Non serve prendere un volo per Marsiglia o guidare fino al Massiccio del Luberon per camminare tra i campi di lavanda in fiore. A poco più di un'ora d'auto da Torino, nella parte sud-occidentale del Piemonte, esiste un angolo che tra la fine di giugno e i primi di luglio si accende di viola e riempie l'aria di un profumo intenso. In provincia di Cuneo, a metà strada tra le colline delle Langhe e il Mar Ligure, ci sono Sale San Giovanni e Demonte, ormai conosciute da molti come la Provenza italiana del Piemonte. Un paesaggio che sorprende chi non se lo aspetta e che negli ultimi anni è diventato una meta amatissima da fotografi, escursionisti e famiglie.
Dove si trova la Provenza del Piemonte
La cosiddetta Provenza italiana non è un unico luogo, ma un territorio diffuso nel Cuneese dove la coltivazione della lavanda ha lasciato il segno. Il cuore più celebre è Sale San Giovanni, borgo dell'Alta Langa raggiungibile dall'autostrada A6 con uscita a Ceva e poi lungo le strade provinciali che salgono verso le colline.
A una cinquantina di chilometri di distanza si trova invece Demonte, in Valle Stura, a circa 780 metri di quota. Sono due realtà diverse per storia e altitudine, ma unite dallo stesso fiore.
Sale San Giovanni, il paese della lavanda in Piemonte
Sale San Giovanni deve il suo nome alla pieve di San Giovanni Battista, eretta intorno all'anno Mille in stile lombardo-romanico su un precedente tempio pagano. Per decenni il paese ha rischiato di scomparire a causa di una terra arida e povera di humus, poco adatta alle colture tradizionali delle Langhe più fertili.
La svolta arriva alla fine degli anni Novanta: dal 1997 due aziende agricole scommettono sulla coltivazione delle piante officinali, e quel terreno considerato ostile si rivela perfetto per specie che amano il sole e tollerano la siccità. Oggi Sale San Giovanni è il secondo polo piemontese per la produzione di erbe officinali, con una reputazione riconosciuta anche in Francia, Germania, Svizzera e Olanda.
Demonte e la tradizione secolare della Valle Stura
A Demonte la lavanda non è una riconversione recente, ma una tradizione che trova radici nei secoli. Nella Valle Stura i campi di "isòp" — nome occitano della pianta — esistono da sempre e, fino alla prima metà del Novecento, erano così estesi da rappresentare una risorsa economica fondamentale per l'intera comunità.
Ma Demonte non è solo lavanda: passeggiando nel centro storico si incontrano portici antichi, eleganti edifici e scorci che raccontano secoli di storia. Tra i simboli del paese spicca la Torre Civica, testimonianza del passato medievale del borgo. Merita una visita anche Palazzo Borelli, con il suo giardino a quattro terrazze e la galleria dedicata a re Carlo Alberto, che qui soggiornò più volte nella prima metà dell'Ottocento.
Non solo lavanda: le piante officinali da ammirare
Sulle colline di Sale San Giovanni la lavanda convive con numerose altre piante officinali, che insieme creano un vero caleidoscopio di tonalità dal verde salvia al viola intenso. La biodiversità è uno degli aspetti che rendono unica questa "Provenza" piemontese. Tra le specie più diffuse si possono ammirare:
- issopo, dalle spighe blu-violacee;
- camomilla, con i suoi fiori bianchi e gialli;
- achillea, salvia, coriandolo e finocchio, che aggiungono sfumature diverse;
- elicriso, dal fiore giallo e dal profumo mediterraneo;
- Enkir, un cereale antichissimo coltivato in modo biologico, altamente digeribile e povero di glutine, considerato il "padre dei cereali".
Itinerari a piedi e in bici tra i campi profumati
Per visitare le coltivazioni di Sale San Giovanni il Comune ha predisposto quattro percorsi segnalati, ognuno identificato da un colore e pensato per un livello di difficoltà diverso. Si va dalle passeggiate adatte alle famiglie con bambini fino ai sentieri più impegnativi per escursionisti allenati. Ecco i quattro itinerari:
- Percorso verde: circa 5 km su strada asfaltata, 2 ore di cammino. Il più accessibile, ideale per ammirare i campi di lavanda più estesi senza troppa fatica.
- Percorso azzurro: 9,8 km ad anello tra asfalto e sterrato, circa 3 ore. Attraversa diverse frazioni e mostra una maggiore varietà di coltivazioni.
- Percorso arancione: 8,8 km tra boschi e sentieri sterrati, il più impegnativo. Raggiunge anche l'Arboreto Prandi, noto per le piante rare provenienti da tutto il mondo.
- Percorso marrone: breve tracciato di circa 1 km, pensato per raggiungere l'Arboreto Prandi.
Quando andare a vedere la lavanda in Piemonte
Il periodo di fioritura si estende in generale da giugno ad agosto, ma il picco varia di anno in anno in base alle condizioni meteorologiche. La seconda metà di giugno è di solito la più spettacolare, con le colline completamente ricoperte di viola. Proprio nel momento di massima fioritura, di norma nell'ultima settimana di giugno, a Sale San Giovanni si svolge la fiera "Non solo Erbe", dedicata alla lavanda e alle piante officinali.
Durante la manifestazione, a ingresso gratuito, le vie del centro storico si riempiono di stand dove acquistare erbe, cosmetici, oli essenziali, tisane, miele alla lavanda e biscotti, tra mostre, concerti e visite guidate.
La tradizione delle distillerie e dell'olio essenziale
La lavanda del Cuneese non è solo paesaggio, ma anche una filiera produttiva con radici profonde. A Demonte ha sede l'antica distilleria Rocchia, dove già nell'Ottocento si ricavava l'olio essenziale alla lavanda sfruttando l'immissione diretta del vapore.
L'antica caldaia posta di fronte allo stabilimento racconta ancora oggi la storia di quel processo, e da qualche anno la Delegazione FAI di Cuneo organizza visite aziendali guidate. Anche a Sale San Giovanni le aziende agricole hanno sviluppato intere linee di prodotti naturali — oli essenziali, liquori, tisane e saponi — con certificazioni di agricoltura biologica e biodinamica.
Vivere in provincia di Cuneo
La provincia di Cuneo, la più estesa del Piemonte e una delle più grandi d'Italia, offre un bel mix di natura, borghi curati, enogastronomia d'eccellenza e ritmi di vita più lenti rispetto alle grandi città. Il territorio spazia dalle colline delle Langhe, patrimonio UNESCO, alle valli alpine come la Valle Stura, con prezzi immobiliari mediamente più accessibili rispetto a Torino e Milano. Non a caso l'area attira sempre più famiglie, lavoratori da remoto e stranieri in cerca di casolari da ristrutturare tra i vigneti. Per farsi un'idea concreta dell'offerta e dei prezzi conviene partire dagli annunci di idealista:






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