Che cosa ci fa un cilindro bianco degno dei grandi musei internazionali tra le pinete dei Lidi Ferraresi? A Lido di Spina, frazione di Comacchio, esiste una casa che è anche museo, laboratorio e dichiarazione d'intenti: la Casa Museo Remo Brindisi. Progettata nel 1973 dall'architetta e artista Nanda Vigo, è un unicum nel panorama italiano, pensato per essere abitato e vissuto, oltre che visitato. Dentro, 1100 opere raccontano un secolo di ricerche e contrasti, organizzate come in un percorso che unisce memoria, avanguardia e materia.
- Un'icona radicale sulla costa ferrarese
- Architettura d'autore: cilindro centrale, specchi e scala a spirale
- La collezione: 1100 opere per "capire il proprio tempo"
- I nomi: da De Chirico a Warhol (e non solo)
- Chi era Remo Brindisi: un maestro del secondo Novecento
- Informazioni pratiche: biglietti, orari, durata della visita
Un'icona radicale sulla costa ferrarese
In un'Italia abituata a musei storici e palazzi classici, sorprende imbattersi in un progetto che sembra uscito dall'immaginario d'avanguardia europeo. La Casa Museo Remo Brindisi sposta l'attenzione dal "contenere" al "mettere in relazione": non il solito edificio neutro, ma un organismo che chiede di essere attraversato, osservato, abitato mentalmente.
La scelta di realizzarlo a Lido di Spina, in provincia di Ferrara, ribalta le aspettative su dove debbano nascere le cose più audaci. Qui, tra mare e pinete, si è voluto costruire un polo che rompe la distanza tra vita quotidiana e arte contemporanea.
Architettura d'autore: cilindro centrale, specchi e scala a spirale
La firma di Nanda Vigo si legge ovunque: superfici bianche, un grande volume cilindrico che attraversa i piani, una scala elicoidale che orchestra gli sguardi, ampie pareti a specchio che moltiplicano opere, luce e prospettive.
Ogni passaggio costringe a cambiare punto di vista, come in una coreografia visiva in cui si diventa parte dell'allestimento. L'impianto circolare guida naturalmente il percorso, senza frecce gridate o spiegazioni ridondanti, mostrando come esporre e abitare possano convivere.
La collezione: 1100 opere per "capire il proprio tempo"
Il cuore del progetto è la collezione, costruita da Remo Brindisi con un obiettivo esplicito: capire l'epoca in cui si vive. Le opere sono organizzate per famiglie visive e tematiche che attraversano linguaggi diversi, senza chiuderli in etichette scolastiche.
Si passa dagli "angoli della memoria" all'astrattismo geometrico, dalla calligrafia alla materia, fino al Surrealismo e all'Art Brut, in un continuo gioco di rimandi. La varietà non è dispersione: le sezioni dialogano con la casa, che a sua volta diventa un grande dispositivo curatoriale.
I nomi: da De Chirico a Warhol (e non solo)
La sorpresa si accende sui dettagli: accanto a Remo Brindisi compaiono protagonisti assoluti del Novecento. Si incontrano nuclei dedicati a Giorgio De Chirico e presenze come Christo, Arturo Martini, Pablo Picasso, Andy Warhol, Lucio Fontana, Francis Bacon.
Non mancano opere che restituiscono lo spirito del luogo e la sua tensione verso la sperimentazione: "Corse di cavalli" di Fernando Gutierrez De Velasco e "Cattedrale nello spazio" di Gualtiero Nativi sono due esempi eloquenti. L'insieme spiazza perché evita la prevedibilità del "best of" e cerca invece frizioni, dialoghi, deviazioni.
Chi era Remo Brindisi: un maestro del secondo Novecento
La spinta a creare una casa-museo nasce dalla biografia artistica di Brindisi. Nato a Roma nel 1918 da famiglia abruzzese, è stato tra i maestri italiani della seconda metà del secolo, vicino all'espressionismo europeo e alla Nuova Figurazione internazionale.
Nella sua pittura si leggono echi del post-cubismo di matrice picassiana e dell'energia gestuale riconducibile all'area del gruppo CoBrA. La collezione riflette anche questa traiettoria: non un pantheon accademico, ma un atlante personale, costruito per confronto e affinità.
Informazioni pratiche: biglietti, orari, durata della visita
La visita è calibrata: in circa un'ora si attraversa l'intero percorso, con la possibilità di prenotare tramite la piattaforma ufficiale della struttura.
- Biglietto intero: 6 euro.
- Ridotto (11-18 anni, over 65, gruppi): 3 euro.
- Gratuito: bambini fino a 10 anni, persone con disabilità, guide turistiche, militari e giornalisti.
La programmazione oraria valorizza la luce e la stagione, offrendo aperture serali in estate e fasce differenziate in primavera e autunno.
- Estate: dal martedì alla domenica, 19:00-23:00.
- Marzo-maggio e settembre-ottobre: dal giovedì alla domenica, 10:00-12:30 e 15:00-18:30.
- Durata media della visita: circa 1 ora.
Articolo visto su (turistipercaso.it) In provincia di Ferrara c’è la casa più radicale d’Italia: è un mix tra il Guggenheim e uno showroom








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