Alto Adige d’autunno con 7 borghi-cartolina da vedere ora

Feste tipiche, centri storici intatti e foliage. Sette borghi altoatesini da mettere in agenda questo autunno.
Alto Adige d’autunno: 7 borghi-cartolina da vedere ora
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L'autunno in Alto Adige sorprende sempre: i centri storici sembrano dipinti, le montagne si accendono di toni caldi e le tradizioni tornano protagoniste. È il periodo in cui si punta sui borghi, dove il clima stagionale piacevole permette di vivere la regione al meglio. Tra sagre dello speck e dei canederli, antiche chiese affrescate e passeggiate tra boschi colorati, il paesaggio si intreccia con la vita di paese. Ecco sette borghi altoatesini che in questa stagione offrono esperienze autentiche, tra cultura, gusto e itinerari panoramici. 

Santa Maddalena (Val di Funes): speck, Odle e una chiesetta da cartolina

Nella Val di Funes, Santa Maddalena è il classico villaggio che in autunno sembra uscito da un dipinto. A ottobre ospita la Festa dello Speck, occasione per assaggiare prodotti tipici in un'atmosfera di tradizione viva.

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Nel piccolo centro, la chiesetta di San Giovanni a Ranui spicca sul prato con le Odle sullo sfondo, icona fotografica della valle. Poco fuori dall'abitato, i boschi si accendono di colori e il Parco naturale Puez-Odle offre sentieri panoramici verso rifugi e punti vista. 

Autunno in Trentino Alto Adige
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Vipiteno: torre, sapori d'autunno e sentieri sul Monte Cavallo

Inserita in Valle Isarco, Vipiteno unisce eleganza e storia con piazze, palazzi signorili, chiese gotiche, musei e castelli medievali. In centro domina la Torre delle Dodici: con i suoi 46 metri e il tetto in pietra, collega idealmente il nucleo antico con quello più recente. In autunno il borgo si anima con rassegne stagionali, dalla sagra dei canederli alla festa delle castagne, fino al mercato contadino.

Alle porte del paese, una fitta rete di percorsi consente di camminare e pedalare verso il Monte Cavallo, che in questa stagione moltiplica i contrasti cromatici. Tra ville rinascimentali, casette colorate e l'imponente Castel Tasso, ogni angolo alza l'asticella del fascino.

San Martino al Monte: funivia, sole e panorami sulla Val Venosta

Appollaiato a 1.740 metri sulle pendici del Monte Sole in Val Venosta, San Martino al Monte si raggiunge con una funivia panoramica. Dall'alto, lo sguardo abbraccia i meleti della valle e le cime del gruppo dell'Ortles, con scorci sulla Val Martello. Il centro soleggiato custodisce una chiesa dedicata a San Martino, meta di pellegrinaggi.

Da qui partono numerose escursioni verso mete d'altura, tra cui la Cima Vermoi. È il posto giusto per godersi la quiete autunnale, tra luce radente e boschi che cambiano colore.

Glorenza: mura intatte e un affresco del 1496 da cercare

Con circa 900 abitanti, Glorenza è tra i borghi più piccoli e caratteristici della Val Venosta ed è inserito tra i "Borghi più belli d'Italia". La cinta muraria cinquecentesca è ancora integra e custodisce porte d'accesso sormontate da tetti spioventi, lungo le rive dell'Adige. Il cuore è piazza del Mercato, attorno alla quale si sviluppano vie con portici e case del tardo Medioevo.

La chiesa di San Pancrazio è un piccolo scrigno: conserva affreschi quattrocenteschi, tra cui un Giudizio universale del 1496 alla base dell'alto campanile. In ottobre, durante la Giornata del Romanico, si svolge una visita guidata gratuita alla chiesa di San Giacomo presso Soles, offrendo l'occasione di guardare il territorio attraverso le sue radici.

Villandro: alpeggi, antiche miniere e foliage lento

Sul versante orientale delle Alpi Sarentine, Villandro ha un ampio paesaggio e un fitto calendario culturale. In centro, le chiese incorniciate dall'Alpe di Villandro aprono a scenari distesi, mentre gli scavi archeologici hanno riportato alla luce reperti dal Neolitico all'età romana e medievale. Da qui si parte verso la Malga di Villandro, tra gli alpeggi più estesi dell'Alto Adige, e al Corno del Renon, noto per i panorami.

Il territorio invita anche a pedalare: si segue l'Isarco sulla ciclabile o si sale su tracciati di montagna. In autunno, prati e boschi intorno al paese sono un invito a cercare itinerari di foliage. Sul fronte culturale spiccano antichi castelli, residenze fortificate e la Miniera di Villandro, tra le più importanti del Tirolo in epoca medioevale.

Autunno in Trentino Alto Adige
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Ortisei: eleganza gardenese tra sculture e viste su Seceda

Ortisei, a 1.236 metri in Val Gardena, è un borgo rinomato incorniciato da gruppi montuosi come il Sella e il Sassolungo. Il centro storico pedonalizzato ospita botteghe artigiane celebri per le sculture in legno e negozi tipici. Nella piazza principale si trova la chiesetta di Sant'Antonio, del 1673, affacciata su una fontana.

Nei dintorni, il panorama si fa spettacolare: dal monte Seceda si osservano le Odle, mentre l'Alpe di Siusi, il più grande altopiano d'Europa, spalanca un susseguirsi di prati e baite sotto il profilo del Sassolungo e del Sassopiatto.

Tubre: silenzio di frontiera tra chiese antiche e castelli

A 1.240 metri, vicino al confine con la Svizzera, Tubre è una scelta naturale per chi cerca quiete e ambiente alpino. Il borgo è costellato di chiese storiche: dalla romanica San Giovanni alla gotica San Michele, fino alla parrocchiale di San Biagio; presenti anche San Martino, Sant'Antonio, San Nicola, San Rocco e San Valentino. Tra i rilievi spuntano i ruderi dei castelli Rotund e Reichenberg.

La posizione, tra Val Venosta ed Engadina, moltiplica le possibilità di escursione e arrampicata. Le vecchie case coloniche raccontano un rapporto antico con la montagna.

Articolo visto su (travel.thewom.it) I borghi dell’Alto Adige che in autunno sembrano usciti da una cartolina

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