Vacanze 2026, chi parte e chi resta

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Secondo una ricerca di Federalberghi e Tecnè, ad agosto partiranno per le vacanze 17,5 milioni di italiani, ma quasi un adulto su due (48,5%) non farà alcuna vacanza estiva. Sono 24,2 milioni i cosiddetti "stay-cationisti", ovvero coloro che trascorreranno le ferie senza lasciare la propria città o casa.

Il motivo principale della rinuncia è economico (52,8%), seguito da difficoltà organizzative familiari (25,7%) e motivi di salute (24,5%). Il fenomeno ha una forte connotazione sociale e colpisce in particolare gli anziani over 65 e i pensionati, tra cui il 67% resta a casa per tutta l'estate.

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Come si vive l'estate senza partire

Chi non parte si organizza su tre fronti. Sul piano fisico, l'attività più diffusa è la passeggiata (33,8%), seguita da bagni al mare, lago o piscina (12,4%) e dalla semplice frequentazione di ambienti acquatici (9,7%). Sul piano sociale, si privilegiano serate con gli amici (21,7%), visite a parenti (9,8%) e aperitivi (9,2%). Sul piano culturale, il 10,5% parteciperà a spettacoli musicali e il 5,3% a eventi folkloristici.

Come invertire la tendenza

Per sostenere il diritto alle vacanze, la ricerca individua alcune leve concrete. Per i lavoratori dipendenti, si propone di potenziare il welfare aziendale, alzando le soglie di esenzione fiscale sui fringe benefit o creando una soglia dedicata alle vacanze, sul modello dei buoni pasto. Per pensionati e persone a rischio di esclusione sociale, si suggerisce invece l'introduzione di buoni vacanze erogati in base al reddito e spendibili in strutture convenzionate — un modello già attivo con successo in Francia e Spagna, e sperimentato in Italia dall'associazione no-profit Buoni Vacanze Italia (BVI), fondata nel 2005 da Federalberghi e FITUS. Le imprese turistiche, infine, potrebbero contribuire applicando tariffe agevolate nei periodi di bassa stagione.

 
 
 

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