Firmatario del Manifesto dei Pittori Futuristi, avanguardista tra i più prolifici e geniali del Novecento, Giacomo Balla è stato un artista che ha vissuto l’arte a tutto tondo, nel modo più totale, fin dagli esordi della sua parabola artistica. Oggi, a più di un secolo dalla sua nascita, è possibile visitare la sua casa in Via Oslavia a Roma, e toccare con mano cosa significava realmente, per un artista del suo calibro, fare dell’arte una ragione di vita e – letteralmente – circondarsi di forme e colori. Ecco cosa vedere a Casa Balla a Roma e cosa aspettarsi dalla visita.
Dove si trova la Casa Museo di Giacomo Balla a Roma
La casa che Giacomo Balla abitò insieme alla sua famiglia a partire dal 1929 si trova in Via Oslavia 39 a Roma, vicino Piazza Mazzini, nel quartiere delle Vittorie. L’appartamento si trova al quarto piano di un grande stabile ed è una casa di dimensioni abbastanza grandi: si tratta di uno straordinario esempio di “arte totale” realizzato dal pittore futurista, coadiuvato dalle sue due figlie, Luce ed Elica, che qui vissero fino alla loro scomparsa, avvenuta negli anni ’90.
A Casa Balla niente è “normale”: tutto – ogni stanza, complemento d’arredo e suppellettile – è un unico e fluido inno al colore, alla gioia dell’arte, alle forme e agli stili del futurismo, nel senso più completo del termine e in netto contrasto con l’idea di “sobrietà”. Ogni elemento della casa è decorato o progettato dall’artista (e dalle figlie): pavimenti, maioliche, armadi, mobili, stoviglie, tutto.
Quali sono gli ambienti di Casa Balla
La splendida casa, protetta da vincolo di tutela dal 2004 e dal 2025 acquisita dal Ministero della Cultura per un valore di 6.9 milioni di euro, è composta da diversi ambienti distribuiti in 150 mq di colori e forme che si intersecano tra loro.
Il corridoio futurista
Varcata la porta d’ingresso – con l'evocativa targa “FuturBalla” in ottone – si apre subito un ambiente lungo e stretto che preannuncia il mood della casa: le pareti e il soffitto non hanno più limiti, i colori pastello, verdino, giallo e celeste sono ovunque. Anche l’appendiabiti è fatto apposta per mescolarsi con questa allegra palette.
Il salone e soggiorno
Uno degli ambienti dove si respira il senso profondo di quest’opera d’arte totale è senza dubbio il soggiorno: il pavimento in maioliche colorate (disegnate da Balla, come tutto il resto) in color lilla a motivi geometrici (ma fluidi) giallo, azzurri e terra di Siena, fa da palcoscenico ad un ensemble di cavalletti dove sono esposti molti bozzetti del pittore.
La quinta di questo “teatro casalingo” è una coppia di pannelli lignei che raffigurano due mani (una rossa e una verde) che si incontrano.
Bagno e cucina
Questi sono gli ambienti di servizio in cui l’arte supera il concetto verticale di “arte maggiore” e “arte applicata”: quando il servizio di piatti, le mattonelle del bagno e le mensole asimmetriche sono disegnate da uno dei più grandi artisti italiani, il senso rivoluzionario del Futurismo trova il suo compimento – orizzontale - nella vita di ogni giorno.
Chi era Giacomo Balla, futurista e non solo
Giacomo Balla nacque a Torino nel 1871 e fu uno dei protagonisti assoluti del Futurismo, il movimento artistico più innovativo ed importante del primo Novecento, fondato da Filippo Tommaso Marinetti. Balla si formò in gran parte da autodidatta, soprattutto per quanto riguarda lo studio della luce e del colore. Intorno alla fine dell’Ottocento si trasferì a Roma, dove iniziò a lavorare come ritrattista e illustratore e dove entrò in contatto con ambienti artistici vivaci e moderni.
Nei primi anni del Novecento si avvicinò al divisionismo, tecnica pittorica per cui l’interesse per la luce e per il movimento era primario. Partendo da questo studio sul dinamismo Giacomo Balla giunse a firmare il Manifesto dei Pittori Futuristi nel 1910, iniziando (dal 1914) ad usare lo pseudonimo “FuturBalla”. Dire che l’artista contribuì in maniera decisiva allo sviluppo del linguaggio visivo del movimento è oltremodo riduttivo.
Le opere e l'arte totale
In dipinti rivoluzionari come "Ragazza che corre sul balcone", "Dinamismo di un cane al guinzaglio" o "Velocità d’automobile", Balla cercò di rendere visibile ad occhio nudo lo spostamento nello spazio, scomponendo l’azione in una sequenza di immagini sovrapposte.
Con il tempo, l'artista estese l’idea futurista oltre la pittura, interessandosi alla scenografia, all’arredamento, alla moda e persino alla progettazione di oggetti d’uso quotidiano, nel tentativo di trasformare l’arte in un’esperienza totale che coinvolgesse ogni aspetto della vita moderna. Negli anni Trenta, però, si allontanò progressivamente dal Futurismo e tornò a una pittura più tradizionale e figurativa.
Quando riapre Casa Balla a Roma e come visitarla
Riconosciuta di interesse culturale nel 2004 dal Ministero della Cultura, la casa è stata oggetto di un primo importante restauro curato dall’Istituto Centrale per il Restauro. Solo nel 2021 è stato possibile riaprire gli spazi al pubblico.
La Casa Museo di Giacomo Balla è aperta ai visitatori solo in alcuni periodi dell'anno, sempre con visite guidate e dietro prenotazione. Il biglietto di entrata ha un costo di 18 euro. Per sapere quando apre è consigliabile verificare sul sito ufficiale le nuove date disponibili per la visita.








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