Lombardia, a Grosio si incontra la preistoria e l'arte contemporanea

Preistoria, castelli e un giardino visionario in Alta Valtellina. Idee, luoghi e consigli per un weekend diverso.
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Giorsch, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Una rupe cosparsa di migliaia di segni antichissimi a due passi da un giardino visionario fatto di mosaici, archi e terrazze. In mezzo, due castelli che dominano la valle e un centro storico con corti chiuse, balconi fioriti e una villa nobiliare in perfetto dialogo con il suo parco. Succede a Grosio, Alta Valtellina: un luogo dove la montagna si intreccia con l'archeologia e l'arte contemporanea nello spazio di una passeggiata. 

Cosa vedere: castelli, rocce incise e un giardino "impossibile"

In una manciata di chilometri si concentra un patrimonio che cambia ritmo a ogni passo. Si dovrebbe programmare una mezza giornata per l'area archeologica, un'altra per il centro storico e il giardino d'artista, con una deviazione verso la Val Grosina per allungare lo sguardo ai pascoli d'alta quota. Le distanze sono brevi e gli spostamenti a piedi risultano naturali: dal borgo si sale al colle dei castelli, si costeggia la rupe incisa e si rientra tra vie acciottolate e corti in pietra. 

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Parco delle Incisioni Rupestri e Rupe Magna

Il parco archeologico che sale verso i castelli custodisce uno dei complessi rupestri più rilevanti d'Europa. Sulla Rupe Magna, un grande affioramento di roccia scura, sono state censite oltre 5.000 incisioni realizzate dal Neolitico all'età del Ferro. Camminando sulle passerelle si distinguono figure umane con le braccia alzate, animali, segni solari e scene che rimandano a un immaginario antico. 

I due castelli: San Faustino e Castello Nuovo

Sulla sommità del colle, le rovine del Castello di San Faustino - il più antico - e il successivo Castello Nuovo dei Visconti disegnano una doppia presenza fortificata che per secoli ha presidiato la valle. Dall'alto, la vista abbraccia il paese, la Val Grosina alle spalle e la direttrice che corre verso Tirano e Bormio. 

Il "castello di Gaudí" di Grosio

Nel cuore del paese sorprende il Giardino Roccioso di Nicola Di Cesare, noto popolarmente come "castello di Gaudí di Grosio". Da oltre quarant'anni, terrazze scolpite, scalinate ripide, archi e nicchie si ricoprono di mosaici fatti con cocci blu, frammenti di laterizio, vetri e conchiglie, insieme a oggetti di recupero: telefoni a disco, pentole, croci, tazze smaltate. 

Centro storico e tracce di Venezia

Le vie acciottolate in "risc", le corti chiuse con portali in pietra e i balconi in legno raccontano una Valtellina autentica e ordinata. Spicca Villa Visconti Venosta, residenza nobiliare immersa in un parco all'italiana che conserva arredi storici, una biblioteca di valore e il museo civico. 

Tra le chiese, meritano la parrocchiale di San Giuseppe, con stucchi e affreschi di scuola lombarda, e San Giorgio, che custodisce una raffinata ancona lignea tardo gotica. La storia locale, però, porta anche lontano: tra Seicento e secoli successivi, migrazioni verso Venezia hanno lasciato echi visibili in dettagli architettonici, abiti tradizionali e gioielli in filigrana che richiamano stile e tecniche apprese nella Serenissima. 

Val Grosina: outdoor, eventi, sapori

Dietro il paese si apre la Val Grosina, laterale alpina fatta di baite in pietra, praterie, larici e piccoli laghi, attraversata da torrenti vivaci. In estate è un parco giochi naturale per chi ama trekking e mountain bike, con strade sterrate, mulattiere e tratti tecnici che permettono itinerari per tutte le gambe, dalle passeggiate familiari alle uscite più lunghe.

Trekking, bike e gare

Il calendario estivo porta in quota il Valgrosina Trail, corsa in montagna che mette insieme atleti e appassionati sui sentieri tra pascoli e alpeggi. Sempre in estate si pedala nella non competitiva Grosio-Eita, molto frequentata anche con e-bike, lungo la traccia che risale la valle senza l'assillo del cronometro. Per chi preferisce uscire in autonomia, la rete di strade bianche e mulattiere consente di costruire percorsi modulari, con dislivelli adatti a esperienze diverse nella stessa giornata.

Feste di paese e tradizioni

Nei mesi caldi il borgo si anima con la Notte Bianca: musica, spettacoli, degustazioni e botteghe aperte prolungano la sera tra una piazza e l'altra. Il Parco delle Incisioni Rupestri propone periodicamente visite guidate e laboratori, con attività pensate per comprendere tecniche e significato delle incisioni. Tra le ricorrenze più identitarie spicca il Carneval Vecc, con la sfilata della "Magra Quaresima" e del "Carneval Vecc", maschere che mettono in scena il passaggio simbolico dall'abbondanza alla sobrietà. In primavera il parco dei castelli si riempie con Maia e Tas, tra picnic, giochi e musica, mentre la festa dei coscritti celebra i diciottenni con sfilate e momenti goliardici condivisi dalla comunità.

A tavola: specialità da non perdere

Sulle tavole si incontrano i grandi classici valtellinesi - pizzoccheri, bresaola IGP, formaggi d'alpe come Bitto e Valtellina Casera DOP - e ricette di casa grosina. La pestèda, miscela di spezie e sale lavorata a lungo, profuma carni e primi piatti con personalità. Le manfrigole alla grosina, crespelle di grano saraceno ripiene di formaggio e cotte alla piastra, arrivano in tavola con crosticina dorata e cuore filante.

Come arrivare e quando andare

Grosio si affaccia sulla statale che collega Tirano a Bormio, in provincia di Sondrio. L'auto è la soluzione più pratica: da Milano si raggiunge Colico lungo la SS36 e si prosegue sulla SS38 in direzione Sondrio-Tirano, seguendo poi la valle fino al borgo. Chi viaggia in treno può fare riferimento a Tirano, circa dieci chilometri più a valle, e proseguire con autobus locali; collegamenti utili esistono anche da Sondrio e Bormio. Il centro è compatto e si visita a piedi, con percorsi pedonali che portano ai castelli e al Parco delle Incisioni; parcheggi comodi si trovano all'ingresso del paese e presso i siti principali.

Articolo visto su (travel.thewom.it) In Lombardia c’è un borgo pazzesco dove la preistoria incontra un visionario “castello di Gaudí”

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