L'ontano è uno degli alberi più affascinanti e sottovalutati del panorama botanico europeo. Rustico, elegante e incredibilmente utile per l'ecosistema, rappresenta una scelta intelligente per chi desidera arricchire il proprio giardino o terreno con una pianta che offre molto più di quanto ci si aspetti. Coltivare l’ontano non è affatto complicato, ma conoscerne le esigenze fa tutta la differenza.
Le principali caratteristiche dell'ontano
L'ontano appartiene alla famiglia delle Betulaceae, la stessa di betulle e noccioli. Si tratta di un albero deciduo che può raggiungere altezze variabili, dai 10 ai 25 metri a seconda della specie, con un portamento slanciato e una chioma moderatamente densa che regala un'ombra gradevole senza risultare opprimente.
Tra le specie più diffuse in Italia c’è l'ontano nero (Alnus glutinosa), l'ontano bianco (Alnus incana) e l'ontano napoletano (Alnus cordata). Quest'ultimo, originario dell'Italia meridionale, è particolarmente apprezzato per la sua capacità di adattarsi anche a terreni meno umidi rispetto ai suoi cugini.
Una delle peculiarità più notevoli di questa pianta? La capacità di fissare l'azoto atmosferico nel terreno grazie a una simbiosi con batteri presenti nelle sue radici. Questo rende l'ontano un autentico fertilizzante vivente: migliora la qualità del suolo in cui cresce, arricchendolo di nutrienti.
Le foglie sono di forma arrotondata o ovale, con margine seghettato e una superficie leggermente appiccicosa nelle specie come l'ontano nero — da cui il nome scientifico glutinosa. In autunno non ingialliscono come nella maggior parte degli alberi decidui: cadono ancora verdi, decomponendosi rapidamente e contribuendo ulteriormente alla fertilità del terreno circostante.
A cosa serve l'ontano e che legno produce
Il legno di ontano ha una storia lunga e sorprendente. Fresco, presenta una colorazione chiara che vira rapidamente verso un arancione-rossastro una volta tagliato, per effetto dell'ossidazione. Da un punto di vista tecnico, si tratta di un legno tenero e leggero, con una grana fine e omogenea. Eccelle in molti ambiti come:
- Lavori di tornio e intaglio: la sua morbidezza lo rende perfetto per lavorazioni di precisione, dalla creazione di giocattoli artigianali fino a piccoli oggetti decorativi.
- Produzione di compensato e impiallacciature: l'industria del mobile lo utilizza ampiamente per pannelli e rivestimenti interni.
- Affumicatura degli alimenti: il legno di ontano è tra i più ricercati per affumicare pesce e carni.
- Carbone vegetale di qualità: storicamente, il carbone ricavato dall'ontano era impiegato come combustibile pregiato.
Come coltivare l'ontano
Coltivare l'ontano è un'esperienza gratificante e decisamente alla portata anche di chi non ha il pollice verde più allenato.
- La propagazione avviene principalmente per seme. I semi di ontano maturano in autunno all'interno degli strobili e possono essere raccolti tra ottobre e novembre, quando le piccole "pigne" iniziano ad aprirsi. Per ottenere una buona germinazione, è consigliabile sottoporre i semi a un periodo di stratificazione a freddo di circa 2-3 mesi, simulando l'inverno naturale.
- Il terreno ideale è fresco, profondo e con buona capacità di ritenzione idrica. L'ontano ama i suoli umidi, per questo terreni argillosi, limosi o torbosi vanno benissimo.
- Per quanto riguarda la messa a dimora, il periodo migliore è l'autunno inoltrato o la fine dell'inverno, quando la pianta è in riposo vegetativo.
Le cure ordinarie sono minime:
- Irrigazione: fondamentale nei primi due anni, soprattutto durante le estati calde e secche.
- Potatura: non strettamente necessaria. Si interviene per eliminare rami secchi, danneggiati o che si incrociano creando sfregamenti.
Dove posizionarlo per farlo crescere
La scelta della posizione è probabilmente il singolo fattore che incide di più sul successo della coltivazione. L'ontano ha preferenze precise, e rispettarle significa garantirsi una pianta sana e vigorosa per decenni.
- Esposizione: l'ontano predilige posizioni in pieno sole o al massimo in mezz'ombra. In ombra piena cresce più lentamente e tende a sviluppare una chioma rada e poco attraente.
- Prossimità all'acqua: un ruscello, un laghetto, un fossato o anche solo una zona del giardino dove l'acqua tende a ristagnare dopo le piogge è il posto ideale.
- Clima: la rusticità dell'ontano è davvero notevole. Tollera senza problemi temperature invernali ben al di sotto dello zero. Il vento non lo spaventa; anzi, grazie al suo legno flessibile, resiste bene anche a raffiche intense.
- Spazio: un ontano nero adulto può superare i 20 metri di altezza con una chioma di 8-10 metri di diametro. Bisogna quindi mantenere una distanza adeguata da edifici, recinzioni e altre piante.








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