Lavatoi monumentali immersi nel silenzio, fontane barocche che rinfrescano piazze di pietra, borghi aggrappati al tufo: lungo la Via Francigena del Sannio si disegna un itinerario breve ma densissimo. Si attraversano campagne ventose, valli segnate da antiche strade e città che stratificano secoli di passaggi, dai Sanniti ai Longobardi. Il filo conduttore è l’acqua: utile, scenografica, identitaria. Si incontrano opere d’ingegneria storica e arte contemporanea, luoghi di memoria e paesaggi che cambiano a ogni curva.
Dove si trova il Sannio e quando andarci
Il Sannio occupa l’entroterra della Campania con riferimento in Benevento, circondato da colline, montagne e vallate. Qui passano la Via Francigena del Sud e antiche dorsali romane, che oggi coincidono con strade secondarie e tratturi. Il clima è più fresco rispetto alla costa: in inverno le aree verso Taburno e Matese possono risultare rigide, mentre l’estate è calda ma spesso ventilata. Per camminare e godere dei paesaggi, si consiglierebbero primavera e autunno, quando i vigneti germogliano o ingialliscono e l’aria è limpida.
Il Sannio dell’acqua: Sant’Agata de’ Goti, Cautano, Foglianise
Sant’Agata de’ Goti si affaccia su uno sperone di tufo, con case che sembrano crescere dalla roccia. Nel centro storico, chiese e palazzi consumati dalle epoche raccontano rotte di mercanti e passi di pellegrini. Poco oltre, la campagna svela lavatoi e sorgenti, anticamera di un Sannio dove l’acqua detta ancora luoghi e abitudini. La strada risale poi tra vigneti e profili montuosi fino a Cautano e continua verso Foglianise, sempre seguendo vasche, fontane e memorie quotidiane.
Sant’Agata de’ Goti: tufo e lavatoio Reullo
Inserita tra i Borghi più belli d’Italia, Sant’Agata conquista già da lontano. Appena fuori dal centro si incontra il Lavatoio Reullo, grande struttura pubblica sorta tra i resti di un antico monastero. La pietra chiara, l’acqua in scorrimento e il silenzio rotto dagli uccelli esplicitano quanto questa risorsa abbia modellato vita e lavoro. Tornando verso il cuore del paese, due fermate sono d’obbligo: la fontana in piazza del Duomo, immersa nel brusio del borgo, e la fontana di Villa Torricella, nel verde del giardino comunale, ideale per una pausa all’ombra.
Cautano: l’Antico lavatoio del IX secolo
Dopo circa venticinque chilometri di dolci saliscendi si arriva a Cautano. Qui l’Antico lavatoio è un riferimento dal IX secolo, luogo sociale prima ancora che funzionale. La pietra levigata, le vasche profonde e il mormorio dell’acqua restituiscono una quotidianità fatta di gesti ripetuti.
Foglianise: la fontana comunale di Sant’Anna
Il percorso prosegue tra colline e campanili fino a Foglianise. Nei pressi della chiesa di Sant’Anna si trova la fontana comunale. Pietra umida, eco di zampilli, odore di muschio: qui si comprende come la modernità abbia trasformato abitudini che per secoli hanno scandito le giornate.
Benevento: longobardi, pietra e fontane monumentali
La Via Francigena del Sannio conduce infine a Benevento, città compatta e stratificata. In pochi chilometri si affiancano resti romani, testimonianze longobarde e un centro contemporaneo vivace.
Santa Sofia, patrimonio Unesco
La chiesa di Santa Sofia, con il suo complesso e il chiostro, è riconosciuta dal 2011 come Patrimonio mondiale Unesco nel sito “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”. Colonne e archi disegnano uno spazio raccolto, pensato per chi arrivava in pellegrinaggio e per la preghiera.
L’arco di Traiano e l’ingresso alla città antica
Poco distante, l’arco di Traiano sovrasta uno degli accessi alla città storica. Considerato tra i più importanti archi di trionfo dell’età romana, conserva rilievi leggibili da vicino, con figure e scene di sorprendente dettaglio.
