Pantelleria e Capo Caccia, i set segreti dietro due film cult

Una piscina in un dammuso, una villa sospesa sul mare e due storie che hanno fissato nell’immaginario luoghi italiani potentissimi.
Pantelleria e Capo Caccia: i set segreti dietro due film cult
Photo by Joran Quinten on Unsplash

Una piscina isolata nel silenzio di Pantelleria. Una villa bianca costruita su una scogliera di Capo Caccia e poi scomparsa. Due immagini bastano per evocare interi film e, insieme, il magnetismo di luoghi italiani diventati leggendari. Negli ultimi decenni il grande schermo ha scelto isole, coste e architetture private come coprotagonisti, spingendo chi guarda a chiedersi che cosa resti oggi di quei set. Si parla di due titoli che hanno marcato l'immaginario recente e quello classico: A Bigger Splash e La scogliera dei desideri.

A Bigger Splash: il richiamo essenziale di Pantelleria

Nel 2015 Luca Guadagnino ha portato a Pantelleria una storia che si nutre di gesti minimi e spazi essenziali. A Bigger Splash, ispirato a "La piscina" di Jacques Deray del 1969, raduna Tilda Swinton, Matthias Schoenaerts, Ralph Fiennes e Dakota Johnson intorno a una vacanza solo in apparenza tranquilla. 

Pubblicità

Al centro della vicenda si trova la tenuta Borgia, con la sua piscina che funziona da fulcro visivo e narrativo: è qui che i protagonisti si ritrovano, si scontrano e finiscono travolti dagli eventi. La casa, un dammuso, e l'isola intera diventano così parti integranti del racconto, come se il vento e la pietra avessero un proprio dialogo con i personaggi.

L'ispirazione dichiarata al classico di Deray crea un ponte tra due epoche, ma è Pantelleria a cambiare le regole del gioco. L'architettura, gli esterni asciutti, la luce che incide i volumi: tutto lavora per sottrazione e aumenta la tensione. La piscina, luogo di riposo in qualsiasi racconto di vacanza, diventa invece il teatro di un delitto in grado di spezzare equilibri e maschere. 

La scogliera dei desideri: la villa sospesa che non esiste più

Nel 1968 Joseph Losey ha portato sullo schermo "La scogliera dei desideri", tratto dalla commedia di Tennessee Williams "Il treno del latte non si ferma più qui". Al centro, una raffinata ereditiera malata terminale (Elizabeth Taylor) e un affascinante sconosciuto (Richard Burton) che ne sconvolge l'isolamento. Il film è stato girato quasi interamente in Sardegna, con riprese fra Porto Conte, l'Argentiera e l'isola di Tavolara, e ha fissato il profilo di un tratto di costa in una memoria collettiva fatta di luce e pietra.

Protagonista è anche una villa bianca affacciata su Capo Caccia, ad Alghero: un'architettura realizzata appositamente per la produzione, poi demolita, che catturava lo sguardo con la sua posizione estrema. Il suo affaccio a strapiombo sulla Spiaggia di Cala della Barca, nel Parco Regionale di Porto Conte, è rimasto nell'iconografia del film come una vertigine visiva che oggi si legge nei paesaggi più che nelle mura.

Il contrasto tra l'eleganza dei protagonisti e la rudezza della costa carica ogni scena di tensione. La villa, costruita e poi scomparsa, suggerisce quanto il cinema possa creare simboli effimeri ma potentissimi, capaci di sopravvivere anche senza un supporto fisico. 

Case, paesaggi e desiderio: quando il set detta il ritmo

In entrambi i film la casa smette di essere un semplice contenitore e si fa motore drammaturgico. Nel dammuso di Pantelleria il minimalismo diventa tensione, mentre la piscina rovescia la sua funzione di relax in detonatore narrativo. A Capo Caccia, la villa bianca sospesa sul blu del Parco di Porto Conte concentra su di sé una promessa di onnipotenza e insieme di fragilità, tanto più evidente sapendo che non esiste più. 

Il paesaggio marino in tutte e due le storie detta i tempi, sospende le conversazioni e aggiunge strati di senso al silenzio. È questo rapporto stretto tra architettura e natura a fissare i luoghi nella memoria collettiva, anche quando l'edificio scompare o l'indirizzo resta off-limits.

Articolo visto su (vogue.it) Le location dei film più famosi in Italia: viaggio da Milano alle Eolie, in 37 tappe cinematografiche

per commentare devi effettuare il login con il tuo account