Come introdurre un nuovo gatto in casa evitando gli errori più comuni

Fasi, tempistiche e accorgimenti utili per gestire senza stress né errori l'arrivo di un nuovo micio nell'ambiente domestico.
due gatti in casa
Magnific

Gli animali domestici sono compagni di vita affettuosi: prendersene cura con rispetto è un presupposto necessario quando si decide di accoglierli in casa, soprattutto se è già presente un altro pet. Per capire come introdurre un nuovo gatto in casa occorre seguire alcune procedure specifiche, pensate per rendere l'inserimento del micio il meno traumatico possibile.

Quanto tempo ci mette un gatto ad accettare un altro gatto in casa

Non esiste una tempistica fissa entro cui due o più gatti raggiungono un equilibrio domestico stabile: il percorso di adattamento può protrarsi per settimane o, in alcuni casi, per mesi. L’importante è non forzare i tempi e osservare di giorno in giorno come procede l’integrazione.

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Bisogna tenere a mente che la maggiore o minore rapidità di convivenza tra più gatti dipende da una combinazione di più elementi tra cui ad esempio la loro età e il loro vissuto:

  • un gatto anziano faticherà a integrarsi o ad accettare il nuovo arrivato, a differenza di un felino più giovane;
  • un gatto che ha avuto esperienze traumatiche, scontri con altri simili o problemi di salute o stress, avrà reazioni difensive più marcate.
ragazza controlla il suo gatto sorridendo
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Come introdurre un gatto in una casa con un altro o altri gatti

Il segreto per una convivenza serena tra felini sta quasi sempre nella qualità del primo contatto e in un protocollo di integrazione progressivo tra il nuovo gatto da introdurre in casa e l'altro o gli altri già presenti, con step ben precisi:

  • nei primi giorni il felino appena arrivato andrebbe tenuto in un ambiente separato, senza alcun contatto visivo o olfattivo con l'altro gatto, che deve essere curato come sempre per evitare lo stravolgimento della sua routine;
  • condivisione degli odori: prima di qualsiasi incontro diretto, si passa un panno sul muso di un gatto e lo si offre all'altro in territorio neutro, abbinandolo a premi in cibo o momenti di gioco, così da costruire un'associazione positiva;
  • esplorazione alternata: chiudendo temporaneamente il gatto di casa in una stanza, si dà modo al nuovo arrivato di girare liberamente per gli ambienti, lasciando ovunque la propria traccia olfattiva;
  • primo sguardo mediato: una rete, una grata o uno spiraglio di porta permettono ai due animali di vedersi mantenendo comunque una separazione fisica, mentre qualche bocconcino aiuta a trasformare l'osservazione reciproca in un'esperienza gradevole;
  • avvicinamento progressivo: solo quando entrambi appaiono tranquilli si passa a brevi incontri ravvicinati nello stesso ambiente, accorciando le distanze un po' alla volta e sempre sotto controllo;
  • convivenza autonoma: le sessioni senza supervisione diretta si allungano gradualmente, verificando che l'equilibrio tenga grazie a un’osservazione costante, anche a distanza.

Insomma, l’iter deve essere lento e graduale e bisogna aspettarsi anche momenti di tensione, con soffi e ringhi, che però fanno parte del linguaggio naturale felino e non vanno repressi, ma gestiti: per esempio ci si può intromettere in possibili scontri con l’aiuto di un cuscino, aspettando che i gatti siano ormai calmi prima di accarezzarli.

Come organizzare la casa per l'arrivo di un nuovo gatto 

Prima ancora di pensare all'incontro tra due o più felini, la casa deve cambiare volto per favorire l’avvicinamento ed eliminare quanto più possibile i motivi di scontro. Ecco, quindi, come preparare la casa per un gatto in arrivo:

  • moltiplicare gli accessori base: per garantire una convivenza serena serve un accessorio in più rispetto al numero dei gatti presenti, quindi con due esemplari in casa ci vorranno tre lettiere e tre ciotole d'acqua distribuite in punti diversi;
  • creare una zona rifugio: il gatto appena arrivato va sistemato in una stanza silenziosa e poco battuta dal gatto di casa, con porta chiusa, lettiera propria e ciotole posizionate a debita distanza l'una dall'altra;
  • separare le zone pasto: poiché condividere lo stesso spazio visivo durante i pasti genera tensione, le ciotole del cibo non vanno mai una accanto all'altra, ma inizialmente collocate in ambienti distinti oppure ai due lati opposti di una porta;
  • sviluppare l'altezza: mensole, cucce sopraelevate e punti di osservazione in quota ampliano il territorio disponibile, a patto che offrano un doppio percorso di accesso e fuga, così da evitare che un gatto si senta in trappola;
  • rinnovare gli oggetti di svago: giochi e tiragraffi destinati al nuovo arrivato dovrebbero essere acquistati ex novo, dato che un accessorio già impregnato dell'odore del gatto residente rischia di risultare sgradito.
gatto che sonnecchia
Pixabay

L'inserimento di un gatto cucciolo con un gatto adulto 

Le regole di base restano identiche anche quando il nuovo arrivato è un cucciolo, tuttavia la presenza di un nuovo gattino in casa porta una certa imprevedibilità dipendente dalla giovane età dell'animale: se è vero che manca la rivalità territoriale, la foga del cucciolo può rappresentare uno stress per il gatto residente. Inoltre, il rapporto tende a modificarsi nel tempo poiché, a un certo punto, il gattino smette di essere percepito come innocuo. 

Nelle fasi iniziali, allora, occorre spingere il gattino verso modalità di gioco corrette e tutelarlo da eventuali risposte difensive del gatto adulto, che potrebbero imprimersi nella memoria del cucciolo traducendosi, una volta cresciuto, in un comportamento speculare nei confronti del compagno di casa.  

cucciolo di gatto che riposa
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Cosa fare quando il gatto di casa non accetta il nuovo arrivato

Se un eventuale rifiuto si protraesse nel tempo, richiederebbe l’intervento mirato di un veterinario comportamentista. Prima di ricorrere a un professionista, però, vanno riconosciuti i segnali di malessere profondo del gatto: tra questi rientrano il tentativo di impedire fisicamente al compagno l'accesso a lettiera e ciotole, il fissarlo con intensità, la tendenza a ritirarsi ed evitare i contatti, fino ad arrivare, nei casi più gravi, a marcare lo spazio con l’urina.

La strategia più efficace consiste nella separazione completa degli animali, ricominciando il protocollo con ancora più gradualità, magari usando i diffusori di feromoni per abbassare il livello di stress generale. Se anche questo dovesse fallire, il ricorso al veterinario è obbligatorio: sarà lui a valutare la strada più giusta da seguire, compresa la valutazione di una sistemazione alternativa per il nuovo arrivato.

Il nuovo gatto in casa si nasconde? Che succede

Nascondersi è quasi sempre un meccanismo di difesa, non un capriccio: il nuovo gatto si sottrae alla vista perché avverte la casa come uno spazio già rivendicato da un altro animale, e ritirarsi diventa il modo più sicuro per non entrare in rotta di collisione con lui. 

Proprio per questo motivo, un inserimento condotto senza gradualità rischia di compromettere l'intera convivenza, dal momento che lo stress legato al territorio, se non gestito per tappe, può minare sul nascere l'equilibrio tra i due animali.

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