Una popstar mondiale con radici in un paesino d'Abruzzo, una corsa a piedi nudi giù da un costone e un "volo" accanto a torri medievali. Pacentro, nel cuore della Majella, unisce storia profonda e adrenalina contemporanea. Qui si incontrano castelli ben conservati, chiese ricche di dettagli, memorie contadine e perfino pitture rupestri preistoriche. Il tutto dentro uno scenario montano che cambia volto in ogni stagione.
Dove si trova Pacentro
Pacentro si trova a circa 700 metri di quota, nel Parco Nazionale della Majella, a pochi chilometri da Sulmona, nella provincia dell'Aquila. Fa parte dell'associazione I Borghi più belli d'Italia e si riconosce subito per il profilo inconfondibile del Castello Caldora che svetta sopra i tetti in pietra.
Il nome del paese è noto anche oltre oceano: da qui partirono gli avi della cantante Madonna, fatto che ha alimentato l'interesse delle comunità italoamericane. L'ambientazione, sospesa tra montagna e vicoli stretti, rende il centro storico piccolo, con scorci continui sulla Valle Peligna e sulle cime della Majella.
Cosa vedere nel centro storico: torri, piazze e memoria contadina
Il simbolo del borgo è il Castello Caldora, una delle fortificazioni meglio conservate d'Abruzzo. Le sue origini risalgono all'epoca normanna e l'impianto mostra tre alte torri quadrate e tre torrioni cilindrici, con feritoie per le armi da fuoco e base trapezoidale. Nel tempo passò ai Caldora, ai Cantelmo, agli Orsini e ai Colonna, prima di diventare proprietà comunale; restauri mirati ne consentono oggi la visita.
Il cuore socialedel borgo è Piazza del Popolo, allungata e scenografica, con una fontana seicentesca e la Chiesa di Santa Maria Maggiore (o della Misericordia) che offre un interno a tre navate e una volta decorata dallo stuccatore Attilio De Chellis. Poco distante si incontra Palazzo Rocca, oggi Municipio e Museo Civico, dove pavimenti incisi e ambienti ampi raccontano il passaggio dalla Pacentro contadina a quella borghese.
Per capire come si viveva fino a pochi decenni fa, il Museo della Civiltà Contadina nella "casa di Marlurita" conserva spazi minuscoli, privi di servizi, con arredi essenziali e attrezzi d'uso quotidiano; una testimonianza diretta della durezza del lavoro in montagna e delle pratiche popolari legate a erbe e rimedi.
Nella vita di paese un ruolo centrale era affidato ai punti d'acqua: il lavatoio pubblico "I Canaje" e la Fontana del Vallone ricordano abitudini comunitarie, scambi di notizie e microstorie nate davanti alle cannelle. Appena fuori dal centro, la grotta di Colle Nusca conserva pitture rupestri datate tra il V e il IV millennio a.C., con scene di caccia.
Tradizioni forti: la Corsa degli Zingari
Il momento identitario più intenso arriva ogni prima domenica di settembre, con la festa della Madonna di Loreto. La Corsa degli Zingari vede giovani del paese lanciarsi scalzi dal Colle Ardinghi lungo un costone ripido, tra sassi e rovi, fino alla chiesa dedicata alla Madonna di Loreto.
È un rito crudo, con ferite reali, che unisce devozione, resistenza fisica e orgoglio di rione. Il premio tradizionale è un taglio di stoffa per confezionare un abito, ma il valore vero resta il riconoscimento pubblico della comunità.
Adrenalina e natura: zipline, cammini e neve
Accanto al silenzio dei vicoli, Pacentro abbraccia l'outdoor. La Zipline Majella propone un "volo" lungo circa un chilometro, agganciati a un cavo d'acciaio, con velocità che possono sfiorare i 100 km/h. L'esperienza è scenografica: si scivola davanti alle torri del Castello Caldora e lo sguardo corre sulla Valle Peligna e sui massicci della Majella.
Chi preferisce passo lento trova nel Centro Informazioni del Parco, in pieno borgo, il punto di partenza per visite guidate e trekking sul Monte Morrone e sulla Majella, con itinerari di difficoltà differenziata. L'area è interessata anche da cammini di più giorni: il Sentiero dello Spirito, il Sentiero della Libertà e soprattutto il Cammino di Celestino, dedicato agli eremi legati a Celestino V (Pietro da Morrone).
Articolo visto su (travel.thewom.it) Il borgo medievale in Abruzzo che sembra un presepe di pietra e ha conquistato una popstar mondiale








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