Lessinia d’estate tra malghe, sentieri facili e aria più fresca

Sull’altopiano veronese, anelli facili, bici ed equitazione tra malghe attive, formaggi DOP e aria più fresca.
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Garonzi Stefania, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Quando la pianura scotta, sull'Altopiano della Lessinia regnano vento, luce e campanacci. Malga Lessinia è il punto perfetto per scoprire il parco in estate: da questo punto partono anelli a piedi, percorsi per mountain bike e traversate a cavallo che collegano malghe, contrade in pietra e faggete ombrose. L'aria è più frizzante rispetto alla pianura e i dislivelli sono moderati, ideale per giornate intere all'aperto.

Dove si trova e perché conviene partire da Malga Lessinia

La Lessinia è un grande altopiano prealpino tra Veneto e Trentino, con il cuore nella provincia di Verona e propaggini in quelle di Trento e Vicenza. Il territorio, ampio circa 82 mila ettari, è inciso da dorsali e valloni profondi chiamati "vaj", frutto di antiche fratture e dell'erosione dei torrenti. Dal 1990 la porzione centrale è tutelata dal Parco Naturale Regionale della Lessinia, un mosaico di pascoli, faggete, fenomeni carsici e tracce storiche. 

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A nord-est il paesaggio si innalza fino al gruppo del Monte Carega, che supera i 2200 metri, segnando un ulteriore cambio di scenografia alpina. Malga Lessinia si colloca nella fascia degli alti pascoli, tra 1200 e oltre 1800 metri: una posizione strategica e centrale per incrociare i sentieri più frequentati dell'Alta Lessinia e trovare servizi utili prima e dopo le uscite.

Trekking ad anello: chilometri accessibili con vista pascoli

Sui crinali dell'Alta Lessinia si cammina a lungo senza affrontare dislivelli estremi. I tracciati seguono strade bianche, brevi tratti asfaltati secondari e antiche vie militari, con pendenze regolari e scenari aperti. Il risultato è un territorio che invita a un passo costante: perfetto per trekking tranquilli, nordic walking e escursioni lunghe ma alla portata di chi ha un minimo di allenamento. 

Tre itinerari chiave per entrare nel paesaggio

Per orientarsi tra i percorsi estivi dell'altopiano, conviene iniziare con tre anelli e traversate che condensano paesaggio, storia e vita d'alpeggio. Offrono saliscendi dolci, punti di sosta e panorami che aprono la visuale su pascoli e malghe ancora in attività.

  • Passo Fittanze - Malga Lessinia: circa 12,5 km, dislivello 300 m. Traversata classica su altopiano aperto, tra pascoli e malghe operative, con arrivo a un punto di ristoro.
  • Anello delle malghe alte tra Erbezzo e Ala: circa 8 km, dislivello 300 m. Paesaggio rurale autentico tra stalle in pietra, muretti a secco, recinzioni e prati di monticazione.
  • Malga Lessinia - Rifugio Podestaria A/R: circa 14 km, dislivello 480 m. Alternanza di ombra, malghe isolate e spazi aperti, con clima che cambia rapidamente al variare della quota.

In sella: mountain bike e cavalli sulla dorsale

Le strade bianche compatte, gli sterrati erbosi e i tratti nel bosco offrono una varietà continua di terreno. Da Malga Lessinia si intercettano due itinerari chiave per chi pedala, diversi per impegno e narrazione del territorio. I biker trovano salite distribuite e discese mai estreme, con contrade dove interrompere lo sforzo per una pausa. Chi preferisce le redini alla manopola scopre il volto equestre dell'altopiano, in un tracciato dedicato che scorre fluido tra dorsali e antiche vie di collegamento.

Due percorsi MTB e un itinerario equestre da non perdere

I nomi tornano spesso tra gli appassionati della zona: sono i classici che definiscono il ritmo di una giornata intera sulle due ruote, oppure di una lunga uscita a cavallo tra malghe e recinti.

  • Gran Tour dell'Alta Lessinia: anello tra Erbezzo e Bosco Chiesanuova, su asfalto secondario e sterrato. Dislivelli regolari, continui cambi di ritmo e passaggi tra pascoli e lembi di bosco.
  • Translessinia Bike: circa 54 km totali, circa 30 su sterrato, dislivello intorno ai 1400 m. Tocca contrade come Scioster, Ongar, Coletta, Biancari, Tander, Bernardi, Sale e malghe come Malga Malera e Malga Parparo di sopra, richiudendosi su Bosco Chiesanuova.
  • Percorso equestre dell'Alta Lessinia: traccia dedicata a cavalli e cavalieri nel settore settentrionale del Parco, al confine con il Trentino. Dorsali dolci, abbeveratoi e lunghi prati favoriscono un'andatura continua.

Tra storia e culture alpine: cosa raccontano le contrade

L'altopiano conserva segni evidenti del passato, che compaiono a bordo sentiero e dentro le contrade. Tra Malga Lessinia e il Rifugio Castelberto, per esempio, si incontra il Ridotto difensivo di Malga Pidocchio, testimonianza delle opere della Grande Guerra. Nelle valli laterali, piccoli nuclei in pietra ricordano la cultura cimbra, con Giazza come riferimento linguistico e museale per usi e tradizioni di montagna. È un paesaggio vissuto, dove l'alpeggio estivo mantiene attive le malghe e definisce ancora oggi l'economia dei pascoli alti. 

Clima, meteo e periodo migliore: come organizzare le giornate

La stagione estiva è la finestra più semplice per esplorare la Lessinia alta. Le giornate lunghe permettono di chiudere anelli di più ore, con dislivelli moderati che non richiedono preparazioni estreme. In quota il caldo è più gestibile rispetto alla pianura, ma non mancano i rovesci: i temporali pomeridiani sono frequenti e vanno messi in conto prima di scegliere l'itinerario. Conviene tenere sempre nello zaino un guscio impermeabile e una maglia più calda, anche se la partenza è in pieno sole. 

Sapori di malga: cosa ordinare dopo il sentiero

È la culla del Monte Veronese DOP, formaggio vaccino in diverse stagionature che domina i menù di rifugi e malghe. Tra i piatti identitari si segnalano gli "gnochi sbatui", impasto semplice di acqua e farina lavorato a lungo, servito con burro fuso, salvia, Monte Veronese e ricotta di pecora affumicata. 

Accanto alle vacche al pascolo si incontrano la Pecora Brogna, Presidio Slow Food, e la Grisa della Lessinia, razza avicola locale: ne derivano formaggi ovini, carni saporite e uova dal tuorlo intenso. Nel bicchiere, i vini dei Monti Lessini DOP e lo spumante Lessini Durello DOC, legato alla varietà autoctona Durella, completano il quadro.

Come arrivare e quanto fermarsi per cogliere l'essenza

Raggiungere l'area è semplice dalla pianura veronese, salendo lungo le valli che portano a Bosco Chiesanuova, Erbezzo o San Giorgio; da Verona città il percorso è lineare e la salita graduale. Per chi arriva da più lontano, Verona funziona da snodo ferroviario e aeroportuale a cui abbinare un'auto a noleggio: un mezzo proprio consente di accedere con agilità ai diversi imbocchi dei sentieri. 

Per entrare nel ritmo dell'altopiano si consiglia di pianificare 2-3 notti: c'è spazio per un anello a piedi, un'uscita in bici o a cavallo e una giornata più curiosa tra grotte, valli rocciose e contrade di pietra. 

Articolo visto su (travel.thewom.it) Pascoli infiniti e antiche malghe di pietra: l’angolo di paradiso in Veneto dove scappare dal caldo questa estate

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