Fontane cittadine: Catene e Chiaromonte
In piazza dedicata a papa Orsini si trova la Fontana delle Catene, potente esempio di barocco beneventano con grandi vasche e decorazioni. Nel complesso di Santa Sofia, la Fontana Chiaromonte aggiunge un tassello al rapporto tra architetture sacre e acqua, dialogando con volumi e pietre del monastero.
Dal quartiere ebraico alla Rocca dei Rettori
All’ingresso del vicolo che porta all’antico quartiere ebraico si incontra la fontana Flans te alo, il cui nome rimanda a un’espressione latina legata all’idea di “soffiare” e “nutrire”. Sulla collina già scelta dai Sanniti sorse poi un castellum acquae romano, alimentato da un ramo dell’acquedotto del Serino e riportato alla luce dagli scavi. Oggi l’area è occupata dalla Rocca dei Rettori; la Sala dell’Acquedotto ne ricorda il legame profondo con l’acqua.
Hortus Conclusus: Mimmo Paladino e l’acqua che disegna
Nel cortile dell’Hortus Conclusus, opera di Mimmo Paladino in vicolo Noce, una grande fontana antropomorfa occupa lo spazio con braccia distese e piccole teste affioranti. L’acqua scorre su superfici che riflettono la luce, tra cavalli e simboli ricorrenti.
Oltre la Francigena: borghi, natura e sapori del Sannio
Con un giorno in più si può allargare il raggio verso le valli del Titerno e dell’Alto Tammaro. Qui si alternano borghi incastonati nella roccia, tradizioni artigiane e paesaggi d’acqua, con torrenti limpidi e un grande lago tutelato. Anche la storia antica torna a farsi concreta, lungo la via Appia e nella stretta che la memoria latina associa a una delle sue pagine più note.
Cusano Mutri, Cerreto e Pietraroja
Cusano Mutri mostra un centro serrato tra gole e speroni. Cerreto Sannita è legata alle ceramiche artistiche: nelle botteghe si vedono piatti, mattonelle e oggetti con motivi tradizionali, dal blu intenso alle geometrie. Salendo di quota, Pietraroja unisce paesaggio montano e norcineria locale, con un prosciutto noto per profumo e lunga stagionatura.
Riti, acque e oasi
Guardia Sanframondi è celebre per i riti settennali, processioni che ogni sette anni coinvolgono l’intero paese con forte impatto visivo ed emotivo. Verso il Matese, Sassinoro offre torrenti limpidi ai piedi del Monte Mutria, mentre il Lago di Campolattaro è tutelato come Oasi WWF: si presta a osservazione degli uccelli, camminate sulle rive e soste lente.
Valle Caudina e tracce romane
La Valle Caudina, attraversata da tratti dell’Appia, permette di leggere la storia nel territorio. La Stretta di Arpaia viene identificata con le Forche Caudine, teatro della celebre sconfitta romana nella seconda guerra sannitica. L’antica Caudium corrisponde all’attuale Montesarchio; in valle si incontrano Airola, con murales che colorano pareti e vicoli, e Moiano, toccata dall’acquedotto carolino diretto alla Reggia di Caserta.
Vini e cosa mangiare a tavola
Il Sannio è terra di Falanghina e Aglianico, vitigni che qui trovano colline ventilate e suoli vari. Visitare una cantina, camminare tra i filari e assaggiare un calice in loco consente di cogliere il legame tra paesaggio e prodotto. In tavola si incontrano paste fatte a mano con condimenti di carne, minestre di legumi e carni alla brace.
Come arrivare e muoversi
Benevento è collegata in treno con Napoli e altre città campane e dispone di una rete di autobus per i borghi vicini. In auto si arriva dalle principali direttrici del Sud, proseguendo sulla viabilità interna verso Sant’Agata de’ Goti, la Valle Caudina e i paesi ai piedi del Taburno.








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