È detta "pianta del rossetto" o "della vergogna", cos'è l'Eschinanto e come coltivarlo

Perché coltivare l'Eschinanto: è una pianta tropicale che si adatta bene al clima casalingo.
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Photograph by Mike Peel, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

L'Eschinanto, o scientificamente Aeschynanthus, è una delle piante d'appartamento più scenografiche da coltivare in casa. I suoi lunghi tralci ricadenti, che sono impreziositi da fiori tubolari dai colori vivaci, trasformano qualsiasi mensola o vaso sospeso in un angolo tropicale. Originaria delle foreste pluviali del Sud-Est asiatico, l'Eschinanto non è tuttavia una pianta difficile da gestire. Bastano pochi accorgimenti per vederla fiorire in modo spettacolare. 

Quali sono i soprannomi dell'Eschinanto e perché

Chi si avvicina per la prima volta a questa pianta si imbatte quasi sempre nel suo soprannome più celebre: pianta del rossetto. Il motivo è semplice e basta osservare i boccioli da vicino per capirlo. Prima di sbocciare, il fiore emerge lentamente da un calice tubolare di colore scuro, spesso bordeaux o marrone, in un modo che ricorda un rossetto che fuoriesce dal suo astuccio. 

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Ma non finisce qui. In alcune regioni, l'Eschinanto viene chiamato anche pianta dei baci, un soprannome che richiama sia la forma sensuale dei fiori sia il colore rosso intenso che li caratterizza. Le labbra stilizzate dei petali evocano un bacio appena accennato, e questo ha alimentato nel tempo un'associazione romantica con la pianta.

Inoltre, il genere Aeschynanthus stesso deriva dal greco aischyne (vergogna) e anthos (fiore), un riferimento al rossore dei petali — quasi un fiore che "arrossisce", e per questo è comune sentire il soprannome di “fiore della vergogna”.

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Photograph by Mike Peel, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Come si cura l'Eschinanto

Prendersi cura dell'Eschinanto richiede attenzione ad alcuni fattori fondamentali, ma nulla di particolarmente complesso. Il segreto sta nel replicare, per quanto possibile, le condizioni del suo habitat naturale: luce abbondante ma indiretta, umidità elevata e un substrato leggero che non trattenga troppa acqua.

  • Luce. La pianta va posizionata in una zona con luce brillante e filtrata. Una finestra esposta a est o a ovest è perfetta: garantisce diverse ore di luminosità senza il sole diretto delle ore centrali, che potrebbe scottare le foglie. 
  • Annaffiatura. L'Eschinanto ama il terreno leggermente umido, ma detesta i ristagni idrici. Bisogna aspettare che i primi due centimetri di substrato risultino asciutti al tatto prima di bagnare nuovamente. Durante l'inverno vanno ridotte le irrigazioni: la pianta rallenta la crescita e necessita di meno acqua. 
  • Substrato e vaso. Si sceglie un terriccio leggero e ben drenante, simile a quello per orchidee o piante epifite. Una miscela di torba, perlite e corteccia di pino funziona egregiamente. Il vaso deve avere fori di drenaggio.
  • Concimazione. Dalla primavera all'estate, si fertilizza ogni due settimane con un concime liquido bilanciato diluito a metà dose. 
  • Umidità ambientale. Essendo una pianta tropicale, l'Eschinanto apprezza un livello di umidità tra il 50% e il 70%.
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Forest & Kim Starr, CC BY 3.0 US Wikimedia commons

Qual è la temperatura ideale

L'Eschinanto non tollera gli sbalzi termici e questo è forse l'aspetto più importante da tenere sotto controllo. La temperatura ideale si colloca tra i 18 °C e i 25 °C durante tutto l'anno.

Proprio per questo, però, bisogna far attenzione ai mesi freddi. Sotto i 15 °C la pianta inizia a soffrire visibilmente: va in stress termico, la crescita si arresta, le foglie possono ingiallire e, nei casi peggiori, cadere. Non va posizionata mai vicino a finestre con spifferi o a porte che si aprono frequentemente sull'esterno durante l'inverno. 

Quando fiorisce la "pianta del rossetto"?

La fioritura dell'Eschinanto è il momento più atteso da chi lo coltiva. In condizioni ottimali, la pianta del rossetto fiorisce prevalentemente tra la primavera e l'estate, con un picco tra giugno e settembre. Tuttavia, alcune varietà possono sorprendere con fioriture sporadiche anche in altri periodi dell'anno, se le condizioni ambientali lo consentono. 

I fiori compaiono all'estremità dei tralci più maturi. Inizialmente si presentano come piccoli calici scuri e rigonfi. Poi, lentamente, il fiore tubolare emerge con i suoi petali rosso fuoco, arancio o, nelle varietà più rare, giallo intenso. Ogni singolo fiore può durare diverse settimane, e una pianta sana produce numerose infiorescenze in successione.

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geoff mckay from Palmerston North, New Zealand, CC BY 2.0 Wikimedia commons

Eschinanto perde foglie: cosa fare?

La perdita di foglie è il modo in cui la pianta comunica un disagio ambientale, e le ragioni principali possono essere le seguenti:

  • Eccesso d'acqua e marciume radicale. Se il substrato resta costantemente bagnato, le radici soffocano e iniziano a marcire. Le foglie diventano molli, scure alla base, e cadono con facilità. La soluzione? Controllare le radici ed eventualmente rinvasare immediatamente in terriccio fresco e asciutto, eliminando le parti compromesse. 
  • Sbalzi di temperatura e correnti d'aria. L'Eschinanto è particolarmente sensibile ai cambiamenti bruschi. Un colpo di freddo da una finestra aperta in inverno, lo spostamento improvviso da una stanza calda a una fredda, o l'aria gelida del condizionatore possono provocare una caduta fogliare rapida.
  • Aria troppo secca. Negli ambienti con riscaldamento centralizzato, l'umidità può scendere ben sotto il 30%. In queste condizioni, le foglie dell'Eschinanto si seccano ai bordi e cadono progressivamente.
  • Luce inadeguata. Anche una carenza prolungata di luce porta allo sfoltimento della chioma, soprattutto lungo le parti più interne dei tralci. La pianta sacrifica le foglie che non ricevono sufficiente luminosità
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Peter A. Mansfeld, CC BY 3.0 Wikimedia commons

Talee di Eschinanto: come impiegarle

La moltiplicazione per talea è il metodo più semplice e gratificante per ottenere nuove piante di Eschinanto. Il periodo migliore è la primavera o l'inizio dell'estate, quando la pianta è in piena fase vegetativa e le energie per il radicamento sono al massimo. Da evitare l'autunno e l'inverno: il metabolismo rallentato della pianta rende il processo molto più lungo e incerto. Si procede, dunque, in questo modo:

  1. Si sceglie un tralcio sano, senza fiori, lungo almeno 10-15 cm.
  2. Si taglia appena sotto un nodo fogliare con cesoie pulite e sterilizzate.
  3. Da rimuovere le foglie dalla metà inferiore della talea, lasciandone 3-4 in cima.
  4. La talea va inserita in un vasetto con un mix leggero di torba e perlite, mantenendo il substrato umido ma non zuppo.
  5. Si copre con un sacchetto di plastica trasparente o una campana di vetro per creare un effetto serra e mantenere alta l'umidità.
  6. Infine, l’habitat ideale è a luce diretta e a una temperatura di circa 20-24 °C. Le prime radici dovrebbero comparire entro 3-5 settimane

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