Un'indagine presentata in occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione degli Annegamenti (istituita dall'ONU nel 2021) rivela un quadro preoccupante: solo il 53,7% degli italiani sa nuotare con sicurezza, il 27,6% riesce appena a stare a galla e quasi il 19% non sa nuotare affatto.
Nonostante l'Italia abbia circa 8.000 km di coste e un forte legame culturale con il mare, i nuotatori abituali sono pochissimi: solo l'1,8% nuota almeno una volta a settimana, mentre quasi il 29% non nuota mai.
Sul fronte dell'apprendimento, la scuola è quasi assente: la maggior parte degli italiani ha imparato a nuotare da familiari (42,8%) o da autodidatta (40,2%), mentre solo il 3,9% lo ha fatto nel sistema scolastico.
Il rapporto con l'acqua è generalmente positivo — quasi la metà degli intervistati lo descrive come "piacere" o "passione" — ma emergono anche timori significativi, soprattutto in acque profonde.
Desta preoccupazione anche la sorveglianza dei bambini: solo il 41,2% dei genitori li controlla da vicino, mentre quasi il 19% ritiene che siano abbastanza grandi da cavarsela da soli.
Federalberghi, che ha commentato i dati, sottolinea la necessità di promuovere una vera cultura dell'acqua, a partire dall'insegnamento del nuoto nell'infanzia.






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