Esiste un luogo nel Lazio in cui il silenzio non è un'idea romantica, ma un fatto: lo si percepisce tra i vicoli di pietra, lungo il crinale, davanti a un lago color acciaio. È Marcetelli, minuscolo borgo del Cicolano reatino, disteso a circa 930 metri di quota e affacciato sulla Valle del Salto. Le case si stringono sullo sperone roccioso chiamato Le Ravi, con scorci che cambiano a ogni tornante. Qui gli abitanti sono poche decine: un numero che basta per tenere viva la comunità e che spiega perché l'atmosfera resti protetta.
Cosa vedere nel borgo: chiese, memorie e mestieri
Nel cuore del paese si trova la chiesa parrocchiale di San Venanzio Martire e San Martino, riconoscibile per la torre campanaria che emerge tra i tetti. L'edificio custodisce tracce di interventi successivi, con opere pittoriche parzialmente celate sotto intonaci, segno di una devozione stratificata.
Poco fuori dal nucleo fortificato appare la chiesa di San Rocco, eretta nel Seicento in relazione alla grande pestilenza del 1656: la posizione defilata ricorda il ruolo protettivo di questi luoghi durante le emergenze sanitarie. Tornando tra i vicoli, una sosta va dedicata alla "Bottega del Cerchiaro", museo dei mastri bottai locali. Strumenti con nomi dialettali - pialle, seghe, lame come il "cortellu elle toe" e il "segarellu" - raccontano una lavorazione del legno che nel Novecento ha sostenuto l'economia con botti, tini e bigonci in castagno.
Tra sentieri, lago e alberi monumentali
Marcetelli rientra nella Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia ed è attraversato dal Cammino Naturale dei Parchi, il grande itinerario che collega Roma e L'Aquila. Dal perimetro del borgo partono sentieri che si inoltrano tra faggete e cerrete verso punti panoramici sul Lago del Salto e sulle vette circostanti. L'itinerario più interessante sale verso Monte Santo, dove sorge la chiesa di Santa Maria in Villa, attestata dall'anno Mille.
La piccola costruzione in pietra custodisce affreschi cinquecenteschi di ottima qualità, tra cui una scena di incoronazione della Vergine. Lì vicino cresce la Cerquabella, una quercia monumentale alta oltre venti metri, considerata l'esemplare più antico del territorio: un gigante vegetale che ancora presidia il pendio sassoso.
Sapori di montagna ed eventi da segnare
Il territorio è legato alla pastorizia e lo dimostrano i prodotti riconosciuti tra i PAT: il Cacio fiore, formaggio ovino fresco ottenuto con fiore di cardo selvatico al posto del caglio animale; il Guanciale e il Guanciale amatriciano, ricavati dalla guancia del maiale e stagionati fino alla consistenza ideale per sughi robusti. In tavola compaiono spesso pasta fatta in casa con condimenti di pecora o cinghiale, coratella di agnello, zuppe di lenticchie e ceci, brodi di castrato.
A Marcetelli si tramandano i pizzicotti, impasto acqua e farina spezzato a mano e condito con sugo ricco, la pecora "allu cotturu" cotta a lungo con pomodoro e peperoncino, e le zuppe di legumi della zona. Regina dell'autunno è la castagna rossa del Cicolano - in particolare la varietà locale di Marcetelli - celebrata il 1° novembre con la Festa della Castagna Rossa tra caldarroste e dolci alla farina di castagne. In estate, il 10 agosto, il "Serpentone di Montagna" trasforma il centro storico in un percorso enogastronomico a tappe.
Quando andare: clima e colori
Tra maggio e settembre si trovano le condizioni ideali: temperature miti in primavera, aria più fresca in quota durante l'estate, giornate lunghe per abbinare il borgo a facili trekking. Da metà ottobre l'autunno regala un foliage intenso attorno al Lago del Salto, con boschi che virano su arancio e ruggine e il lago che emerge come una lama d'acqua tra le montagne. L'inverno può risultare rigido, con possibili nevicate e strade da affrontare con attenzione.
Come arrivare: le opzioni migliori
Marcetelli si trova nel Cicolano, in provincia di Rieti, sul versante che guarda la Valle del Salto. Da Roma si percorre l'A24 in direzione L'Aquila, si esce in zona Carsoli-Oricola e si prosegue verso Rieti e il Lago del Salto per un totale di circa un centinaio di chilometri. Da Rieti città si arriva lungo la viabilità provinciale che costeggia il lago per circa trenta chilometri. La stazione ferroviaria di riferimento è Rieti, collegata a Roma con servizi regionali, ma per completare il viaggio servono auto o mezzi locali.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Meno di 50 abitanti e una vista pazzesca sul lago: è questo il borgo più silenzioso e magico del Lazio








per commentare devi effettuare il login con il tuo account