Nelle Terre di Castelli, un maniero ogni km e una piazza a scacchi

Guida pratica tra rocche, borghi e sapori tra Modena e Appennino. Come arrivare, quando andare e le tappe da fare.
Terre di Castelli
Quart1984, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Un territorio dove l'orizzonte è sempre punteggiato da torri e merli, e dove una piazza a scacchiera sembra uscita da un set cinematografico. Nelle Terre di Castelli, tra la pianura modenese e il primo Appennino, ogni pochi chilometri cambiano storie, viste e profumi. Si passa dalle sale affrescate delle rocche ai filari di Lambrusco Grasparossa, da una torre panoramica a un tagliere emiliano. È un'area corta nelle distanze ma ricchissima di esperienze, con costi generalmente più contenuti rispetto alle mete più battute della regione. 

Dove sono le Terre di Castelli: il quadrilatero tra Modena e il Panaro

Le Terre di Castelli si trovano a sud di Modena, nel corridoio che sale verso l'Appennino emiliano. Comprendono otto comuni collegati da strade brevi, ideali per tappe ravvicinate tra borghi storici, vigne e rocche. La base logistica più comoda è l'asse Modena-Vignola, con frequenti collegamenti su gomma verso gli altri centri. 

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  • In auto si raggiunge l'area dall'autostrada del Sole con uscita Modena, per poi proseguire verso sud in direzione Vignola, Castelnuovo Rangone o Castelvetro di Modena.
  • In treno conviene fare base a Modena e proseguire con autobus locali verso i borghi collinari, mentre chi atterra a Bologna può combinare ferrovia e bus o optare per un'auto a noleggio per muoversi con maggiore flessibilità tra una rocca e l'altra. 

Castelli e borghi imperdibili lungo la valle del Panaro

Qui i castelli non sono cornice: ogni borgo custodisce una fortificazione, una rocca o una torre isolata che racconta secoli di contese, ricostruzioni e trasformazioni in residenze signorili.

Guiglia: il castello dei Montecuccoli tra mura e affreschi

Sul primo Appennino modenese, il Castello di Guiglia fu residenza nobiliare dei Montecuccoli e porta i segni di guerre, incendi e terremoti. Le dominazioni che si sono succedute hanno modificato la pianta originaria, creando un insieme di ambienti dove pietra e decorazioni dialogano. 

All'esterno spiccano mura e torrioni, mentre all'interno affreschi e sale rivelano la metamorfosi da roccaforte a dimora aristocratica. 

Vignola: la rocca icona e un centro storico vivace

La Rocca di Vignola è tra le immagini più riconoscibili dell'area: struttura compatta, torri alte a disegnare una silhouette netta. Varcata la soglia, le sale affrescate con cicli rinascimentali cambiano il registro e svelano una residenza signorile che ha attraversato epoche e gusti. 

Si vedono tracce medievali e raffinatezze dell'età moderna, in un percorso che mostra l'evoluzione dello spazio abitato. Appena fuori, il centro storico scorre tra negozi e tratti porticati che ricordano l'impronta bolognese.

Spilamberto: Rocca Rangoni e il regno dell'aceto

Vicino al fiume Panaro, Rocca Rangoni nasce nel XIII secolo con funzione difensiva a presidio del guado. Nel tempo si trasforma in residenza con giardini pensili, un grande parco e ambienti decorati, segno di una nuova stagione della nobiltà locale. 

Oggi ospita realtà legate alla cultura enogastronomica del territorio, in particolare quella dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Il profumo delle acetaie - legno e frutta cotta - introduce a un sapere paziente fatto di botti piccole e lunghi invecchiamenti.

Savignano sul Panaro: borgo medievale e torre belvedere

A Savignano l'anima medievale è evidente nella forma del borgo e nella torre isolata, ciò che resta dell'antico castello. La torre è anche un eccellente punto panoramico, con lo sguardo che corre su vigneti e querceti fino alla dorsale appenninica nelle giornate più limpide.

Il territorio agricolo che la circonda spiega la vocazione vitivinicola locale, con vini DOC dell'area tra cui il Pignoletto. 

Castelvetro di Modena: la piazza a scacchi da vedere una volta nella vita

Nel centro storico di Castelvetro sorprende Piazza Roma, pavimentata a scacchi bianchi e neri, tanto scenografica da valere il soprannome di piazza della Dama. Su questo spazio si affacciano le torri dell'antico castello, tra cui la Torre dell'Orologio e la Torre delle Prigioni, oltre a palazzi storici come Palazzo Rinaldi.

Dalla balaustra la vista scivola sui filari di Lambrusco Grasparossa che avvolgono il borgo, con il rosso scuro della vendemmia che incornicia l'autunno. 

Levizzano Rangone: torre matildica e memoria storica

Lungo la via del Grasparossa si incontra il Castello di Levizzano Rangone, riconoscibile per la Torre Matildica che domina i vigneti. Nei dintorni, il complesso di Campo San Rocco - un ex cimitero napoleonico - aggiunge un tassello poco noto alla lettura storica del luogo. 

Qui il legame fra architettura militare, paesaggio agricolo e memoria è particolarmente evidente e invita a osservare il territorio come un archivio a cielo aperto.

Articolo visto su (travel.thewom.it) In questo angolo di Emilia-Romagna c’è un castello a ogni chilometro (e una piazza a scacchi da film)

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