Nove borghi fortificati in sequenza, percorribili in un solo giorno. Sembra una leggenda, invece è un itinerario reale tra le colline marchigiane che ancora custodiscono porte ad arco, camminamenti e torrioni autentici. È la "Terra dei 9 Castelli" di Arcevia: un percorso che regala panorami fino al Conero e una lezione di urbanistica medievale a cielo aperto.
Dove si trova la "Terra dei 9 Castelli"
Arcevia sorge nelle Marche interne, tra le valli del Misa e del Cesano, a breve distanza dalla costa di Senigallia e dai rilievi della Gola della Rossa e di Frasassi. In epoca medievale si chiamava Rocca Contrada: da qui si controllavano vie e crinali, motivo per cui nacquero i castelli, piccoli borghi-cintadini cinti da mura.
Le alture dei castelli funzionano come terrazze naturali affacciate su campi, boschi e profili appenninici; nelle giornate terse si individua anche il Monte Conero. L'area è apprezzata da chi cammina e pedala: l'anello dei 9 castelli misura circa 70 km e si presta a escursioni in giornata o a un fine settimana lento. Nella storia recente, i dintorni furono teatro dell'eccidio di Monte Sant'Angelo (1944): per questo Arcevia ha ricevuto la medaglia di bronzo al valor militare.
Il giro in 9 tappe: i dettagli da notare
L'itinerario tocca Avacelli, Castiglioni, Montale, Piticchio, Loretello, Nidastore, San Pietro in Musio, Palazzo e Caudino. Conviene programmare soste brevi ma mirate, cercando i portali antichi, i camminamenti, le opere d'arte e i punti panoramici.
Piticchio
Borgo arroccato e fotogenico, racchiuso da mura quattrocentesche continue con tratti di ronda ancora leggibili. L'ingresso avviene da una porta ottocentesca che precede l'accesso medievale a sesto acuto sormontato da torre con orologio.
Nella chiesa di San Sebastiano spiccano un altare ligneo dorato del XVI secolo e tre tele di Ercole Ramazzani dedicate all'Ultima Cena e ai santi Sebastiano e Anna. Appena fuori, il Museogiocando custodisce migliaia di giocattoli d'epoca.
Loretello
Colpisce per l'apparato difensivo: si entra da una porta in laterizio collegata all'esterno da un ponte a tre arcate, erede evidente di un antico levatoio. La cinta ha andamento triangolare con torrioni, mentre sul lato opposto svetta un massiccio torrione circolare.
All'interno si trovano il Museo della Civiltà Contadina e la chiesa di San Giovanni Evangelista. Poco fuori, la chiesa di Sant'Andrea conserva una Madonna col Bambino di Terenzio Terenzi e un dipinto di Giambattista Galeotti con il Cristo crocifisso e i santi Andrea e Giovanni Evangelista.
Avacelli
Circondato da boschi, accoglie con una porta trecentesca in pietra. La chiesa di San Lorenzo ospita un elegante dossale in terracotta dipinta del XVI secolo con la Madonna della Misericordia.
Ai piedi del colle si incontra la chiesa romanica di Sant'Ansovino, attestata dall'XI secolo, con capitelli scolpiti e pitture murali riemerse nei restauri; la tradizione la lega ai Templari. In maggio il borgo si anima con la Sagra dell'Asparago, tra profumi di campo e ricette di territorio.
Castiglioni
Sorge su un crinale sopra la valle del Misa e presenta due ingressi: una porta quattrocentesca con torre quadrangolare (oggi campanile) e una apertura neoclassica ottocentesca. La chiesa di Sant'Agata custodisce una tela di Ramazzani del 1589 dedicata alla Madonna del Rosario e un intenso crocifisso ligneo del Quattrocento.
Fuori dal borgo, la chiesa di Santa Maria della Piana conserva un affresco di Andrea di Bartolo da Jesi del 1474. In autunno torna la Festa del Pane, con forno e mulino storici rimessi in funzione.
Montale
Impianto medievale raccolto sulla sommità di un poggio circolare, con mura in laterizio che seguono l'anello del colle. La torre di guardia antica coincide oggi con il campanile della chiesa di San Silvestro.
Salendo verso l'alto, il panorama si apre su campi e vigneti; nelle giornate più limpide si riconosce la sagoma isolata del Monte Conero.
Palazzo d'Arcevia
Spettacolare l'effetto scenico delle case in pietra e cotto che risalgono le pendici del Monte Caudino, chiuse da robuste mura e da due porte quattrocentesche. In cima, la chiesa dei Santi Settimio e Stefano presenta interni tardo barocchi con altari in marmo e una tela settecentesca di scuola veneta.
Poco distante, l'Oratorio di San Venanzio di Arcangelo Vici offre un ricco apparato di affreschi. Di notte, le luci danno al borgo l'aspetto di un grappolo di lanterne.
Nidastore
Il nome significa "nido degli astori", rapaci impiegati nella caccia, e rimanda a un'identità antica. La storia locale è legata ai vescovi di Fossombrone e a una rivolta quattrocentesca che alimenta leggende.
Nei vicoli si riconoscono portali di palazzi tra Cinque e Seicento e tratti di mura inglobati nelle abitazioni. La chiesa di San Sebastiano, ricostruita nell'Ottocento, conserva una tela seicentesca con la Crocifissione.
San Pietro in Musio
Borgo raccolto con camminamento di ronda su mura a scarpa in laterizio, nonostante i danni della Seconda guerra mondiale. Su una parete spicca un affresco contemporaneo di Bruno d'Arcevia dedicato a San Pietro.
All'esterno, il Santuario della Madonna di Montevago (XVI secolo) custodisce un'immagine affrescata attribuita a Venanzio da Camerino e Piergentile da Matelica, nomi di rilievo della tradizione pittorica marchigiana.
Caudino
Forse il più appartato, raggiunto da una strada sinuosa tra gli alberi. Caudino conserva la porta d'ingresso in pietra ad arco a tutto sesto, la torre campanaria e la chiesa di Santo Stefano con un affresco cinquecentesco della Madonna di Loreto.
Oggi conta pochi residenti stabili e si anima soprattutto in estate, quando le case si riaprono e le voci tornano a riempire i vicoli.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Nove borghi fortificati in un solo giorno: l’angolo segreto delle Marche che sembra un regno medievale








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