Un dedalo di vicoli medievali che apre lo sguardo fino a Gorgona e Capraia: in Toscana esiste un borgo di collina, a pochi passi dal mare, capace di sorprendere anche in piena estate. Si chiama Montescudaio, è in provincia di Pisa ed è inserito nell'elenco dei Borghi più Belli d'Italia. Qui il ritmo è lento, l'atmosfera è antica e l'autenticità è rimasta intatta tra pietra, vigneti e uliveti. E quando arriva l'autunno, il paese si accende con una Festa del Vino che richiama appassionati da tutta Italia.
Perché Montescudaio merita anche d'estate
Durante la stagione calda la Toscana concentra i flussi su Versilia e Maremma, ma chi cerca scenari più raccolti dovrebbe puntare a Montescudaio. Il paese custodisce un centro storico fitto di vicoli e piazzette, incastonato in un paesaggio che alterna campi coltivati, vigne e oliveti secolari.
Un borgo tra mare e Maremma Pisana
La posizione è la prima sorpresa: Montescudaio è sospeso tra il blu del Tirreno e il verde della Maremma Pisana. Dal paese si percepisce il respiro della costa, ma si resta immersi in una dimensione di collina, protetta e silenziosa. Questo equilibrio rende la visita piacevole tutto l'anno, con una natura che scandisce i colori delle stagioni e accompagna l'esperienza del borgo.
Tracce antiche: dall'urna etrusca al CeDIAS
Le radici di Montescudaio affondano nella protostoria. Gli insediamenti risalgono all'epoca villanoviana, ai primissimi stadi della civiltà etrusca. Lo testimonia un reperto di eccezione: un'urna cineraria dell'XI-X secolo a.C., celebre per le figure plastiche sul coperchio, considerata un capolavoro nel panorama etrusco.
Il CeDIAS, memoria viva della Bassa Val di Cecina
Il Centro di Documentazione di Archeologia e Storia (CeDIAS) raccoglie e coordina il patrimonio storico-archeologico di Montescudaio e della Bassa Val di Cecina, dalla preistoria all'età moderna. Al piano terra si trovano l'area accoglienza e un piccolo bookshop, insieme a reperti preistorici, etruschi e romani rinvenuti sul territorio, con filmati dedicati al paesaggio agricolo e alla storia del vino antico.
Al piano superiore, i materiali provenienti dagli scavi della Badia - il monastero benedettino femminile sorto intorno al 1100 per volere del conte Gherardo Della Gherardesca - illuminano il Medioevo locale.
Cosa vedere nel centro storico
Il cuore di Montescudaio è un intreccio di vicoli e piazze che conserva l'impianto del castello medievale e rinascimentale. L'atmosfera è curata, con un decoro floreale che in estate trasforma angoli e scorci in set perfetti per una sosta.
Il panorama dalla Guardiola
Dal piazzale del Castello, dalle antiche mura e dalla torretta della Guardiola, la vista si apre su vigneti, frutteti e oliveti, fino al mare. Nelle giornate limpide si distinguono le isole di Gorgona e Capraia e, all'orizzonte, la punta nord del Capo Corso. È il punto ideale per comprendere la relazione tra il borgo e il suo paesaggio produttivo.
Torri e chiese che raccontano il borgo
Nel centro si incontra la Torre Civica, con impianto originario del XII secolo, vero segno identitario del paese. Qui si trovano anche l'Abbazia di Santa Maria Assunta - documentata dall'XI secolo e in seguito intitolata alla Vergine - e l'oratorio della Santissima Annunziata, eretto intorno alla metà del Quattrocento. Architetture sobrie, ma dense di memoria, che punteggiano il percorso nel dedalo di vie.
Arte pubblica e memoria del Novecento
Il centro storico dialoga con opere d'arte contemporanea. Spicca il Monumento ai Caduti dell'artista Italo Griselli, originario di Montescudaio, insieme ai "segni artistici" diffusi firmati da Stefano Tonelli, che hanno trasformato il borgo in un museo a cielo aperto. Un innesto discreto che valorizza il tessuto urbano senza snaturarlo.
Vino DOC di Montescudaio: cosa sapere
La cultura del vino è parte del DNA locale e si esprime nella Doc Montescudaio. La Sagra del Vino nasce nel 1968, mentre nel 1977 arriva il riconoscimento della denominazione. Ogni anno, nel primo fine settimana di ottobre, la Festa del Vino mette insieme storia, produttori e degustazioni, con tour tra le vigne e un programma condiviso da Comune, Consorzio, aziende e associazioni.
Sapori locali: cosa assaggiare
Montescudaio non è solo vino. La rete delle Città dell'Olio testimonia la qualità delle olivete, mentre i forni continuano a sfornare il pane toscano senza sale, ideale compagno dei piatti contadini. La cucina di territorio si ritrova nelle ricette di una volta e in una storica lavorazione delle carni, che da 250 anni utilizza ricette artigianali e materie prime selezionate provenienti dalla Toscana e da allevamenti italiani.
Per valorizzare al meglio un pranzo nel borgo, si dovrebbe puntare sulle preparazioni simbolo della tradizione locale. Ecco cosa non perdere:
- Crostini di fegatini, da abbinare al pane "sciapo".
- Pappa al pomodoro, icona della cucina di recupero.
- Ribollita, densa e profumata, con verdure e legumi.
- Minestre di pane con ceci e fagioli, perfette nelle stagioni più fresche.
Articolo visto su (turistipercaso.it) Il borgo della Toscana da scoprire anche in estate: il suo intreccio di vicoli ti lascerà senza parole








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