Cambiare casa, ed effettuare un trasloco, viene considerato un evento molto stressante della vita per diversi motivi. Oltre al distacco dalla precedente location, occorre infatti sostenere un carico importante costituito dal trasferimento di tutti i beni personali da un immobile all’altro. Può quindi accadere di essere “sommersi” sia da quanto nel corso del tempo è stato accumulato negli armadi e nei ripostigli, sia dalle incombenze burocratiche che reclamano attenzione. Per affrontare meglio questo importante evento, è fondamentale prepararsi con largo anticipo come ha spiegato a idealista/news Sarah Baccenetti – Home Organizer di Decluttering Milano.
Come si può gestire un trasloco limitando l’inevitabile stress che questa operazione comporta?
Come Home Organizer io mi occupo anche di questo tema per conto dei clienti mettendo a disposizione un team dedicato e suggerendo anche, su richiesta del cliente, anche i professionisti necessari.
Quando si fa un trasloco, oltre al carico “emotivo”, va gestito un carico decisamente concreto, composto da tutto ciò che nel corso dell’esistenza, fino a quel momento, abbiamo “accumulato”. Spesso il confronto con questa quantità di oggetti può essere poco piacevole per motivi personali, perché ci riportano indietro a situazioni sgradevoli o che vorremmo dimenticare, oppure perché ci pongono davanti al modo in cui abbiamo speso il nostro denaro in oggetti che poi si rivelano in realtà poco utili o più semplicemente che non ci piacciono più. In realtà il trasloco rappresenta anche il momento più adatto per liberarsi di questi oggetti senza eccessivi rimpianti, ma anzi, con enormi vantaggi.
Il decluttering in pratica costituisce il primo step per un trasloco senza stress. L’ideale è occuparsi del decluttering prima di procedere con la sistemazione degli oggetti negli scatoloni. Traslocare senza fare decluttering prima significa solamente spostare una situazione di caos da un posto all’altro.
Il decluttering ci fa risparmiare risorse mentali e persino parecchio denaro: pagare la ditta che si occuperà del trasloco per spostare oggetti che non usiamo, non amiamo e non ci servono più significa solo perdere denaro per poi ritrovarsi con gli stessi problemi di ordine nella casa nuova, anche se più grande.
Basti pensare che una Casa in media contiene 300mila oggetti e noi ne usiamo circa il 20-30%. Il resto? Non vale la pena traslocarlo.
Come si affronta un trasloco dal punto di vista organizzativo?
Io personalmente suggerisco di fare una checklist e suddividere il trasloco in più fasi.
La prima fase, che si sviluppa circa quattro mesi prima del trasloco vero e proprio, è quella in cui si procede al decluttering stanza per stanza. In questa fase non dobbiamo pensare a reperire gli scatoli, ma concentrarci su ciò che realmente vogliamo portare con noi nella nuova casa. Oggi esistono diverse piattaforme o negozi di second hand e diverse associazioni a cui vendere o donare gli oggetti che non usiamo più. In questo modo non solo è possibile cedere mobili ingombranti che non desideriamo più usare (o che magari non possono essere trasferiti nell’immobile in cui andremo a vivere per motivi di spazio), ma anche oggetti più piccoli che giacciono in fondo all’armadio e persino accessori doppi.
Dopo aver affrontato questa fase, scopriremo che la quantità reale di oggetti da trasportare è di gran lunga inferiore alla stima iniziale. Solo a questo punto è possibile richiedere preventivi a ditte di trasloco e valutare se ricorrere o meno a un servizio di deposito temporaneo per gli oggetti ingombranti. Sempre in questa fase possiamo occuparci di radunare i documenti importanti e occuparci di richiedere il reindirizzamento delle comunicazioni postali.
Qual è la fase successiva? Quali accorgimenti adottare per non ritrovarsi in affanno?
Una volta effettuato il decluttering è possibile confermare la ditta di traslochi che abbiamo selezionato e occuparsi degli scatoloni. Circa un mese prima del trasloco vero e proprio, occorre verificare le volture delle utenze, i permessi ZTL e il posto auto per il furgone. In questa fase vanno richiesti al proprio datore di lavoro ferie per i giorni del trasloco mentre chi è libero professionista dovrà occuparsi della propria agenda in modo tale da essere libero da impegni.
Tra gli accorgimenti che consiglio di adottare vi è quello di etichettare ogni scatolone per stanza di destinazione e contenuto. Il “trucco” salva trasloco è quello di preparare una scatola o un borsone per il “primo giorno”: dovrà contenere l’essenziale per poter trascorrere serenamente i primi due giorni del trasloco: pigiama, un ricambio completo, prodotti per l’igiene e asciugamani, documenti, caricabatterie.
Come affrontare il giorno del trasloco?
Oltre a tenere a portata di mano la borsa o lo scatolone dedicato al primo giorno, è importante ricordarsi di effettuare la lettura dei contatori. Il giorno stesso occorre dare istruzioni chiare alla ditta su oggetti fragili e su quali sono le eventuali priorità. Teniamo sempre con noi documenti e gli oggetti di valore. Portiamo con noi acqua ed eventuale cibo o snack trasportabili facilmente perché la giornata sarà lunga e impegnativa.
Gli scatoloni sono stati trasportati e ci troviamo di fronte alla loro distesa. Come si affronta il compito di disfarli?
Una volta aperti gli scatoloni non è molto efficace ammassare i vestiti nell’armadio e gli accessori in cucina senza criterio. In questo modo si rischia di fare un lavoro “doppio”: in questa fase possono quindi entrare in gioco gli Home Organizer che aiutano a organizzare tutti gli spazi, e non solo l’armadio, per come lo viviamo davvero, sistemando ogni stanza in base a un criterio funzionale e non solo estetico. In pratica, tutte quelle sistemazioni che solitamente avvengono per gradi e richiedono mesi, possono essere portate a termine dagli Home Organizer in pochi giorni.








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