In un angolo del Golfo di Napoli resiste un silenzio raro. A Marina Corricella, sul versante sud di Procida, all'alba si sentono le cassette del pesce posate sul molo e le voci basse dei pescatori, non il ronzio dei motori. Qui le auto non sono mai arrivate e il borgo si raggiunge soltanto a piedi o dal mare, come accadeva secoli fa. Per chi sceglie di pernottare, significa finestre aperte e notti davvero tranquille, interrotte solo dal risucchio dell'acqua contro gli scafi.
Un anfiteatro di case sul mare
Corricella è la marina più antica dell'isola e abbraccia un porticciolo risalente al Seicento con la forma di un piccolo anfiteatro naturale. Le abitazioni dei pescatori, in giallo, rosa, azzurro e verde, si incastrano una sull'altra fino alla banchina, componendo una quinta scenografica tra le più riconoscibili del golfo. In passato quei colori erano un riferimento pratico: servivano a ritrovare la propria casa nella foschia del mattino rientrando dal largo.
Perché qui le auto non sono mai arrivate
Non si tratta di una pedonalizzazione recente né di una scelta turistica: la morfologia stessa del luogo, aggrappata alla roccia e cucita al resto dell'isola da gradinate, rende il transito dei veicoli impraticabile. A terra ci si muove solo a piedi, mentre in acqua passano gozzi e pescherecci.
Le scalinate d'accesso e i punti d'ingresso
Il quartiere si raggiunge scendendo gradino dopo gradino. Tra i percorsi più utilizzati c'è la Gradinata del Pennino, che parte da via San Rocco accanto alla piccola chiesa cinquecentesca, e la Gradinata Scura, imboccabile da via M. Scotti. Sono due delle quattro scalinate che disegnano tracciati differenti tra vicoli stretti, passaggi coperti da archi bassi e rampe che cambiano pendenza di frequente, prima di spalancarsi all'improvviso sul porticciolo.
Come arrivare a Marina Corricella
Per raggiungere Procida si può scegliere tra aliscafo e traghetto in partenza da Napoli (Molo Beverello) e da Pozzuoli, con collegamenti frequenti durante l'estate. I tempi sono diversi: l'aliscafo da Napoli impiega circa 40 minuti, il traghetto all'incirca un'ora. Dal porto principale, Marina Grande, Corricella dista all'incirca un quarto d'ora a piedi lungo una strada in leggera salita. In alternativa, è disponibile la linea C2 dell'EAVBUS fino alla fermata San Rocco.
Cosa vedere e cosa fare
Il molo si percorre in pochi minuti, ma è consigliabile concedersi pause e deviazioni. Sul lato opposto ai ristoranti si incontrano ancora reti, attrezzi e cassette allineate. Dal quartiere partono due salite con ricompense diverse: la prima porta al Belvedere di Callìa, da cui, nelle giornate limpide, si abbracciano Capri e l'intera baia di Napoli; la seconda, più lunga, richiede circa venti minuti a piedi e conduce a Terra Murata, la parte sommitale e più antica dell'isola, dominata dall'Abbazia di San Michele Arcangelo e dal complesso di Palazzo d'Avalos.
I film che l'hanno resa iconica
Marina Corricella è entrata nell'immaginario internazionale due volte negli anni Novanta. Il Postino di Michael Radford (1994), ultimo film di Massimo Troisi, ha scelto il borgo come scenario principale della storia d'amore tra Mario e Beatrice. La locanda degli incontri esiste ancora in via Marina di Corricella 43 e custodisce memoria e cimeli del set; lo slargo antistante è oggi Piazzetta Massimo Troisi. Cinque anni dopo, Anthony Minghella ha utilizzato via San Rocco e Piazza dei Martiri per costruire il cuore del paese immaginario di Mongibello ne Il talento di Mr. Ripley (1999): Jude Law scende in scooter lungo le strade ripide, mentre Matt Damon osserva da un angolo più basso.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Il borgo marinaro senza auto dove si dorme con le finestre aperte








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