Acquafraggia, l’oasi lombarda che stupì Leonardo, ecco come arrivare

Una valle che sembra una giungla, cascate visibili già dalla strada e sentieri panoramici.
Acquafraggia
Nandakumar R Pexels

Un torrente che nasce su uno spartiacque alpino dove le acque si dividono verso tre mari. Una parete di roccia che moltiplica i salti, trasformando il paesaggio in un anfiteatro d'acqua. E un microclima così umido da far crescere una felce rara al limite della sua diffusione europea. Sì, succede in Lombardia: alle Cascate dell'Acquafraggia, a Borgonuovo di Piuro, a due passi da Chiavenna. Il sito è riconosciuto come monumento naturale dalla Regione ed è finito persino negli appunti del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci. 

Dove si trovano le Cascate dell'Acquafraggia 

Le Cascate dell'Acquafraggia si trovano in Lombardia, nel comune di Piuro, località Borgonuovo, all'imbocco occidentale della Val Bregaglia e a breve distanza da Chiavenna. Una parte dei salti è riconoscibile già dalla strada di fondovalle: l'acqua scende dalle alte pareti rocciose e si getta a valle con un doppio salto netto, rendendo inconfondibile il profilo dell'intero complesso. La cascata nasce da una struttura glaciale che ha lasciato due valli sospese, una intorno ai duemila metri e una attorno ai mille.

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L'origine del torrente è il Pizzo di Lago, a circa 3.050 metri, in una zona di spartiacque dove le acque si separano verso tre bacini differenti: Mediterraneo, Mar Nero e Mare del Nord. Da questa geografia nasce anche il nome del luogo: "acqua spezzata", per i salti che interrompono di continuo la discesa. Il microclima creato dagli spruzzi mantiene l'aria fresca e satura di umidità, favorendo specie non comuni per la latitudine, come la Pteris cretica, una felce presente qui al limite settentrionale della sua distribuzione europea. 

L'insieme è stato tutelato dalla Regione Lombardia negli anni Ottanta come monumento naturale e annotato da Leonardo da Vinci nei suoi taccuini, un dettaglio che racconta quanto l'anfiteatro d'acqua colpisse già gli osservatori del Rinascimento.

Come arrivare alle cascate

Il punto di riferimento per l'organizzazione è Chiavenna, servita da collegamenti regionali con la Valtellina e con l'area del Lago di Como. Da qui, le cascate si raggiungono in auto seguendo la strada che risale la valle in direzione del confine svizzero: dopo un breve tratto tra prati e case sparse, il muro d'acqua appare al fianco della carreggiata. 

Chi preferisce pedalare può arrivare in bici da Chiavenna lungo i percorsi di fondovalle: la pendenza è contenuta e la distanza consente un trasferimento agevole anche senza allenamento specifico.

Chi sceglie il treno può fare base a Chiavenna e proseguire verso Piuro con autobus di valle, bicicletta o un breve tratto in taxi. Per i viaggi aerei, gli scali lombardi sono i più utilizzati per raggiungere la Valchiavenna: si prosegue poi con treno e bus o con auto a noleggio fino a Borgonuovo. 

Ai piedi delle cascate, lo spazio è organizzato come un grande prato con zone d'ombra e percorsi semplici; il terreno è in prevalenza pianeggiante e la difficoltà è classificata come T (turistico), senza dislivelli significativi dal fondovalle.

Cosa fare ad Acquafraggia 

Il prato consente di distendersi, osservare i giochi di luce sulle colonne d'acqua e ascoltare il contrasto tra il boato della caduta e la quiete della valle. Spostandosi di pochi metri, si colgono i diversi livelli in cui il getto si frammenta prima di alimentare il torrente. 

Percorsi a piedi e punti panoramici

Dai prati di Borgonuovo partono sentieri che risalgono il versante e portano a vari belvedere, compresa una vista "a tutto quadro" in cui roccia, acqua e valle rientrano nella stessa inquadratura. Le cascate diventano la porta d'accesso a itinerari più lunghi della Valchiavenna: si dovrebbe considerare la salita verso Savogno, con i castagneti storici, o l'antica mulattiera in pietra dal lunghissimo scalino.

Storia di Piuro e borghi vicini

A breve distanza si incontrano i resti dell'antica Piuro, travolta da una frana nel Seicento, e piccoli centri che conservano impianto medievale, case in pietra e coperture scure. 

In bici o di corsa, tra fondovalle e alta quota

Gli appassionati di attività outdoor trovano percorsi diversificati: strade per bici da corsa in direzione dei laghi alpini, itinerari su sterrato per MTB e anelli più tranquilli che uniscono Chiavenna a località come Madesimo e Campodolcino.

Altre cascate a portata di giornata

A breve distanza si può completare l'itinerario con altre due mete d'acqua. La Cascata del Catino (Pianazzo), con un salto di circa 180 metri, è tra le più alte della valle e si raggiunge lungo una storica strada oggi pedonale. Poco oltre confine, in territorio svizzero, la Cascata di Cama offre un'esperienza insolita: un breve tunnel scavato nella roccia consente di camminare dietro la colonna d'acqua, osservandone la potenza da una prospettiva inaspettata.

Articolo visto su (travel.thewom.it) In Lombardia c’è un’oasi naturale che sembra una giungla e ha incantato persino Leonardo da Vinci

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