Scomparso l'11 luglio 2026 a 86 anni, pochi giorni prima di compiere i 87, l'artista nato Giuseppe Faiella se n'è andato proprio dove aveva scelto di ritirarsi: la sua Villa Castiglione, in cima all'isola di Capri che gli ha dato il nome d'arte. Attorno a quelle mura si è sviluppata gran parte della carriera di Peppino di Capri, tra Capri, Napoli e la Costa Azzurra. Le case di Peppino di Capri raccontano una vita meglio di qualsiasi biografia: ogni città è una tappa di oltre sessant'anni di musica italiana.
Villa Castiglione a Capri: l'ultima dimora del re della melodia
Villa Castiglione è la più importante delle residenze di Peppino di Capri ed è qui che l'artista si è spento dopo una lunga malattia. La villa sorge in posizione dominante nella parte alta dell'isola e si sviluppa su due piani affacciati su entrambi i golfi. Gli spazi esterni comprendono una grande piscina e un angolo attrezzato con forno per la pizza, dettaglio che restituisce l'anima conviviale del cantante.
All'interno si conservano numerosi quadri dipinti da Peppino stesso, che tra le sue tante passioni coltivava anche la pittura. Negli ultimi anni la villa era diventata il suo rifugio più intimo, il luogo scelto per allontanarsi dai riflettori e restare vicino alla famiglia.
Sull'isola il cantante fondò nel 1970 l'etichetta discografica Splash, con sede e studi di registrazione proprio a Capri, che custodisce i master originali di gran parte dei suoi successi.
La casa a Napoli: Mergellina e la vista sull'isola
Tra le case di Peppino di Capri, la dimora napoletana occupa un posto speciale nel racconto della sua vita quotidiana. Per molti anni l'artista ha abitato a Napoli, città che amava profondamente e che non ha mai voluto lasciare del tutto. La sua abitazione si trovava nella zona di Mergellina, a pochi passi dal porticciolo degli aliscafi da cui poteva ammirare Capri all'orizzonte.
Il cantante raccontava spesso di dividere il proprio tempo tra Napoli e Capri, riservando alla città partenopea i momenti più tranquilli, dedicati al riposo e soprattutto alla musica. Napoli, del resto, non è stata solo un indirizzo ma una fonte d'ispirazione costante, presente in brani della tradizione come "Voce 'e notte" e "I' te vurria vasà".
La casa natale nel borgo di Santa Teresa
Nessuna mappa delle case di Peppino di Capri sarebbe completa senza il punto di partenza: la sua casa d'infanzia. L'artista è nato il 27 luglio 1939 nel borgo di Santa Teresa, a Capri, in Vico degli Urtanti, dove ha trascorso i primi anni di vita.
È in questo angolo dell'isola, fatto di stradine strette e scorci sul mare, che è cominciata la leggenda del futuro re della melodia. Oggi l'edificio è stato trasformato in una struttura ricettiva, ma il legame con la vicenda personale del cantante resta presente.
Gli altri luoghi di Peppino di Capri: Ischia e Saint-Tropez
Oltre alle residenze principali, la carriera di Peppino di Capri si è nutrita di altri luoghi che ne hanno segnato il percorso umano e artistico. Prima di stabilirsi definitivamente a Villa Castiglione, il cantante ha vissuto anche a Ischia, isola di cui apprezzava il panorama sul golfo, le spiagge e la natura rigogliosa.
Un capitolo a parte spetta invece a Saint-Tropez: negli anni Sessanta la sua musica varcò i confini italiani intercettando il fascino del jet set europeo, e proprio dalla località francese nacque uno dei suoi successi più celebri, Saint-Tropez Twist.
La carriera di Peppino di Capri, il "re della melodia"
Peppino di Capri comincia a cantare praticamente da bambino: a quattro anni suonava già il pianoforte e intratteneva le truppe americane di stanza a Capri durante la guerra. Dopo studi classici, nel 1958 il giovane Giuseppe Faiella incide i primi singoli in napoletano con il suo gruppo, "Peppino di Capri e i suoi Rockers", e diventa presto uno dei protagonisti della stagione del twist con brani come "Saint-Tropez Twist" e "Let's Twist Again".
Nel giugno 1965 firma una delle pagine più celebri della musica leggera italiana, aprendo tutte le date italiane del tour dei Beatles. Gli anni Settanta segnano la consacrazione: nel 1970 vince il Festival di Napoli con "Me chiamme ammore", mentre al Festival di Sanremo — a cui partecipa quindici volte — trionfa due volte, nel 1973 con "Un grande amore e niente più" e nel 1976 con "Non lo faccio più". A rendere immortale il suo nome è però Champagne, colonna sonora di intere generazioni, simbolo di oltre sessant'anni di eleganza musicale che spiegano perché viene ricordato come il "re della melodia".
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