Mutui, domanda in frenata nel primo semestre 2026

Secondo il Barometro Crif, -5,9% le richieste, crollo delle surroghe del 38,4%
Tassi mutui Bankitalia
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Il mercato dei mutui immobiliari in Italia rallenta. Nel primo semestre del 2026 le richieste di nuovi finanziamenti per l'acquisto della casa sono calate del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, con l'unica eccezione di maggio, che ha chiuso sostanzialmente in pareggio con un +0,4%. È quanto emerge dal Barometro CRIF, l'analisi periodica elaborata sulla base dei dati del Sistema di Informazioni Creditizie EURISC, pubblicata il 16 luglio 2026.

Il crollo delle surroghe: -38,4% nel primo trimestre

Il dato più significativo e più brusco riguarda le surroghe. Nel primo trimestre del 2026 le richieste di surroga hanno registrato un calo del 38,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente — un crollo che riflette l'esaurimento dell'ondata di rinegoziazioni avvenuta nei trimestri precedenti, quando il calo dei tassi aveva spinto molti mutuatari a trasferire il proprio mutuo verso condizioni più favorevoli. Quella finestra di convenienza si sta progressivamente chiudendo, e con essa si riduce drasticamente la componente surroga che aveva sostenuto i volumi complessivi del mercato.

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L'importo medio resta stabile sopra i 153mila euro

Nonostante il calo delle richieste, l'importo medio richiesto rimane sostanzialmente invariato: 153.972 euro, con una variazione di appena -0,2% rispetto al primo semestre 2025. Un dato che segnala come chi chiede un mutuo non abbia ridotto le proprie ambizioni, ma che il numero di famiglie che si affacciano al mercato del credito sia diminuito.

La distribuzione per fascia di importo conferma un mercato concentrato sulla fascia media. Oltre il 60% delle richieste si colloca tra 100.000 e 300.000 euro: il 30,9% nella fascia 100.001-150.000 euro e il 31,1% nella fascia 150.001-300.000 euro. Le richieste fino a 75.000 euro rappresentano il 15,1% del totale, quelle tra 75.001 e 100.000 euro il 16,9%, mentre solo il 6% supera i 300.000 euro.

Rate lunghe per alleggerire il peso mensile: 43,8% sceglie la durata 25-30 anni

La distribuzione per durata racconta una storia di famiglie che cercano di contenere il peso della rata mensile allungando il piano di rimborso. La classe 25-30 anni raccoglie il 43,8% di tutte le richieste — quasi una su due — e oltre 9 richieste su 10 prevedono piani di rimborso superiori ai 15 anni. Le durate brevi restano marginali: fino a 5 anni solo lo 0,5%, tra 5 e 10 anni il 3,9%, tra 10 e 15 anni il 9,2%. La classe 20-25 anni raccoglie il 19,8%, quella 15-20 anni il 15,6%, mentre i mutui oltre i 30 anni rappresentano il 7,2% del totale.

Chi chiede un mutuo: under 45 i protagonisti, 25-34enni al 31,4%

La distribuzione per età conferma che il mutuo rimane prevalentemente uno strumento delle fasce centrali della vita. I richiedenti tra i 25 e i 54 anni raccolgono oltre l'80% della domanda complessiva. Nel dettaglio, la fascia 25-34 anni è la più rappresentata con il 31,4%, seguita dai 35-44enni al 31,3% e dai 45-54enni al 21,6%. I giovani tra 18 e 24 anni sono quasi assenti con appena il 2,8% delle richieste — un dato che riflette le difficoltà di accesso al credito per chi non ha ancora una storia lavorativa consolidata. Gli over 55 rappresentano complessivamente il 12,9% della domanda, con il 10,6% nella fascia 55-64 anni e solo il 2,3% tra 65 e 74 anni.

Le previsioni di CRIF: prudenza ancora, ma i mutui green crescono

Simone Capecchi, Executive Director di CRIF, inquadra il rallentamento in un contesto macroeconomico ancora incerto, pur riconoscendo che l'allentamento della politica monetaria avviato nella seconda metà del 2024 e proseguito fino a maggio 2026 ha contribuito a ridurre il costo del credito, migliorando la sostenibilità delle rate e l'equilibrio finanziario delle famiglie. Nei prossimi mesi la domanda dovrebbe restare improntata alla cautela, ma con una nota positiva: i mutui destinati all'acquisto di abitazioni ad alta efficienza energetica e agli interventi di riqualificazione rappresentano un ambito di interesse crescente sia per le famiglie sia per gli operatori del settore — un segnale che la transizione energetica sta cominciando a farsi sentire anche nelle scelte di finanziamento immobiliare degli italiani.

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