, essendo i territori più esposti alle umidissime correnti da sud e sud-ovest
L’effetto sbarramento amplificherà ulteriormente le precipitazioni a ridosso delle montagne, spiegando perché gli accumuli risultino spesso molto più elevati sui rilievi rispetto alle pianure. Pioverà di meno, invece, sulle aree ionico, comprese quelle devastate dal ciclone africano di una settimana fa.
Neve a bassa quota: perché solo in alcune zone
Durante questo ennesimo peggioramento di stampo atlantico non ci sarà solo la pioggia. Su alcuni territori arriverà la neve anche a quote bassissime o in pianura. Trattandosi di una perturbazione atlantica, i venti dominanti saranno quelli di scirocco e libeccio, correnti umide e poco fredde.
Proprio per questo motivo la quota neve risulterà molto elevata su gran parte d’Italia, in particolare al Sud e sul Triveneto, dove i fiocchi bianchi scenderanno indicativamente al di sopra dei 1000–1500 metri.
Il ruolo del cuscinetto freddo padano
Le uniche eccezioni riguarderanno le regioni nord-occidentali, dove i venti più tiepidi di scirocco avranno un’azione molto più limitata e non riusciranno a spazzar via completamente l’aria fredda intrappolata nei bassi strati. Il microclima della Val Padana occidentale consente infatti un isolamento parziale di alcuni territori, con differenze meteo marcate nel raggio di pochi chilometri.
Il riferimento è soprattutto a Piemonte e Valle d’Aosta, che potranno ricevere la visita della neve a bassa quota tra la sera di martedì e la mattinata di mercoledì. Qui l’aria fredda ristagnerà nei bassi strati, mantenendo lo zero termico vicino ai 300–400 metri di altitudine, mentre sul resto d’Italia salirà oltre i 1500 metri.
Le zone più esposte alla neve
Con uno zero termico così basso sul Nord-Ovest, la neve potrebbe spingersi a quote molto basse:
- Cuneese e Torinese: neve possibile fino a 200 metri, con spolverate in pianura;
- Torino città: possibile veloce spolverata, accumuli più probabili sulle colline;
- su Alessandrino e Astigiano fino a quote molto basse.
Nevicate più consistenti sono attese:
- sul Cuneese con accumuli oltre i 10 cm sopra i 500 metri;
- in Valle d’Aosta, anche nei fondovalle e potenzialmente su Aosta città.
Neve abbondante è prevista anche su Alta Lombardia, Alpi Liguri, Appennino settentrionale tra Liguria e Toscana, Dolomiti e Trentino-Alto Adige, seppur a quote decisamente più elevate, generalmente oltre i 1000 metri. Sull'Appennino nevicherà oltre i 1300-1500 metri di altitudine.
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