Ecco di chi sono le responsabilità, le procedure di risarcimento e come proteggere gli elettrodomestici in caso di blackout.
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elettrodomestico rotto
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Gabriella Dabbene (Collaboratore di idealista news)

Le interruzioni di corrente rappresentano uno dei disagi più comuni nelle abitazioni: quando si verifica un'interruzione improvvisa dell'energia elettrica, gli apparecchi di casa possono subire conseguenze serie. I danni da sbalzi di tensione e blackout agli elettrodomestici generano ogni anno migliaia di controversie tra consumatori e operatori del settore energetico; dunque, comprendere i meccanismi di tutela e di chi è la responsabilità è essenziale per proteggere i propri dispositivi e ottenere eventuali risarcimenti.

Effetti dei blackout sugli elettrodomestici

L'interruzione totale della corrente e le variazioni anomale di tensione producono effetti differenti ma ugualmente dannosi: il blackout provoca lo spegnimento improvviso di tutti i dispositivi collegati alla rete, elettrodomestici inclusi, mentre gli sbalzi di tensione (picchi o cali improvvisi) possono logorare progressivamente i componenti interni senza dare segnali evidenti.

I danni più frequenti riguardano la bruciatura delle schede elettroniche, la compromissione dei circuiti interni e il malfunzionamento dei sistemi di controllo digitale; gli apparecchi tecnologicamente avanzati risultano particolarmente vulnerabili tra cui ad esempio frigoriferi con display digitali, lavatrici con programmazione elettronica, climatizzatori, televisori smart, computer e dispositivi di rete come modem e router.

Le interruzioni brevi o transitorie, quelle con durata inferiore ai tre minuti, rappresentano la tipologia più insidiosa: pur passando spesso inosservate, causano microsbalzi di tensione capaci di danneggiare progressivamente i componenti elettronici, portando a guasti che si manifestano solo dopo settimane o mesi dall'evento.

blackout in casa
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Chi è responsabile in caso di blackout?

La normativa italiana individua con precisione i soggetti responsabili dei danni causati da interruzioni e anomalie nella fornitura elettrica: l'art. 2050 del Codice Civile stabilisce che chi esercita attività che possono creare rischio per altri deve risarcire i danni, salvo prova di aver adottato tutte le misure necessarie per evitarli; rientrano tra queste attività anche l'erogazione e distribuzione di energia elettrica.

La giurisprudenza ha chiarito ripetutamente la distinzione tra fornitore e distributore: il fornitore, ovvero la società con cui si stipula il contratto e si ricevono le bollette, non risponde dei malfunzionamenti della rete; la responsabilità ricade invece sul distributore locale, il soggetto che gestisce fisicamente la rete di trasmissione e i contatori.

Quando può essere esonerato il distributore in caso di blackout?

Il distributore può evitare la responsabilità solo dimostrando l'esistenza di un caso fortuito o di forza maggiore, caratterizzato da imprevedibilità e inevitabilità. L'onere della prova grava interamente sul distributore, che deve dimostrare non solo l'eccezionalità dell'evento ma anche l'adeguatezza delle misure tecniche adottate.

La giurisprudenza tende a considerare eventi atmosferici comuni (temporali, piogge intense, vento forte) come fenomeni ordinari che non escludono automaticamente la responsabilità. Solo eventi eccezionali, come calamità naturali straordinarie accompagnate da dati meteorologici certificati, possono costituire causa di esonero.

Cosa fare in caso di blackout e danni agli elettrodomestici

Non basta invocare genericamente il maltempo: servono prove concrete dell'eccezionalità e della diligenza adottata. La documentazione rappresenta il primo passo fondamentale: occorre fotografare i dispositivi danneggiati, conservare le fatture di acquisto, richiedere relazioni tecniche da elettricisti qualificati e raccogliere ogni elemento che dimostri il nesso causale tra l'interruzione e il danno subito.

Prima di avviare procedure formali, può risultare utile contattare il servizio clienti del venditore o del distributore: questo approccio informale permette talvolta di ottenere soluzioni rapide senza dover ricorrere a strumenti più complessi.

Come chiedere un risarcimento per i danni

Se il tentativo informale non produce risultati, la procedura per richiedere un risarcimento danni in caso di blackout e rottura degli elettrodomestici prevede passaggi ben definiti:

  • invio del reclamo scritto al distributore tramite raccomandata A/R o PEC, indicando i dati del contratto, il codice POD e allegando copia del documento d'identità;
  • attesa della risposta entro 40 giorni dalla ricezione del reclamo;
  • avvio della procedura di conciliazione presso il Servizio Conciliazione ARERA, le Camere di Commercio o gli organismi ADR accreditati;
  • eventuale ricorso al giudice civile, solo dopo aver esperito il tentativo di conciliazione obbligatoria.

La conciliazione costituisce condizione di procedibilità per qualsiasi azione giudiziaria; il verbale di accordo raggiunto in sede conciliativa rappresenta un titolo esecutivo, quindi è immediatamente applicabile senza ulteriori passaggi processuali.

riparazione elettrodomestico
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Come proteggere gli elettrodomestici in casa

La prevenzione rimane la strategia più efficace per evitare danni costosi agli elettrodomestici presenti nella propria casa. L’installazione di dispositivi di protezione crea barriere difensive a più livelli contro interruzioni e anomalie della rete elettrica:

  • le multiprese con protezione da sovratensioni filtrano i picchi improvvisi;
  • i salvavita differenziali e magnetotermici interrompono automaticamente la corrente in presenza di anomalie;
  • i limitatori di sovratensione SPD, installati nel quadro elettrico generale, proteggono l'intera abitazione da scariche esterne come fulmini;
  • i gruppi di continuità UPS mantengono attivi computer, modem e dispositivi sensibili anche durante blackout prolungati.

Poi, alcune pratiche quotidiane aumentano ulteriormente la sicurezza: 

  • staccare le spine durante i temporali intensi;
  • evitare sovraccarichi collegando troppi apparecchi alla stessa presa;
  • utilizzare prese protette per dispositivi delicati;
  • sottoporre l'impianto elettrico a controlli periodici da parte di professionisti qualificati, soprattutto nelle abitazioni più vecchie, così da prevenire malfunzionamenti e garantire conformità alle normative vigenti.
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