Cosa vedere in Montenegro in 24 ore tra fiordi, arte e isole

Fiordo scenografico, borghi UNESCO e prezzi accessibili. 24 ore tra Kotor, il Lago di Scutari e Perasto.
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Pudelek (Marcin Szala), CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Un fiordo in pieno Mediterraneo, montagne che scendono a picco sull'acqua e borghi barocchi sospesi nel tempo. Sulle Bocche di Cattaro si ritrova un paesaggio che ricorda la Norvegia, ma con luce adriatica e conti più leggeri. In un giorno si può mettere in fila un itinerario dal budget ragionevole: la città fortificata di Cattaro (Kotor), il meandro verde del Lago di Scutari da Rijeka Crnojevica e, al rientro, Perasto con le sue due isole. Una combinazione di mare, entroterra e storia che resta in testa molto oltre le 24 ore. Ecco, allora, cosa non perdere in Montenegro.

Un fiordo "nordico" nel Mediterraneo

Le Bocche di Cattaro sono spesso descritte come il fiordo più esteso dell'Europa meridionale: un'insenatura di circa 30 chilometri che penetra nell'entroterra tra cime rocciose e acqua scura, liscia come vetro nelle ore del mattino. L'effetto sorpresa si moltiplica quando si scopre quanto il paesaggio cambi, in pochi chilometri, dal mare alle strade di montagna fino ai fiumi che si allargano in lago. 

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Cattaro dentro le mura: pietra, storia e dettagli "storti"

Il centro storico di Cattaro è racchiuso da mura che risalgono la collina alle spalle del porto. Superata Porta Marina si apre Piazza d'Armi, dominata da una torre dell'orologio barocca con base leggermente inclinata: una traccia visibile dei terremoti e delle guerre che hanno scosso la città, colpita duramente nel 1979. Oggi la tutela UNESCO ha favorito restauri diffusi, con pietre più chiare che affiancano blocchi antichi levigati dal tempo. Nei vicoli stretti si susseguono chiese minute, cortili nascosti e botteghe che espongono gatti ovunque: un simbolo locale che spunta tra gradini e tavolini.

La salita al Castello di San Giovanni: quando conviene

Per il panorama più famoso si sale verso il Castello di San Giovanni, seguendo in parte la cinta muraria che si allunga per circa 4,5 km. Il percorso è ripido, con pietre che possono risultare scivolose, e chiede energia soprattutto nelle giornate calde. Conviene partire presto, con acqua, cappello e scarpe chiuse, facendo una sosta alla Chiesa della Madonna della Salute (XVI secolo), che regala già una veduta ampia sulle Bocche e sul tetto rosso della città. 

Rijeka Crnojevica e il meandro del Lago di Scutari

Lasciata la baia, la strada punta all'entroterra. All'inizio l'asfalto è scorrevole, poi si restringe tra curve cieche, buche e tratti dove incrociare due auto richiede pazienza. A Rijeka Crnojevica compare un fronte di edifici antichi, alcuni restaurati altri invecchiati male, e il "ponte vecchio" in pietra che si specchia nel fiume. Dal lungofiume partono spesso barchette che si insinuano tra canneti e ninfee, utile anticipo del paesaggio lacustre.

Il belvedere che spiazza: Pavlana Strana

L'obiettivo, però, è qualche curva più in alto: il belvedere di Pavlana Strana. Da un rettilineo con spazio per accostare si abbraccia il meandro del fiume che, allargandosi, si fonde con il Lago di Scutari. La scena è netta: una lingua verde scura abbracciata dall'acqua in diverse tonalità di verde, con montagne in dissolvenza sullo sfondo.

Perasto: barocco sull'acqua e due isole da cartolina

Rientrando verso le Bocche, Perasto offre una sosta breve e scenografica. Il borgo, fiorito tra XVII e XVIII secolo, allinea palazzi nobiliari sul mare e campanili che scandiscono il profilo del paese. Davanti, due isole catturano lo sguardo. Sveti Đorđe ospita un monastero incorniciato da cipressi e un antico cimitero legato alla nobiltà locale.

Poco oltre si alza Gospa od Skrpjela, la Madonna dello Scalpello: un'isola artificiale nata attorno a uno scoglio dove, secondo tradizione, nel XV secolo fu trovata un'icona della Madonna. Secoli di pietre gettate in acqua hanno creato una base solida per il santuario, ricordata ogni anno dalla "Fasinada", una regata in cui le barche continuano quel gesto simbolico. 

Arrivare, muoversi, risparmiare: le info pratiche

Per raggiungere l'area delle Bocche si utilizzano soprattutto gli aeroporti di Tivat, molto vicino alla baia, e Podgorica, più interno. In alternativa, si atterra spesso a Dubrovnik (Croazia) e si prosegue via terra verso il Montenegro. Per coprire in 24 ore sia il fiordo sia l'interno, l'auto è la soluzione più flessibile: gli orari dei bus risultano limitati soprattutto nelle zone rurali, e le strade strette dell'entroterra richiedono andature prudenti e rientri alla luce.

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