Pubblicata un'anticipazione del Rapporto Federcostruzioni
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Occupazione record nel settore delle costruzioni dove negli ultimi cinque anni è stato creato un quinto di tutti i nuovi posti di lavoro (circa 350mila). E per il 2026 è previsto un aumento del 5,6% negli investimenti, dopo la flessione contenuta registrata lo scorso anno. Anno in cui a risentirne è stata soprattutto l'edilizia residenziale, con un calo del 15,6%, al contrario delle attività legate al Pnnr (+21%).  Sono alcuni dei dati emerse dalle anticipazioni al Rapporto Federcostruzioni 2025, illustrate in anteprima durante la presentazione della nuova edizione di SAIE- La Fiera delle Costruzioni, che quest'anno torna a Bologna.

Andamento settore costruzioni 2025

Dopo tre anni di grande espansione che hanno permesso al settore delle costruzioni di superare anche i livelli pre crisi del 2008, nel 2005 si è registrata una fase di assestamento per il settore delle costruzioni con una lieve flessione dell'1,1%. Flessione che è mercato soprattutto per l'edilizia residenziale (-15,6%), mentre registrano un'accelarazione le attività legata al PNNR (+21%). Ma il settore guarda al futuro con speranza: per il 2026 infatti è prevista una crescita del 5,6% degli investimenti nelle costruzioni.

Pnrr, il motore del settore

Il vero motore del settore delle costruzioni nel 2025 è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilenza. Non a caso ad oggi risultano 16.000 cantieri aperti, di cui due terzi avviati a conclusione. Ma lo sguardo del settore è già rivolto al post-PNRR: tra fondi europei e nazionali, risultano disponibili circa 120 miliardi di euro per il settore fino al 2033, una dotazione che, secondo Federcostruzioni, può assicurare la tenuta e il consolidamento della filiera anche oltre la scadenza del Piano.

Costruzioni andamento 2025
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Il settore sul quale investire nel 2026: il partenariato pubblico-privato (PPP)

Il settore sul quale investire nel 2026 è sicuramente il partenariato pubblico-privato (PPP) vera leva di crescita per il Paese. Basti pensare che secondo la Relazione annuale del DIPE (Presidenza del Consiglio dei Ministri), nel 2024 sono stati aggiudicati 62 nuovi progetti per circa 11 miliardi di euro, con un ammontare complessivo di 29.5 miliardi di euro. Tra il 2018 e il 2024 le gare in Ppp hanno rappresentato circa il 10% delle procedure bandite per gli investimenti, con un valore medio annuo di 15 miliardi. Un fatto che conferma come la collaborazione tra settore pubblico e privato sia la strada da percorrere per realizzare opere di qualità.

Le proposte ANCE per le costruzioni

Alla conferenza stampa di presentazione del rapporto era presente anche il presidente ANCE Emilia Area Centro, Stefano Betti, che ha affermato come ad oggi il settore delle costruzioni si trovi a un bivio strutturale " Il progressivo azzeramento dei bonus edilizi e la corsa contro il tempo per chiudere i cantieri PNRR".  Con il PNRR che entra nel suo "ultimo miglio" (la scadenza per la gran parte delle opere è giugno 2026), le linee di azione sulle quali preme da tempo l’ANCE e che diventano ora priorità assolute sono:

  • Un "Piano Casa" strutturale (Target 2032), che necessita di risorse importanti per l'edilizia sociale i lavoratori e gli studenti; 
  • Stabilità normativa per la Direttiva "Case Green" (EPBD): entro maggio 2026 l'Italia deve recepire la direttiva europea e dovrà accompagnarla con un piano industriale di lungo termine che dia certezza alle imprese e ai proprietari. 
  • La nuova legge sulla Rigenerazione Urbana, per smettere di consumare suolo ed avere delle norme che rendano economicamente vantaggioso demolire e ricostruire nelle città, superando i vincoli burocratici, spesso derivanti da norme vecchie di oltre 50 anni, che oggi rendono più facile costruire su un prato verde che riqualificare un capannone dismesso 
  • Un nuovo Testo Unico delle Costruzioni che sostituisca quello vigente, oramai inutilizzabile dato il continuo sovrapporsi di variazioni ed aggiunte non organiche tra di loro.

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